Si chiamano “caccia di sesta generazione” e rappresentano l’evoluzione più avanzata della potenza aerea militare.
Più che semplici aerei da combattimento, sono piattaforme complesse progettate per operare in rete con droni autonomi, raccogliere e processare enormi quantità di dati in tempo reale, agire in modo stealth in scenari altamente contesi e adattarsi rapidamente a minacce in continua evoluzione.
Rispetto ai caccia di quinta generazione, come l’F-22 e l’F-35, introducono innovazioni fondamentali: intelligenza artificiale a bordo, sensori fusi in una “bolla di consapevolezza”, capacità di guerra elettronica integrata e architetture modulari pronte per gli aggiornamenti futuri.
L’F-47 di Boeing, la scommessa dell’Air Force
Con l’aggiudicazione del contratto per il programma Next Generation Air Dominance (NGAD), Boeing ha conquistato una delle commesse più strategiche e ambiziose della difesa americana.
Il velivolo che ne è emerso, l’F-47, sarà il primo caccia di sesta generazione a entrare in servizio operativo con l’US Air Force.
È un progetto avvolto dalla segretezza: il presidente Donald Trump, annunciando il nuovo aereo, ha dichiarato di non poter rivelare il costo per unità perché “svelerebbe alcune delle tecnologie e alcune delle dimensioni del velivolo”.
E ha aggiunto, con il consueto stile enfatico: “Il nemico dell’America non lo vedrà mai arrivare”.
Tecnologia stealth, pilota umano, droni alleati
Nonostante il riserbo, alcune caratteristiche sono emerse grazie al lavoro incrociato di analisti, osservatori e documenti ufficiali.
L’F-47 sarà ancora un caccia pilotato ma è progettato per collaborare strettamente con droni autonomi.
Avrà capacità stealth molto avanzate, tecnologie sensoristiche di ultima generazione e sarà meno costoso dell’F-22, il velivolo che è chiamato a sostituire.
Il generale David Allvin, capo di Stato Maggiore dell’Air Force, ha confermato che gli Stati Uniti prevedono di acquistarne più esemplari di quanti siano mai stati costruiti dell’F-22, il cui programma si è chiuso molto prima del previsto.
Un progetto nato nell’ombra
Lo sviluppo dell’F-47 è iniziato in forma riservata con test su prototipi di Boeing e Lockheed Martin.
I primi voli risalgono al 2019 e al 2022, ciascuno con centinaia di ore accumulate, secondo la DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), che ha cominciato a lavorarvi fin dal 2014.
Il primo decollo ufficiale del modello destinato alla produzione è previsto entro il termine dell’attuale amministrazione Trump, cioè nei prossimi quattro anni.
Il nome scelto, F-47, richiama volutamente il P-47 Thunderbolt della Seconda guerra mondiale, uno degli aerei da combattimento più iconici della storia dell’aviazione americana.
Ma la sigla nasconde anche un riferimento politico: Donald Trump è infatti il 47° presidente degli Stati Uniti. Non a caso, durante un discorso dallo Studio Ovale, lo ha lo stesso Trump, definendo il 47 “un numero bellissimo”.
. @POTUS just announced that the world’s first 6th generation fighter jet the F-47 is on the way! pic.twitter.com/UNWYiG5BYB
— DOD Rapid Response (@DODResponse) March 21, 2025
Una vittoria strategica per Boeing, un colpo per Lockheed
Il costo per singolo esemplare del caccia NGAD è destinato a superare di gran lunga quello dell’F-35, il cui prezzo si aggira intorno agli 80 milioni di dollari.
Ogni velivolo NGAD potrebbe infatti costare tra i 200 e i 300 milioni di dollari, ovvero fino a tre volte tanto, con una produzione iniziale prevista di circa 200 unità.
Il contratto iniziale, stimato in 20 miliardi di dollari, rappresenta una boccata d’ossigeno per Boeing, che negli ultimi anni ha vissuto forti difficoltà sia sul fronte commerciale che su quello militare. Al contrario, Lockheed Martin si trova ora fuori dalla corsa pubblica alla sesta generazione, pur dichiarando in una nota che “attenderà ulteriori discussioni” con l’Air Force.
Secondo Capstone, società di ricerca in ambito difesa, la vittoria di Boeing non è solo una scelta tecnica, ma anche politica.
“Avevamo previsto che Boeing si sarebbe aggiudicata questo contratto, in quanto la sua vittoria garantisce la possibilità, per gli Stati Uniti, di mantenere una base industriale della difesa diversificata. In particolare, in questo caso, la capacità di produrre caccia stealth”. Un’esigenza che, stando agli stessi analisti, rappresenta “una priorità per l’amministrazione Trump”.
Ora tutti gli occhi sono puntati sulla Marina militare, che sta sviluppando il proprio caccia di nuova generazione, noto con la sigla F/A-XX, aprendo un nuovo capitolo nella corsa alle tecnologie aeree del futuro.


