Elon Musk, noto per Tesla e SpaceX, come ben sa chi legge TechTalking è impegnato in un’altra iniziativa di successo, Starlink.
Starlink è uno spin-off di SpaceX, che mira a fornire connessioni Internet ad alta velocità a livello globale tramite una rete di migliaia di satelliti in orbita bassa.
Lanciata nel 2019, l’azienda è divenuta in breve tempo la più grande rete satellitare al mondo, progettata per raggiungere aree remote o prive di infrastrutture di telecomunicazione tradizionali.
Oltre al suo impatto nel settore consumer, Starlink ha oggi applicazioni strategiche in ambito militare, come potete leggere nell’articolo che trovate qui sotto.
Starlink: quando un problema diventa un’opportunità…
Stavolta, però, Starlink è finita sotto i riflettori non solo per i suoi progressi tecnologici ma per il ruolo che ha giocato nei soccorsi all’uragano Helene che ha devastato la Carolina del Nord.
Il sistema di satelliti di Starlink, che al momento conta oltre 6.400 satelliti in orbita, è stato infatti protagonista nella corsa contro il tempo per ripristinare le comunicazioni nelle aree colpite.
La sua tecnologia consente di trasmettere internet in aree isolate o prive di copertura, con un potenziale che ha attirato l’attenzione del Pentagono, che considera Starlink uno strumento strategico per il riconoscimento militare e per le operazioni in Ucraina.
Quando l’uragano Helene ha colpito la Carolina del Nord, ha lasciato migliaia di persone senza elettricità, segnale telefonico o accesso a internet. In risposta, i team di Starlink sono arrivati rapidamente nelle aree devastate, portando con sé terminali satellitari per fornire connessioni di emergenza.
Elon Musk ha subito dichiarato pubblicamente di voler intervenire per “salvare vite umane”, e la Federal Communications Commission (FCC) ha concesso alla sua azienda l’autorizzazione per testare un servizio di telefonia cellulare via satellite in collaborazione con T-Mobile nelle zone colpite.
La polemica politica
Verrebbe da pensare a una bella storia ma immacabilmente, quando c’è di mezzo Elon Musk, non mancano le polemiche.
Il CEO di SpaceX si è infatti scontrato pubblicamente con FEMA (Federal Emergency Management Agency), ossia l’agenzia federale incaricata di gestire le emergenze e coordinare i soccorsi negli Stati Uniti.
La FEMA è il principale organismo che gestisce i fondi e le risorse federali in risposta a disastri come uragani, incendi o terremoti, garantendo che le infrastrutture critiche vengano ripristinate e la popolazione riceva aiuto.
Musk ha criticato l’agenzia per aver limitato l’accesso del suo personale sul campo e, successivamente, ha diffuso l’accusa che la FEMA stesse sequestrando beni destinati agli sforzi di soccorso, accusa che l’agenzia ha negato con fermezza, definendola “falsa”.
Parallelamente, i repubblicani alla Camera dei Rappresentanti hanno avviato un’indagine per capire perché l’amministrazione Biden, lo scorso anno, abbia rifiutato a Starlink quasi un miliardo di dollari in sovvenzioni federali, destinate proprio all’estensione del servizio internet nelle aree rurali degli Stati Uniti.
Il rappresentante repubblicano James Comer de Kentucky, presidente della commissione di vigilanza della Camera, ha dichiarato che l’azienda di Musk è stata penalizzata per motivi politici, definendo Starlink “un asset” per i soccorsi in caso di disastri come l’uragano Helene.
L’accusa a Musk
La posizione di Starlink, però, è stata oggetto di critiche non solo per la polemica con la FEMA.
Nei giorni successivi alla tempesta, alcuni utenti hanno scoperto che il servizio internet “gratuito” offerto da Starlink ai sopravvissuti durava solo 30 giorni e richiedeva comunque l’acquisto di un terminale per alcune centinaia di dollari.
Un dettaglio, questo, che ha visto Musk essere accusato di stare sfruttando una tragedia. Il rappresentante democratico nel New Jersey Frank Pallone Jr. ha definito “vergognoso” il comportamento di Musk.
A seguito delle critiche, Starlink ha annunciato l’estensione del servizio gratuito fino alla fine dell’anno.
Musk e la difficile relazione con Biden
La disputa ha evidenziato ancora una volta il rapporto teso tra Musk e l’amministrazione Biden, con il CEO di SpaceX che ha recentemente sostenuto pubblicamente la campagna di Donald Trump.
L’imprenditore si è lamentato più volte delle decisioni dell’amministrazione Biden, in particolare della FCC, che ha bloccato fondi destinati a Starlink, sostenendo che la sua tecnologia, pur promettente, non soddisfaceva i requisiti minimi per garantire una copertura internet adeguata.
Ma dobbiamo menzionare anche il fatto che nel 2021 la Casa Bianca ha escluso Tesla da un summit sui veicoli elettrici, cosa che comprensibilmente Musk ha trovato discutibile.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco ha poi contribuito lo stesso Biden, dopo che Musk si rifiutò, nel 2022, di attivare Starlink in Crimea per supportare un’offensiva ucraina contro la Russia, affermando che l’azienda non voleva impegnarsi in un atto diretto di guerra.
Ciò ha portato un giornalista a chiedere al presidente degli USA se Musk rappresentasse una minaccia per la sicurezza nazionale. E la risposta di Biden è stata che i legami internazionali di Musk “meritavano di essere esaminati”.
Tornando a oggi, comunque, Musk ha affermato che, se Starlink avesse ricevuto quei fondi, “probabilmente avrebbe salvato vite in North Carolina”, ribadendo che la sua tecnologia ha il potenziale di rivoluzionare le comunicazioni in situazioni di emergenza.
La FCC, dal canto suo, ha difeso la sua decisione, sottolineando che Starlink, all’epoca, non era ancora in grado di offrire velocità di banda larga sufficienti.
Il futuro di Starlink
Nonostante le critiche e le controversie, Starlink continua a crescere.
Oltre agli interventi umanitari, l’azienda di Musk sta guadagnando terreno anche nel settore militare, con contratti miliardari con il Pentagono e la NASA, dei quali potete trovare un articolo qui sotto.
La capacità di fornire connessioni internet anche nelle aree più remote o in situazioni di emergenza resta una delle caratteristiche chiave che potrebbe spingere Starlink ad affermarsi non solo come un importante strumento di soccorso, ma anche come player di primo piano nel mercato delle telecomunicazioni globali.
Ma la politica, si sa, alle volte sceglie strade imprevedibili…


