NASA e Lockheed Martin presentano l’X-59, un jet supersonico per i voli di linea

da | 24 Gen 2024 | Aerospace

Gli aerei supersonici non sono una novità. Il Tupolev TU-144 effettuò il primo volo il 31 Dicembre 1968, il Concorde il 2 Marzo 1969. Se il primo per noi occidentali è stato un oggetto misterioso, il Concorde è stato invece uno dei velivoli più iconici per Generazione X e Millennials.

Purtroppo però il Concorde è stato ritirato nel 2003, dopo 27 anni di servizio, per una serie di ragioni. La più eclatante fu l’incidente del volo Air France 4590, avvenuto il 25 luglio 2000, che causò la morte di 113 persone. Non trascurabile fu anche il calo del numero di passeggeri dei voli di linea in tutto il mondo dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Infine, il colpo di grazia arrivò dall’aumento dei costi di manutenzione per un aereo del quale ormai mancavano anche i pezzi di ricambio.

Da allora, i voli sono stati limitati a quelli subsonici, con traversate oceaniche interminabili. Chi ha viaggiato spesso sopra l’Atlantico, proverà un brivido (di piacere) lungo la schiena pensando che il Concorde poteva coprire il tragitto transatlantico da JFK a Heathrow in poco meno di tre ore, contro le circa sette ore richieste dai jet attuali.

Ora, però, pare che siamo alla vigilia di una nuova generazione di jet commerciali capaci di superare la velocità del suono. Come il suggestivo (a partire dal nome) X-59, frutto di una collaborazione tra la NASA e Lockheed Martin. Si prevede infatti che volerà a una velocità 1,4 volte superiore a quella del suono e il suo primo volo è atteso entro la fine dell’anno. Sarà un velivolo innovativo, a partire dal fatto che è stato progettato per ridurre al minimo il boom sonico.

“Questo è un risultato importante reso possibile solo grazie al duro lavoro e all’ingegnosità della NASA e dell’intero team X-59”, ha detto il vice amministratore di NASA Pam Melroy. “In pochi anni siamo passati da un’idea ambiziosa alla realtà. L’X-59 contribuirà a cambiare il modo in cui viaggiamo, avvicinandoci in molto meno tempo”. Melroy e altri alti funzionari hanno rivelato l’aereo durante una cerimonia ospitata presso la struttura di Palmdale, in California.

Premesso che il valore della velocità del suono cambia in base alla densità dell’aria, al livello del mare il volo supersonico lo si ottiene oltre i 1.224 km/h. Gli aerei che infrangono la barriera del suono generano il noto boom sonico, che però non si verifica nel momento esatto in cui si attraversa tale barriera. Il boom sonico, infatti, è il risultato delle onde d’urto compresse ed è un fenomeno continuo, che si verifica mentre l’aereo viaggia appunto una velocità supersonica. Gli osservatori a terra avvertono il boom solo quando le onde di pressione li raggiungono, e per alcuni può risultare molto fastidioso.

L’X-59 è il fulcro del progetto Quesst di NASA, mirato a raccogliere dati utili per indurre le agenzie regolatorie a rivedere le normative che impediscono i voli commerciali supersonici sopra le aree continentali. Da mezzo secolo, gli Stati Uniti e altre nazioni hanno infatti vietato queste traversate aeree per i disturbi che arrecano alle comunità situate lungo le rotte aeree.

“È emozionante considerare il livello di ambizione dietro Quesst e i suoi potenziali benefici”, ha dichiarato Bob Pearce, amministratore associato per la ricerca aeronautica presso il quartier generale di NASA, a Washington. “NASA condividerà i dati e la tecnologia che generiamo da questa missione con le autorità di regolamentazione e con l’industria. Dimostrando la possibilità di viaggi supersonici commerciali tranquilli via terra, cerchiamo di aprire nuovi mercati commerciali per le aziende statunitensi e di avvantaggiare i viaggiatori di tutto il mondo”.

L’X-59 mira a ridurre il problema dei boom sonici grazie anche a un design che sembra uscire direttamente da un film di fantascienza, con i suoi 30 metri di lunghezza e 9 di larghezza. Presenta un naso sottile ed allungato che costituisce circa un terzo della sua lunghezza totale, che dovrebbe ridurre efficacemente le onde d’urto che causano il succitato boom sonico.

A causa della sua struttura e del lungo naso, il pilota si trova posizionato circa a metà dell’aereo, il che gli rende difficile avere una adeguata visuale frontale attraverso i finestrini. Per ovviare a questo problema, nella cabina di pilotaggio saranno stati installati monitor 4K alimentati da telecamere ad alta risoluzione, parte del sistema di visione esterna.

Se i test dell’X-59 previsti per quest’anno dovessero andare bene, potremmo presto assistere a tempi di viaggio significativamente ridotti in tutto il mondo. Peccato solo che si facciano meno press tour di una volta…

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