USA: in arrivo miliardi di dollari per la produzione nazionale di chip

by | 28 Gen 2024 | Politica, Tech War

Tempo di lettura: 2 minuti

Che l’intelligenza artificiale rappresenti una singolarità nella recente storia dell’umanità, ormai non sfugge più a nessuno. Così come non sfugge che chi la controllerà, avrà in mano un enorme potere. L’IA però per esistere ha bisogno di appositi processori e il più grosso produttore mondiale, TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing), ha sede a Taiwan. Una regione la cui futura indipendenza è tutta da valutare.

Ecco allora spiegato perché, compiendo un passo significativo per rafforzare l’industria dei semiconduttori nazionale, l’amministrazione Biden sta pianificando di iniettare miliardi di dollari sotto forma di sussidi a giganti del settore come Intel e TSMC. La quale, non avendo certezza delle mire espansionistiche cinesi, sta infatti allargando la propria produzione proprio negli USA.

Questa mossa, riportata dal Wall Street Journal, mira a stimolare la costruzione di nuove infrastrutture produttive sul suolo americano ed è pensata per rivoluzionare la produzione di componenti chiave non solo per le IA ma anche per dispositivi mobile e, perché no, armamenti. Queste informazioni, spiega il WSJ, emergono direttamente da fonti interne al settore coinvolte nelle trattative. E l’annuncio ufficiale potrebbe avvenire prima del discorso sullo stato dell’Unione del Presidente Biden, previsto per il 7 marzo.

Intel, coi suoi ambiziosi progetti in diversi stati (Arizona, Ohio, New Mexico e Oregon) che ammontano a più di 43,5 miliardi di dollari, è tra i candidati principali per ricevere questi sostegni finanziari. E vista la crisi che sta attraversando, di cui abbiamo scritto giusto ieri, non potrebbero arrivare in un momento più propizio.

Allo stesso modo, TSMC, con due impianti in costruzione vicino a Phoenix per un investimento totale di $40 miliardi, e Samsung Electronics, che si sta impegnando in Texas per $17,3 miliardi, sono in forte posizione per beneficiare di questi fondi. Altri attori del settore come Micron Technology, Texas Instruments e GlobalFoundries, sono anch’essi in corsa per ottenere una parte di questi incentivi, secondo quanto riportato dal WSJ.

Il Dipartimento del Commercio USA si è astenuto dal commentare su specifici candidati o tempistiche, sottolineando la natura meritocratica dell’iniziativa e le complesse negoziazioni commerciali del processo di selezione. “I fondi saranno assegnati esclusivamente a progetti che promuovono l’economia e la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, ha dichiarato un portavoce del dipartimento. Bocche cucite anche per quanto riguarda TSMC e Intel, contattate dal WSJ.

Gina Raimondo, Segretaria al Commercio degli USA, aveva anticipato l’intenzione di distribuire finanziamenti nel settore dei semiconduttori entro il prossimo anno, con annunci che potrebbero segnare una svolta nella produzione di chip nel paese. Il primo di questi incentivi, annunciato a dicembre, ammonta a oltre 35 milioni di dollari destinati a un impianto di BAE Systems nel New Hampshire per la produzione di chip per aerei da combattimento.

Ciò fa parte del più ampio programma di sussidi Chips for America, del valore di 39 miliardi di dollari, approvato dal Congresso USA nel 2022.

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