Un attacco informatico a un ospedale del Regno Unito da parte di hacker di lingua russa ha esposto centinaia di pazienti con problemi renali a un maggior rischio di insufficienza cardiaca.
Amit Sanchadev, un paziente di 46 anni di Londra, non ha potuto fare i suoi esami del sangue di routine a giugno a causa dell’hack di Synnovis, una società che gestisce 32 milioni di test di laboratorio all’anno in collaborazione con due grandi gruppi ospedalieri del Regno Unito, tra cui il King’s College Hospital.
Secondo Bloomberg le conseguenze dell’attacco sono state immediate e gravi, con il ritardo di quasi 5.000 appuntamenti ambulatoriali e circa 14.000 operazioni.
La capacità di effettuare test è stata drasticamente ridotta, portando l’ospedale a dare priorità ai pazienti che necessitano urgentemente di esami del sangue, escludendo così migliaia di pazienti cronici come Sanchadev. Parliamo quindi di pazienti oncologici o candidati al trapianto di organi.
Sanchadev, per esempio, si trova ora a dover effettuare la dialisi senza conoscere i suoi livelli di potassio, una situazione che può essere pericolosa.
Il Sistema Sanitario Nazionale del Regno Unito, già sotto pressione finanziaria, è stato dunque colpito duramente dagli attacchi hacker e la questione è stata in gran parte oscurata dalle elezioni. Le autorità sanitarie stanno investigando se l’attacco abbia causato direttamente la morte di qualche paziente.
Il gruppo di hacker di lingua russa Qilin, che ha rivendicato l’attacco, ha oltretutto pubblicato milioni di cartelle cliniche dei pazienti, inclusi dati sensibili su donne in gravidanza e neonati.
Negli ultimi tempi le attività di cybercrime si stanno moltiplicando, con diverse aziende, come Microsoft, preoccupate che ChatGPT venga usato dagli hacker di Russia, Cina e Iran, rendendo ancora più pesanti questi attacchi di stato.
Il King’s College Hospital NHS Foundation Trust si è scusato pubblicamente per i disagi conseguenti a questo attacco e ha confermato di essere in contatto con tutti i pazienti interessati, dando priorità agli esami dei pazienti con problemi renali e riducendo temporaneamente la frequenza di alcuni test per alcuni pazienti dove è sicuro posticipare la visita.


