Zuckerberg lancia Meta nella corsa all’Intelligenza Artificiale Generale

da | 19 Gen 2024 | IA

Tempo di lettura: 3 minuti

AGI è l’acronimo di Artificial General Intelligence, che si traduce in italiano come “Intelligenza Artificiale Generale”. Questo termine descrive una forma di intelligenza artificiale che possiede la capacità di apprendere, comprendere e applicare le proprie conoscenze in un’ampia varietà di attività, similmente a un essere umano.

A differenza delle intelligenze artificiali attuali, che sono progettate per funzioni specifiche come l’analisi di dati o la riconoscimento di immagini, l’AGI è in grado di eseguire una vasta gamma di compiti intellettuali che normalmente richiederebbero l’intelligenza umana. Ciò include attività come il pensiero critico, la pianificazione strategica, la risoluzione di problemi complessi, la comprensione del linguaggio e l’apprendimento basato su esperienze precedenti.

Sebbene l’AGI sia un traguardo ambìto nella ricerca sull’intelligenza artificiale, ad oggi rimane più un concetto teorico che una realtà pratica. Però se ne fa un gran parlare, con realtà come OpenAI e Google che paiono ben avviate verso il suo conseguimento. A questi due concorrenti, però, ora s’aggiunge il famoso terzo incomodo. Meta, finora nota per le sue piattaforme di social network e i pensati investimenti nel metaverso, vuole entrare nella competizione per lo sviluppo dell’AGI.

Questo nuovo corso è stato ben spiegato da Mark Zuckerberg in una intervista esclusiva rilasciata a The Verge. Nella quale ha enfatizzato la necessità di un’intelligenza generale per il raggiungimento degli obiettivi di Meta. La prima sfida da affrontare, in questo caso, è reclutare i migliori talenti nel campo dell’IA, che però sono molto richiesti. La lotta per accaparrarsi questi professionisti è intensa, con aziende pronte a offrire remunerazioni eccezionali, a volte superiori al milione di dollari all’anno, per attirare le menti più brillanti. Zuckerberg è consapevole delle difficoltà insite in questa “guerra dei talenti”, sottolineando la competizione tra varie aziende per arruolare gli stessi profili e l’iniezione di capitali da parte dei venture capitalist, che stimolano la creazione di nuove imprese.

Un altro ostacolo nello sviluppo dell’IA è la carenza di potenza di calcolo. Zuckerberg è pronto a sfidare questo limite, annunciando che Meta prevede di acquisire oltre 340.000 GPU Nvidia H100 entro la fine dell’anno, uno standard dell’industria per la creazione di IA generativa. Secondo alcune ricerche, l’acquisizione di GPU H100 da parte di Meta per il 2023 è paragonabile a quella di Microsoft e nettamente superiore a quella di altri concorrenti. Inclusi altri chip IA come Nvidia A100, l’inventario di GPU di Meta dovrebbe raggiungere quasi 600.000 unità entro la fine del 2024.

Questo impegno verso l’AGI, seppur ancora indefinito e senza un piano definito, segna un nuovo percorso per Meta, più ambizioso e potenzialmente rivoluzionario del metaverso. Zuckerberg, tuttavia, non concorda con l’idea che questo nuovo focus verso l’IA rappresenti un cambio di rotta. Al contrario, ricorda che Meta continua a concentrarsi sui Reality Labs, e sottolinea che l’azienda investe ancora più di 15 miliardi di dollari all’anno in questa iniziativa.

Zuckerberg immagina un futuro in cui i mondi virtuali siano generati dall’IA, popolati da personaggi gestiti dall’intelligenza artificiale e dunque in grado di interagire con le persone reali. Parla di una nuova piattaforma in arrivo quest’anno che permetterà a chiunque di creare i propri personaggi mossi dall’IA e di distribuirli attraverso le app social di Meta. Suggerisce anche che le sue IA potrebbero essere capaci di pubblicare autonomamente contenuti sui feed di Facebook, Instagram e Threads.

Quanto però sia vicino questo futuro, non è dato saperlo. Zuckerberg per primo sottolinea la mancanza di un’idea precisa di quando e come l’Intelligenza Artificiale Generale potrebbe essere realizzata. A suo dire, l’AGI non è solo una questione di replicare o superare l’intelligenza umana, ma riguarda la vastità delle sue capacità, come la ragione e l’intuizione. Per quanto però possa essere lontano il punto di arrivo, Zuckerberg prevede che lo sviluppo dell’AGI avverrà gradualmente, piuttosto che in un singolo momento. Non ci sarà un confine netto o un momento di svolta, ma piuttosto un progresso costante.

Un altro tema affrontato è quello del controllo dell’intelligenza artificiale generale, una questione molto discussa e resa d’attualità dalla recente crisi di OpenAI. Mark Zuckerberg al momento preferisce seguire una filosofia open source, come dimostrato dall’approccio di Meta al suo modello di linguaggio Llama, che a suo dire permetterebbe di evitare un’eccessiva concentrazione dl potere e garantirebbe un accesso più equo alle opportunità offerte dalle IA.

Il che sulla carta varrebbe anche OpenAI, e non a caso Zuckerberg sottolinea un po’ maliziosamente come l’azienda di Sam Altman sia diventata meno trasparente nel tempo. Tuttavia, ammette di non volersi impegnare definitivamente verso un approccio open source per l’AGI, se e quando verrà realizzata in Meta, sottolineando la necessità di flessibile e responsabile nelle decisioni future.

Mentre la realizzazione dell’AGI rimane un obiettivo a lungo termine, la nuova mission di Mark Zuckerberg pare voler ricordare al pubblico (e probabilmente anche agli investitori) la tendenza verso l’innovazione continua da parte di Meta. Tuttavia sono passati solo un paio d’anni da quando l’azienda ha cambiato nome per riposizionarsi sul metaverso, e la strada verso l’AGI è irta di sfide tecniche, etiche e di governance. Il tempo ci dirà se il divario che attualmente separa Meta da chi sulle IA lavora da anni, sarà o meno recuperabile.

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