Trump minaccia Google mentre il New York Times accusa Elon Musk

by | 30 Set 2024 | Politica, Legal

Tempo di lettura: 5 minuti

I politici puntano il dito contro i social media, accusandoli di alimentare la disinformazione e manipolare l’opinione pubblica. I media tradizionali, dal canto loro, accusano i politici di diffondere notizie false e distorsioni. I social stessi, dal canto loro, sempre più spesso evidenziano le distorsioni ideologiche dei media, portando alla luce la loro parzialità attraverso immagini che contraddicono le narrazioni dominanti.

Il risultato è un clima di sfiducia generalizzata, in cui il confine tra verità e propaganda è sempre più sfumato, lasciando i cittadini disorientati e incerti su chi credere. La news che ci apprestiamo a dare, è un esempio dei tempi che corriamo.

Trump promette azioni legali contro Google se vincerà le elezioni

Donald Trump, ex presidente degli Stati Uniti e candidato repubblicano per le elezioni presidenziali del 2024, ha dichiarato che perseguirà legalmente Google se uscirà vincitore dalle elezioni del prossimo 5 novembre.

La notizia è riportata da Reuters, che aggiunge che Trump accusa il colosso tecnologico di mostrare esclusivamente “notizie negative” su di lui, senza però fornire prove a sostegno di queste affermazioni.

In un post su Truth Social, Trump ha dichiarato: “È stato determinato che Google ha utilizzato illegalmente un sistema per rivelare e mostrare solo notizie negative su Donald J. Trump, alcune delle quali inventate appositamente per questo scopo, mentre allo stesso tempo rivela solo notizie positive sulla candidata democratica Kamala Harris”.

Trump ha inoltre aggiunto che “questa è un’attività illegale, e spero che il Dipartimento di Giustizia li persegua penalmente per questa palese interferenza nelle elezioni”. L’ex presidente ha poi concluso affermando: “In caso contrario, e in conformità con le leggi del nostro paese, chiederò la loro persecuzione, al massimo livello, quando vincerò le elezioni e diventerò presidente degli Stati Uniti”,

Google non ha ancora risposto alle accuse ma va notato che Trump aveva già sollevato accuse simili contro l’azienda nel 2019, quando affermò che Google avesse favorito notizie negative su di lui durante le elezioni del 2016. Google all’epoca aveva respinto le accuse.

Le accuse contro Google sono state recentemente rinnovate da alcuni sostenitori di Trump, tra cui Elon Musk, che lo scorso luglio ha accusato Google di aver imposto un “ban” sulle ricerche relative all’ex presidente. E già che parliamo di lui…

NYT: “Musk fa disinformazione su X”

Neanche il tempo per Elon Musk di puntare il dito contro Google che viene portato al banco degli imputati dal new York Times. Secondo il quale, la scorsa settimana, Elon Musk, proprietario di X, ha amplificato decine di post falsi o fuorvianti sulla piattaforma, inclusa una notizia smentita su una bomba nei pressi di un comizio di Donald Trump a New York. Nonostante la notizia fosse stata già smentita, Musk l’ha condivisa con i suoi quasi 200 milioni di follower.

Secondo l’analisi del quotidiano newyorkese, tra lunedì e venerdì scorsi, Musk ha pubblicato 171 post e repost, promuovendo teorie del complotto sui brogli elettorali, attaccando i candidati democratici e criticando l’immigrazione illegale. Quasi un terzo dei suoi post è risultato falso, fuorviante o privo di contesto, con alcuni che sostenevano falsamente che i democratici stessero “rendendo illegali” i meme o aprendo i confini agli immigrati per ottenere voti. Questi contenuti sono stati visti oltre 800 milioni di volte su X.

Uno dei post più visti, con oltre 100 milioni di visualizzazioni, mostrava una proiezione errata della corsa presidenziale, suggerendo una vittoria di Trump in molti stati chiave, basata su dati superati del modellatore elettorale Nate Silver. Nonostante le correzioni da parte degli utenti, Musk non ha rimosso il post né ha apportato modifiche.

Sebbene Musk abbia dichiarato in passato che X “dovrebbe essere politicamente neutrale”, i suoi post hanno sempre più riflesso le sue posizioni conservatrici. Il magnate tecnologico ha attaccato le misure contro il Covid-19, i diritti dei transgender e la regolamentazione governativa, dedicando oltre la metà dei suoi post alla politica. Tra questi, alcuni riguardavano nuove leggi californiane sui deepfake che, secondo il quotidiano, Musk ha distorto, sostenendo erroneamente che vietassero tutte le parodie.

Musk ha anche ripreso l’enfasi di Trump sull’immigrazione, criticando le politiche in materia e diffondendo affermazioni infondate, come quelle sui migranti haitiani in Ohio. Alcuni di questi post provenivano da influencer di estrema destra noti per diffondere teorie del complotto su elezioni e vaccini.

Il programma di moderazione di X, Community Notes, ha segnalato dozzine di post di Musk come fuorvianti ma solo uno, relativo alla falsa notizia della bomba, ha ricevuto una correzione visibile agli utenti. Musk, intanto, ha continuato a pubblicare, condividendo 54 ulteriori post il giorno dopo il periodo analizzato, su temi come immigrazione, media ed elezioni.

Il labile confine tra informazione disinformazione

In un panorama mediatico sempre più frastagliato le accuse di disinformazione, dicevamo all’inizio, si moltiplicano da tutte le parti: politici, media e social si rinfacciano a vicenda di manipolare la verità.

La polarizzazione, alimentata anche da figure influenti come Trump e Musk, lascia i cittadini a districarsi in un labirinto di narrazioni contrastanti. Ma quello che dice il New York Times è politicamente privo di bias?

Il dubbio lo mette un recente video apparso sul canale TikTok del Corriere della Sera, nel quale il moderatissimo Federico Rampini ha accusato il New York Times di essere un “potere forte” e di essere allineato con la frangia più radicale dei democratici. A suo dire, ad esempio, il quotidiano avrebbe tenuto una condotta faziosa contro il sindaco di New York, Eric Adams, in questi giorni coinvolto in un grave scandalo.

Il sindaco infatti è sì democratico ma non allineato con la corrente più a sinistra del partito, come invece a suo dire lo sarebbe il celebre quotidiano. Che dunque gli avrebbe remato contro sin dall’inizio del suo mandato. Stando così le cose, però, il succitato articolo contro Musk assumerebbe un diverso spessore.

@corrieredellaseraNew York boicotta Kamala Harris Sottotitolo: Sindaco incriminato, faida tra democratici: la rubrica #orienteoccidente di #federicorampini♬ suono originale – Corriere della Sera

Con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali del 2024, il confine tra informazione e disinformazione sarà sempre più imponderabile. E mentre il pubblico diventa uno spettatore sempre più disorientato, la sua fiducia in ciò che vede e sente si fa sempre più labile.

Colpa della “verità”, più sfuggente che mai in un’epoca in cui si vince distruggendo (l’avversario) anziché costruendo. E “colpa” anche del fatto che politica e tecnologia sono sempre più collegate.

D’altronde alla prima non può certo sfuggire il potere che la seconda esercita: sulle masse (attraverso i social, come nel caso del TikTok ban), sull’economia (in termini ad esempio di sussidi statali per l’industria dei semiconduttori), sull’occupazione (come nel caso dell’impatto che avrà l’IA su molti impieghi), sull’sicurezza nazionale (si veda la battaglia commerciale che da tempo gli USA conducono contro la Cina, o i nostro articoli su Palantir e Starshield, tra i tanti). Senza dimenticare i risvolti normativi, come il recente AI Act promulgato dall’Europa.

Non a caso nei giorni scorsi abbiamo pubblicato la recensione non tecnica ma politica (ebbene sì) del Mate XT Ultimate “Trifold” di Huawei; e altrettanto non a caso abbiamo appena lanciato la sezione Politica.

Come si dice in questi casi, restate sintonizzati perché questo legame si farà sempre più intenso in futuro e, ovviamente, ne parleremo qui su TechTalking.

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