Giovedì scorso il razzo Starship di SpaceX ha compiuto un notevole passo avanti verso il futuro dell’esplorazione spaziale. Per la prima volta, infatti, entrambi i componenti del razzo, alto 120 metri, non solo sono stati lanciati con successo dalla base Starbase vicino a Brownsville, in Texas, ma sono anche tornati sulla Terra eseguendo ammaraggi controllati in mare.
Il razzo a due stadi è decollato con oltre 15 milioni di libbre di spinta, circa il doppio della potenza del razzo Saturn V della NASA del programma lunare Apollo degli anni ’60 e ’70. E si è diretto verso il Golfo del Messico. Questo volo è stato il quarto tentativo di SpaceX con un razzo Starship a grandezza naturale ma il primo in cui il booster e il razzo hanno completato il volo senza incidenti, dimostrando la fattibilità del recupero e del riutilizzo del veicolo.
Starship è destinato a essere il veicolo di lancio più potente mai costruito, essenziale per le ambizioni future di SpaceX e per la NASA, che lo ha selezionato come lander lunare per il programma Artemis. Anche se ci vorranno ancora molti voli di prova prima che gli astronauti possano utilizzarlo, gli obiettivi di recupero e riutilizzo sembrano sempre più vicini.
La missione ha fornito preziosi dati che guideranno i futuri miglioramenti del sistema di trasporto, progettato per trasportare equipaggio e carico in orbita terrestre, sulla Luna come su Marte. Durante il volo di prova, due dei 33 motori Raptor del booster Super Heavy hanno fallito, uno durante la salita e uno durante la frenata finale prima dell’ammaraggio nel Golfo del Messico. Nonostante questi problemi, il resto dei motori ha permesso un ammaraggio controllato.
Merito questo del fatto che SpaceX ha identificato e risolto problemi precedenti che avevano impedito un successo simile nei voli di prova passati, come l’ostruzione dei filtri nelle linee di alimentazione del propellente.
Anche il secondo stadio di Starship ha dimostrato la sua capacità di mantenere il controllo durante il rientro nell’atmosfera, superando così le fasi in cui è stato soggetto al massimo riscaldamento e alla massima pressione. Le telecamere a bordo hanno trasmesso a terra, attraverso la rete di banda larga Starlink di SpaceX, immagini spettacolari del plasma che avvolgeva il razzo durante la discesa a velocità ipersonica.
Gli unici problemi che si sono visti in diretta hanno riguardato dei pezzi del razzo che si staccavano, presumibilmente piastrelle di protezione termica in ceramica. C’è stato anche un danno all’articolazione della cerniera che collegava una delle alette di controllo del razzo al corpo principale. Tuttavia, l’aletta danneggiata poteva ancora muoversi e ha aiutato a controllare il razzo mentre rientrava nell’atmosfera.
Le priorità per i prossimi test includono la dimostrazione della capacità di riaccendere un motore Raptor nello spazio, un passo cruciale per mettere Starship in orbita terrestre bassa e guidarlo verso il rientro. Inoltre, SpaceX potrebbe apportare modifiche allo scudo termico per migliorare la resistenza alle alte temperature.
Col quinto volo di prova all’orizzonte, gli appassionati di spazio possono aspettarsi ulteriori sviluppi da SpaceX.


