Un attacco informatico ha esposto i dati di 8,7 milioni di clienti di Manchester Airports Group, il più grande gruppo aeroportuale britannico. Oltre a Manchester, sono stati coinvolti anche London Stansted ed East Midlands, ma gli aeroporti hanno continuato a funzionare normalmente.
Gli hacker hanno ottenuto accesso a indirizzi email, numeri di telefono, targhe dei veicoli e codici postali raccolti attraverso le registrazioni al Wi-Fi e le prenotazioni di parcheggi, lounge e servizi Fast Track.
MAG (Manchester Airports Group) precisa che non sono stati compromessi dati bancari o relativi ai pagamenti e che, per la grande maggioranza delle persone coinvolte, l’informazione esposta sarebbe soltanto l’indirizzo email.
Il gruppo, che lo scorso anno ha gestito 66 milioni di passeggeri, sostiene di avere “immediatamente contenuto il rischio” dopo essersi accorto dell’attacco martedì. “In nessun momento sono state compromesse la sicurezza dei passeggeri o la sicurezza aerea”, ha dichiarato.
Ma Manchester non s’è fermato
Rafe Pilling, direttore della threat intelligence della Sophos Counter Threat Unit, ha spiegato al Financial Times che attacchi di questo tipo sono “nella maggior parte dei casi attacchi ransomware, nei quali i criminali informatici esfiltrano i dati e avanzano richieste economiche in cambio della mancata pubblicazione”.
MAG ha successivamente precisato che in questo caso non si è trattato di ransomware. Nel ransomware classico gli hacker possono infatti cifrare o bloccare i sistemi, e chiedere denaro per permettere all’azienda di riprendere il controllo. Qui hanno rubato i dati e poi hanno chiesto soldi, ma senza bloccare i sistemi degli aeroporti.
MAG ha dichiarato di non aver pagato alcun riscatto e il National Cyber Security Centre ha confermato di stare “lavorando con Manchester Airports Group in risposta a un incidente informatico”.
Il rischio adesso è il phishing
Il fatto che non siano stati sottratti dati bancari limita il danno immediato, ma le informazioni rubate possono essere utilizzate per costruire truffe più credibili. Un messaggio che contiene riferimenti a un aeroporto utilizzato, a una prenotazione o ad altri dati personali ha più possibilità di sembrare autentico.
Il rischio è quindi che il furto produca una seconda ondata di attacchi attraverso email, SMS o telefonate nelle quali i criminali si presentano come l’aeroporto o come uno dei servizi utilizzati dai clienti.
C’è poi un altro elemento. MAG ha riferito a The Register che gli hacker hanno compromesso uno dei suoi sistemi e da lì sono riusciti a sottrarre file conservati in un database ospitato da una terza parte. Il gruppo non ha però identificato né il sistema violato, né il fornitore coinvolto.
Il Regno Unito continua a farsi ‘bucare’
Manchester arriva dopo una sequenza di attacchi che negli ultimi anni ha colpito settori molto diversi dell’economia britannica. Nel 2025 Jaguar Land Rover ha fermato per quasi sei settimane la produzione dopo un attacco informatico. Nello stesso anno sono stati colpiti anche Marks & Spencer e Co-op.
Nel giugno 2024 un ransomware ha colpito Synnovis, che fornisce servizi di patologia a diversi ospedali dell’NHS. A farne le spese è stata la capacità di elaborare analisi del sangue e di effettuare altri test, col risultato che l’attacco ha provocato ritardi per oltre 11.000 appuntamenti ambulatoriali e procedure programmate nel sud-est di Londra. I servizi sono tornati completamente operativi soltanto nel dicembre dello stesso anno.
Pochi giorni fa è poi emerso che hacker ritenuti affiliati al regime iraniano sono riusciti a costringere un piccolo impianto energetico britannico a restare offline per quattro giorni. L’episodio non ha avuto effetti sulla fornitura energetica nazionale ma aggiunge l’energia alla lista dei settori colpiti.
I numeri dell’NCSC
L’ultimo rapporto annuale disponibile del National Cyber Security Centre mostra quanto la pressione sia aumentata. Nei dodici mesi coperti dal rapporto 2025 l’agenzia ha gestito 204 incidenti classificati di rilevanza nazionale, contro gli 89 nell’anno precedente. Gli episodi classificati come altamente rilevanti sono saliti da 12 a 18.
I furti di dati su questa scala, del resto, hanno precedenti importanti. Nel 2023 JD Sports ha dichiarato che un attacco aveva esposto i dati di 10 milioni di clienti. Due anni prima l’Electoral Commission aveva subito una violazione che aveva consentito l’accesso ai dati di circa 40 milioni di elettori.
Il caso Manchester resta diverso dagli attacchi che hanno fermato fabbriche, ospedali o impianti. I voli sono partiti e gli aeroporti hanno continuato a funzionare.
Ma 8,7 milioni di clienti coinvolti mostrano l’altra faccia del problema: basta violare i sistemi che raccolgono i dati dei servizi quotidiani per mettere nelle mani degli hacker informazioni appartenenti a milioni di persone.
Fonte: Financial Times


