“Abbiamo molto terreno senza nessuno intorno, quindi se esplode, va bene”. Così ha esordito Elon Musk nel 2018 spiegando perché avesse deciso di posizionare la sua Starbase poco sopra il villaggio di Boca Chica, paese fondato nel 1967 e distrutto dall’uragano Beulah quello stesso anno.
E a marzo del 2021, una nave è effettivamente esplosa, richiedendo tre mesi per rimuovere i detriti. “Almeno il cratere è nel posto giusto”, twittò Elon in quell’occasione.
La Starbase viene descritta come uno dei primi spazioporti commerciali progettati per missioni orbitali, con l’obiettivo di fornire accesso a destinazioni in orbita terrestre, sulla Luna, su Marte e oltre. Perché il pianeta rosso già sta stretto al visionario magnate sudafricano.
A dimostrazione di questo c’è l’ampliamento della Starbase con la Starfactory, poco più grande di un campo di calcio, che sta venendo costruita con un obiettivo sorprendente.
Dopo il successo del volo di giovedì trasmesso in diretta streaming, Kate Tice, responsabile dei Sistemi di Qualità Ingegneristica di SpaceX, ha infatti dichiarato: “Questo ci permetterà di aumentare significativamente il nostro tasso di produzione mentre lavoriamo verso il nostro obiettivo a lungo termine di produrre una nave al giorno. Presto dalla linea di produzione uscirà la nuova Starship”.
Starship Version 2, di questo stiamo parlando, è progettata per essere più facile da produrre in massa. E sarà realizzata appunto nella nuova Starfactory. Sarà in grado di contenere più propellente, avere una maggiore affidabilità e un peso a secco inferiore. Sono previste anche alcune modifiche aerodinamiche. Jessie Anderson, responsabile della Produzione di Strutture Falcon di SpaceX, ha annunciato che ci sono già navi e booster Super Heavy costruiti, con altri in arrivo dalla linea di produzione.
Con un costo di 100 milioni di dollari e obiettivi estremamente ambiziosi, la struttura da 9290 metri quadri dovrebbe essere operativa entro l’estate.
Time-lapse of a Siller Helicopter, nicknamed “StarChopper” by the @NASASpaceflight Starbase Live Chat, delivering multiple A/C units to the roof of the Starfactory for installation. S30 can be seen in the back moving into the High Bay.
Follow along Live: https://t.co/wTIGOIV9NO pic.twitter.com/7AGSoAfokg— Elisar Priel (@ENNEPS) May 11, 2024
Un timelapse preso dal live stream di Starbase su YouTube a maggio mostra la costruzione con un elicottero chiamato Starchopper, che naviga tra più gru in movimento mentre consegna unità di climatizzazione sul tetto della Starfactory. Attualmente, ci sono oltre 1.800 dipendenti a tempo pieno a Starbase, il che ne fa il maggior datore di lavoro nella zona.
Nel concludere l’articolo, ci permettiamo di ricordare a Elon Musk che al momento tutto il suo lato aerospaziale poggia su Starship, Starbase e Starfactory, per costruire la quale sta appunto venendo usato lo Starchopper. Che la sua costellazioni di satelliti si chiama Starlink, la cui declinazione militare usata per scopi governativi si chiama Starshield.
Dovesse servirgli qualche suggerimento dall’Italia, diamo pubblicamente la nostra disponibilità a proporre dei nomi con una maggiore varietà.


