“Una ne pensa e cento ne fa”. Una frase, questa, che calza a pennello per Elon Musk, le cui iniziative sono tali, tante e così diversificate, da rendere difficile anche al più volenteroso dei giornalisti riuscire a stargli dietro.
Come nel caso della notizia che ci apprestiamo a dare e che vuole Starlink stare compiendo notevoli passi avanti nelle comunicazioni mobili satellitari. Questa settimana, infatti, SpaceX ha mostrato la capacità del sistema Starlink di supportare una videochiamata tra telefoni cellulari. Per farlo, ha pubblicato un video dimostrativo su X: “Prima videochiamata su X completata attraverso i satelliti Starlink Direct to Cell da telefoni cellulari non modificati!”, annuncia l’azienda nel messaggio.
La dimostrazione si è svolta negli uffici di SpaceX a Redmond, Washington. Un dipendente ha collegato il suo smartphone ai satelliti Starlink, in orbita a centinaia di chilometri dalla Terra. Nonostante la distanza, lo smartphone è riuscito ad agganciarsi e ad avviare una videochiamata tramite X, social network le cui funzionalità sono destinate ad ampliarsi notevolmente in futuro.
Sebbene la qualità video sia sembrata leggermente granulosa e la durata della clip breve, la chiamata è stata completata con successo, collegando uno smartphone a un altro dispositivo su una rete cellulare tradizionale.
Questo risultato è stato possibile grazie all’aumento dei satelliti cellulari di Starlink preposti a questa funzione. A gennaio erano 6, ora sono già 38, come confermato da Ben Longmier, Senior Director di SpaceX. Un test precedente, condotto a marzo, aveva già mostrato che la tecnologia cellulare di Starlink poteva raggiungere velocità di download fino a 17 Mbps su un telefono Android non modificato.
SpaceX prevede di lanciare il servizio cellulare Starlink entro la fine dell’anno per i clienti di T-Mobile, offrendo connettività in aree remote dove i cellulari tradizionali non funzionano. I satelliti di SpaceX fungeranno da torri cellulari spaziali, trasmettendo messaggi di testo, voce e dati agli utenti.
Il lancio del servizio negli Stati Uniti però dipende dall’approvazione della Federal Communications Commission. La recente dimostrazione potrebbe essere stata un tentativo di convincere i regolatori statunitensi a dare il via libera alla tecnologia per l’uso commerciale.
Ma c’è un ostacolo: l’azienda rivale Omnispace afferma che il sistema cellulare di SpaceX genera interferenze radio, mettendo a rischio altri servizi satellitari. Venerdì scorso, addirittura, ha chiesto alla FCC di intervenire e fermare i test di SpaceX.
Finora, la FCC non ha rilasciato commenti in merito. Non resta che attendere il suo verdetto, ricordando che Starlink ad aprile ha avuto problemi anche con Telecom Italia.


