Perché TechTalking?

da | 23 Gen 2024 | Tecnologia

Tempo di lettura: 3 minuti

Nel lanciare una nuova proposta editoriale è prassi domandarsi (retoricamente) se ce ne sia bisogno, poi dare una risposta affermativa e quindi argomentare il perché. E dunque, c’è bisogno di TechTalking? In tutta sincerità, non lo so. Anzi, mi auguro che quanto mi appresto a scrivere mi aiuti a cambiare idea.

Se però un inizio deve pur esserci, credo sia meglio partire da un’altra domanda: perché TechTalking? Ho sempre avuto interesse per molte cose e chi mi segue sui social lo sa. Scienza, astronomia, film, serie TV, musica, sport, viaggi, politica, tecnologia e videogiochi. E altro ancora: ho sempre amato essere un tuttologo.

I videogiochi sono stati la mia passione e il mio lavoro, un bellissima bolla all’interno della quale ho vissuto per trent’anni. Uscendone, però, e riprendendo a occuparmi di tecnologia dopo essermene occupato saltuariamente quando scrivevo sul Corriere della Sera, mi sono accorto di quanto la mia professione mi avesse abituato a ragionare sul micro, perdendo un po’ di vista il macro. Mentre per anni io e i miei colleghi ci siamo accalorati a discutere quella particolare feature di un videogioco, o ci siamo accapigliati per riportare in esclusiva informazioni non sempre essenziali per il destino non dico dell’umanità ma del nostro stesso medium, là fuori il mondo andava avanti.

E lo ha fatto grazie soprattutto alla tecnologia, le cui estensioni si diramano in pressoché qualsiasi ambito. Dallo smartphone che teniamo in mano ai razzi che ci riporteranno sulla Luna, dai computer quantici alle intelligenze artificiali, dalla finanza alla politica, il progresso è in ogni cosa che facciamo. Inclusi, ovviamente, i videogiochi. E muove capitali impressionanti.

L’avvento delle intelligenze artificiali è stato così deflagrante da aver cambiato il mondo in un solo anno. Sul loro impatto sociale, s’è espresso allarmato persino il Fondo Monetario Internazionale: e c’è di che preoccuparsi. Sempre in nome della tecnologia, e delle sue ricadute in ambito strategico e militare, gli Stati Uniti stanno attuando da anni una guerra commerciale senza esclusione di colpi con la Cina. Ciò a sua volta sta avendo forti ripercussioni a livello di politica internazionale. Dovesse interessarvi, ne scrivo qui.

Zuckerberg sta riposizionando Meta sulle AGI; ma attenzione, con questo tasso di adozione delle IA secondo Sam Altman per alimentarle saremo costretti a usare la fusione nucleare. Mercedes e Volkswagen ci faranno parlare con ChatGPT mentre guidiamo; Synopsys (chi?) acquista Ansys (chi?) per un valore superiore a quello di Electronic Arts; nel frattempo Microsoft ha superato Apple e raggiunge una capitalizzazione di 2,887 trilioni di dollari (43 volte il prezzo al quale è stata acquistata Activision Blizzard). E NVIDIA ha presentato intelligenze artificiali che ridefiniranno gli NPC nei videogiochi.

Tutto questo è accaduto nelle due settimane scarse in cui ho iniziato a popolare di contenuti il sito, e dà un’idea di quanto si stiano muovendo velocemente le cose là fuori, di come le novità si susseguano a ritmi vertiginosi, e siano sempre più impattanti sulle nostre vite.

Se scelte male, le notizie possono non essere sufficienti ad avere una visione d’insieme. E se raccontate male, possono rendere la tecnologia incomprensibile o noiosa. Il mio obiettivo, dunque, sarà d’interessarvi e di spiegarvi cosa sta succedendo, senza troppi virtuosismi. Il mio spirito, d’altronde, è da sempre quello del divulgatore.

Ma quanto potrò spiegarvi? Quante cose potrò realmente raccontarvi ogni giorno? Non quante vorrei, almeno inizialmente. Perché TechTalking è un sito che si basa essenzialmente sulla mia passione e dedizione: gli articoli, come potete vedere, portano quasi tutti la mia firma.

Non voglio però che resti un sistema chiuso. TechTalking, che, come potete vedere dall’assenza di banner pubblicitari, nasce come un’iniziativa no profit, mi piacerebbe diventasse un sistema open source, aperto cioè ai contributi editoriali di chiunque abbia qualcosa da dire, e ovviamente sappia come farlo. Per il gusto di partecipare alla nascita di qualcosa di nuovo, per il piacere della scrittura, per avere uno spazio dove esprimersi laddove mancasse. Come il buon Cristiano Bettaglio, del quale trovate già qualche articolo in queste pagine.

Poi, un domani chissà. D’altronde sognare non costa nulla, da cosa nasce cosa e mai porsi limiti. Chissà che tra queste banalità non si nasconda qualcosa di vero.

Il sito sarà ripartito in notizie di tecnologia generale e in sezioni dedicate a Intelligenza Artificiale, Business, Automotive, settore Aerospaziale e Videogames (ma non aspettatevi le solite news, non farò quel tipo di editoria). Sono argomenti che trovo particolarmente interessanti e che credo meritino una maggiore visibilità. Tutto ciò che non rientra in queste categorie, lo troverete invece nella sezione Tech.

In conclusione, non resta che tornare al quesito iniziale: c’è bisogno di TechTalking? Per me sì, perché lavorarci mi diverte, e uso questo termine nella sua accezione più etimologica. E poi perché, dopo aver passato la carriera a immedesimarmi in ciò che non m’apparteneva, avevo bisogno di qualcosa che fosse realmente mia.

Quanto a voi… beh, la risposta me la darete col tempo. Direttamente, coi vostri commenti alle notizie che posterò sulle pagine Facebook e X del sito. E indirettamente, frequentando o meno il sito. La mia speranza è d’incuriosirvi, spiegarvi e, perché no, divertirvi.
Finora ci sono sempre riuscito, chissà che non succeda ancora.

 

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