Microsoft rivela: ChatGPT è usato dagli hacker di Russia, Cina e Iran

da | 15 Feb 2024 | IA

La notizia è di quelle che sorprendono. Non per i fatti che riporta ma perché c’è chi se ne stupisce, come se l’accaduto fosse qualcosa d’imprevedibile. Per cui ecco Microsoft rivelare che gli hacker sostenuti dai governi di Cina, Russia e Iran starebbero utilizzando ChatGPT per affinare le loro tecniche e ingannare meglio le proprie vittime.

Calcolando che l’intelligenza artificiale di OpenAI viene usata dal 92% delle aziende Top 500 Fortune e probabilmente con la stessa percentuale dagli studenti che vogliono finire prima i compiti, non si capisce perché secondo Microsoft gli hacker, soprattutto se di stato, dovrebbero invece elaborare e attuare i propri piani servendosi ancora del pallottoliere.

Microsoft evidentemente non si pone questa domanda e prosegue evidenziando che il suo report nasce dopo aver monitorato gruppi di hacker affiliati all’intelligence militare russa, alla Guardia Rivoluzionaria dell’Iran e al governo cinese. Stando a Microsoft, gli hacker russi indagano su tecnologie satellitari e radar per operazioni militari in Ucraina; i nordcoreani generano contenuti per campagne di phishing mirato; gli iraniani usano l’IA per migliorare la credibilità delle loro email; i cinesi invece studierebbero le agenzie di intelligence rivali e questioni di sicurezza informatica.

Microsoft ha quindi introdotto il divieto totale all’utilizzo dei suoi prodotti di intelligenza artificiale da parte di gruppi hacker supportati dallo stato. Un divieto che, ne siamo sicuri, verrà prenso molto seriamente.

“Indipendentemente dal fatto che vi sia o meno una violazione della legge o dei termini di servizio, non vogliamo che questi attori, che abbiamo identificato e monitorato, e che sappiamo essere soggetti minacciosi, abbiano accesso a questa tecnologia”, ha dichiarato a Reuters Tom Burt, vicepresidente di Microsoft per la sicurezza dei clienti.

Prevedibilmente, i funzionari diplomatici di Russia, Corea del Nord e Iran non hanno commentato le accuse. Liu Pengyu, portavoce dell’ambasciata cinese negli USA, le ha invece respinte definendole “calunnie infondate” e sostenendo l’impiego “sicuro, affidabile e controllabile” delle tecnologie di intelligenza artificiale per “migliorare il benessere comune di tutta l’umanità”. Ne siamo tutti sicuri.

L’uso dell’IA da parte di hacker supportati dallo stato solleva preoccupazioni sulla diffusione e l’abuso potenziale di questa tecnologia. Bob Rotsted, a capo dell’intelligence di OpenAI dedicata alle minacce informatiche, descrive questo caso come uno dei primi in cui un’azienda di intelligenza artificiale discute pubblicamente l’uso delle proprie tecnologie da parte di cybercriminali.

Né Burt né Rotsted si sono espressi sul volume di attività o sul numero di account sospesi. Tom Burt riferisce che l’utilizzo degli strumenti di IA da parte degli hacker è ancora in “fase iniziale” e “incrementale”, sebbene finora non siano stati osservati progressi significativi da parte delle intelligence nell’uso di queste tecnologie.

Dal canto nostro non possiamo che limitarci a ricordare che due settimane fa Trend Micro ha presentato in una conferenza stampa l’edizione annuale del report Critical Scalability, che spiegava le principali minacce digitali del 2024. In esso veniva anticipato tutto ciò di cui si stupisce oggi Microsoft. E anche di più.

POTREBBE INTERESSARTI

Grok Elon Musk

Grok, la California ordina lo stop: “Materiale pedopornografico, tolleranza zero”

Il procuratore generale Bonta invia una diffida a Musk mentre l’amministrazione Trump continua a integrare Grok nei flussi di lavoro federali.

Elon Musk OpenAI causa

Causa OpenAI: Musk chiede 134 miliardi di risarcimento

Sam Altman aveva avvisato di “prepararsi al peggio da Musk”, così è stato. La richiesta poggia sul concetto dei “profitti indebiti”.

Trump Chip

Trump firma il dazio del 25% sui chip H200, ma Nvidia ringrazia

La Casa Bianca impone dazi sui semiconduttori di fascia alta in transito verso la Cina. Ma per Nvidia è una vittoria: finalmente può vendere ai clienti cinesi...
Sam Altman OpenAI Elon Musk

Sam Altman avvisa gli investitori: “Preparatevi al peggio da Musk”

In vista del processo di aprile, OpenAI prepara partner e finanziatori: aspettatevi “sparate a effetto” e “dichiarazioni fuori da ogni...
Mira Murati Thinking Machines

Il saccheggio di Thinking Machines: OpenAI si riprende tre co-fondatori

In meno di un anno la startup di Mira Murati perde quattro figure chiave. A quanto pare i soldi non comprano la lealtà neppure nell’industria...
pubblicità IA

La pubblicità bussa alla porta dei chatbot: Google apre, gli altri seguiranno

Il colosso di Mountain View sperimenta annunci in AI Mode. OpenAI e Perplexity osservano, Meta si prepara. E chi non vorrà spot dovrà probabilmente pagare

Brad Smith, presidente di Microsoft

Microsoft promette: i nostri data center non peseranno sulle bollette degli americani

L’azienda si impegna a non chiedere sgravi fiscali e a formare i residenti. Brad Smith: “Non chiediamo ai contribuenti di sovvenzionarci”.

Matthew McConaughey

McConaughey registra sé stesso come marchio contro i deepfake

Otto trademark approvati negli USA trasformano l’immagine dell’attore in un asset legale. Nel vuoto normativo sui deepfake, Hollywood ricorre...
Google AI Overviews

Google rimuove le AI Overviews per alcune ricerche mediche

Un’indagine del Guardian documenta errori potenzialmente letali nei riassunti sanitari del motore di ricerca. Il tempismo col lancio di ChatGPT Health solleva...
Google agente

Google entra nello shopping con gli agenti IA per i retailer

Con Gemini Enterprise for Customer Experience, Big G offre strumenti per costruire assistenti virtuali proprietari. Ma il commercio agentico è davvero dietro...
Share This