Il 6 agosto il centro di controllo del traffico aereo di Minneapolis ha perso radar e comunicazioni per circa due ore, causando disagi a più di 1.100 voli. Due giorni prima, i piloti di Marine One avevano provato ad avvertire il Reagan National Airport del passaggio del Presidente Donald Trump, ma i controllori non avevano ricevuto la trasmissione e avevano autorizzato il decollo di un altro aereo, arrivato più vicino del minimo consentito.
Questi riportati da The Verge sono solo gli ultimi episodi di una crisi che va avanti da anni. Nel 2025 quasi un volo su quattro tra quelli delle maggiori compagnie americane è arrivato in ritardo, è stato cancellato o dirottato, per un totale di circa 1,66 milioni di disservizi. I ritardi prolungati sulla pista (quelli in cui i passeggeri aspettano dentro l’aereo) sono cresciuti del 63% mentre circa 2,4 milioni di bagagli, sedie a rotelle e dispositivi per la mobilità imbarcati sono stati smarriti o danneggiati.
La tecnologia è parte del problema, insieme alla cronica carenza di personale. Molti sistemi della FAA hanno decenni sulle spalle, mentre in diverse strutture i controllori lavorano con straordinari obbligatori e settimane di sei giorni.
Le promesse di Musk
Nel febbraio 2025 il segretario ai Trasporti Sean Duffy aveva chiamato Elon Musk e il DOGE alla Federal Aviation Administration (FAA), l’agenzia federale che gestisce e regola l’aviazione civile negli Stati Uniti. Musk aveva promesso su X “rapidi miglioramenti della sicurezza del sistema di controllo del traffico aereo”.
Come abbiamo raccontato, nello stesso periodo Musk ha messo nel mirino il contratto da 2,4 miliardi di dollari assegnato a Verizon per modernizzare le comunicazioni della FAA, proponendo Starlink come alternativa.
Musk ha infatti attribuito a Verizon i problemi del vecchio sistema, salvo poi correggersi: l’infrastruttura obsoleta è di L3Harris, mentr e quella di Verizon non è ancora operativa.
I grandi aggiornamenti promessi dal DOGE, però, non sono arrivati. Sono invece arrivati circa 400 licenziamenti di dipendenti della FAA, compresi tecnici della manutenzione in 18 centri di controllo. Il sistema era già in difficoltà prima di Musk, il DOGE ne ha accentuato i problemi.
With the support of President @realDonaldTrump, the @DOGE team will aim to make rapid safety upgrades to the air traffic control system.
Just a few days ago, the FAA’s primary aircraft safety notification system failed for several hours!https://t.co/WHwNNBN0Zd https://t.co/fwOJ9BUBX5
— Elon Musk (@elonmusk) February 5, 2025
Arriva Palantir
Nel luglio 2025 il One Big Beautiful Bill ha stanziato 12,5 miliardi di dollari, circa 10,8 miliardi di euro, per ricostruire il sistema di controllo aereo. Circa 5 miliardi, 4,32 miliardi di euro, sono stati destinati al software. Ed è qui che entra in scena Palantir, la società cofondata e presieduta da Peter Thiel.
Nel 2025 la società ha ottenuto senza gara un contratto per uno strumento basato sull’IA destinato a individuare i rischi di collisione sulle piste e un secondo contratto, anch’esso senza gara, per aggiungere l’IA al sistema con cui la FAA gestisce le sovvenzioni.
Nel 2026 la FAA ha inoltre avviato l’acquisto di licenze e servizi per Foundry e la sua Ontology, tecnologie proprietarie Palantir. L’azienda era anche tra le finaliste per SMART, il sistema di gestione del traffico aereo basato sull’IA da 875 milioni di dollari, circa 756 milioni di euro.
Quella gara l’ha però persa: il contratto è andato alla startup Air Space Intelligence, il cui management comprende però… quattro ex dipendenti Palantir.
Mancano controllori, si cercano gamer
Il piano della FAA per il 2026-2028 parte da 14.832 persone nel sistema tra controllori certificati, personale in formazione e allievi dell’Academy, e prevede per il 2026 un’uscita complessiva di 1.711 persone lungo la pipeline.
L’agenzia ha inoltre ridotto l’obiettivo dei controllori pienamente certificati da 14.633 a 12.563, puntando su una migliore organizzazione dei turni e su nuovi strumenti tecnologici.
Nel frattempo il Dipartimento dei Trasporti ha lanciato “Level Up Your Career”, una campagna pensata esplicitamente per attirare i videogiocatori. L’idea è che attenzione simultanea, orientamento spaziale e capacità di gestire più informazioni possano trasferirsi alla torre di controllo. Nelle prime 13 ore sono arrivate oltre 8.000 candidature.
Il problema però viene dopo. Più del 30% dei tirocinanti non completa il percorso e la FAA assume con anni di anticipo proprio perché formare e certificare un controllore richiede tempo.
Nel frattempo continuano straordinari, stanchezza e carenze di organico. La ricostruzione americana sta quindi premiando software e grandi contratti molto più rapidamente di quanto riesca a produrre nuove persone qualificate per stare davanti agli schermi.
Fonte: The Verge


