Come scrivevamo pochi giorni fa, SpaceX di Elon Musk è stata incaricata di costruire Starshield, una vasta rete di satelliti spia per una non meglio identificata agenzia di intelligence statunitense, in base a un contratto classificato del valore di 1,8 miliardi di dollari firmato nel 2021 con l’Ufficio Nazionale di Ricognizione (NRO).
Questo progetto mira a migliorare notevolmente le capacità di sorveglianza del governo degli Stati Uniti, permettendo l’identificazione rapida di bersagli in quasi tutte le parti del mondo. E segnala anche il rafforzamento della collaborazione tra SpaceX e le agenzie di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, nonostante le polemiche sorte dall’uso dei satelliti Starlink nel conflitto ucraino.
La realizzazione di questa costellazione di satelliti spia, della quale si occuperà l’unità Starshield, facente parte di SpaceX, sta però alzando la tensione con nazioni storicamente rivali, quali Cina e Russia. Che, prevedibilmente, non l’hanno presa bene.
Cominciamo dalla Cina, i cui media militari e statali hanno accusato gli Stati Uniti di minacciare la sicurezza globale. Un account sui social media gestito dall’Esercito di Liberazione del Popolo (PLA) ha dichiarato infatti che Starshield manifesta “l’impudenza e i doppi standard” degli Stati Uniti.
Junzhengping, un account gestito dal PLA che conta 1,1 milioni di follower, ha invece postato su Weibo: “Sollecitiamo le compagnie statunitensi a non aiutare un cattivo a compiere azioni malvagie“. Tutti i paesi in tutto il mondo dovrebbero essere vigili e proteggersi da nuove e ancor più grandi minacce alla sicurezza create dal governo statunitense”.
Wang Yanan, caporedattore di Aerospace Knowledge, una rivista sorvegliata dal Partito Comunista al governo, ha poi rincarato affermando in un’intervista che il progetto Starshield rappresenta “una sfida per la sicurezza e la stabilità globale”.
“Il sistema di intelligence schierato su paesi o regioni d’interesse statunitense, inevitabilmente farà sì che alcune questioni calde diventino ancora più sensibili, se non essere soggette a un’escalation”, ha invece dichiarato Wang a The Global Times.
Anche la Russia non ha reagito bene ma, come nel suo stile, la risposta è stata più muscolare. “Siamo a conoscenza degli sforzi di Washington di attrarre il settore privato a servire le sue ambizioni militari spaziali”, ha dichiarato ai reporter la portavoce del Ministero degli Esteri Maria, Zakharova.
“Tali sistemi diventeranno obiettivi legittimi per misure ritorsive, incluse azioni di natura militare“, ha quindi concluso.


