SpaceX espande la rete Starlink: navi-drone per la copertura internet globale

by | 12 Feb 2024 | Aerospace

Tempo di lettura: 2 minuti

Le navi-drone usate da SpaceX per far atterrare i propri missili potrebbero essere utilizzate in futuro per incrementare la copertura satellitare del servizio internet Starlink. Il mese scorso infatti, la compagnia aerospaziale di Elon Musk ha richiesto un permesso alla FCC (Federal Communications Commission) di poter effettuare dei test con 12 “antenne terrestri”, posizionate su altrettante navi-drone.

Sebbene Starlink non sia menzionato direttamente, la richiesta alla FCC include un’applicazione di queste antenne per effettuare connessioni coi satelliti del network di SpaceX. Uno dei legali della compagnia, tramite un’email inviata alla FCC, ha fatto luce sulla natura di questi esperimenti: “Lo scopo dei test è di stabilire il possibile utilizzo di queste stazioni terrestri come portali in un ambiente marittimo, per controllare e verificare il flusso di dati”.

Le antenne sulle navi-drone verranno connesse coi satelliti Starlink di prima a seconda generazione. “Durante i test, le stazioni terrestri riceveranno e invieranno dati per assicurare le capacità di queste stazioni di poter comunicare con i satelliti non-geostazionari di SpaceX”. Tali satelliti sono posizionati in due orbite distinte, fra gli 8000 e 20.000 km dalla Terra, e fra i 400 e 2.000 km (Medium Earth Orbits e Low Earth Orbits), e sono in continuo movimento nei nostri cieli, richiedendo quindi l’utilizzo di una “costellazione di corpi celesti artificiali” per garantire la continuità del servizio.

Al momento Starlink fornisce connessione internet ai suoi utenti usando i propri satelliti che raccolgono i dati dalle stazioni sulla superficie, connesse ai network terrestri con la fibra ottica. Se una di queste stazioni non è a portata di uno dei satelliti ognuno di questi corpi celesti può trasmettere i dati agli altri satelliti che compongono la sopracitata costellazione, grazie al sistema laser di cui sono dotati, garantendo continua copertura e riducendo il rischio di disconnessioni del servizio.

Sebbene questo sistema laser sia robusto, capace di distribuire oltre 42 milioni di gigabyte al giorno, lo scopo di questi di test di SpaceX vuole essere quello di fornire ulteriore stabilità e copertura grazie al posizionamento strategico delle proprie navi-drone, creando di fatto una copia speculare sulla superficie marittima terrestre della costellazione satellitare già in funzione.

Starlink al momento copre 70 paesi, fra cui l’Italia, da poco connessa grazie all’infrastruttura di Telecom Italia, con un costo mensile di 50 euro per l’abbonamento e 450 euro per l’installazione. Lo scopo è ovviamente quello di fornire un servizio internet in tutte le zone rurali, non raggiungibili dalle connessioni internet regolari. SpaceX al momento è in attesa dell’approvazione finale da parte della FCC per cominciare ufficialmente i test. Il futuro della rete globale ad alta velocità potrebbe essere più vicino di quanto pensiamo.

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