US Air Force conferma il primo duello con un aereo pilotato dall’IA

da | 23 Apr 2024 | IA, Aerospace

Ci sono molte ragioni per cui l’uso da parte dell’US Air Force (e non solo) dell’IA nei caccia militari è potenzialmente più conveniente e vantaggioso rispetto all’impiego di piloti umani.

Cominciamo dal più cinico: l’addestramento di un pilota umano è costoso e richiede tempo. Un sistema di IA, una volta sviluppato e testato, può essere replicato e distribuito su più velivoli senza la necessità di un lungo addestramento per ogni unità. In caso di abbattimento dell’aereo, non solo non muore nessuno ma né c’è neppure bisogno di rimpiazzarlo con un altro pilota, il cui addestramento è stato ugualmente dispendioso.

Questo aspetto educativo si collega ai vantaggi delle IA in termini di apprendimento e aggiornamento: le intelligenze artificiali possono essere continuamente aggiornate con nuovi algoritmi e tattiche di combattimento. Inoltre, le loro capacità di apprendimento automatico gli permettono di migliorare le proprie competenze istantaneamente e di trasmetterle simultaneamente alle altre IA.

C’è ovviamente una questione di reattività e di velocità di decisione: l’IA può processare grandi quantità di dati e prendere decisioni in frazioni di secondo, molto più velocemente di quanto un essere umano possa fare. Il che è ovviamente cruciale in scenari di combattimento aereo, dove reazioni rapide possono determinare l’esito di un confronto.

Altrettanto importante è la questione della resistenza fisica: le IA non sono soggette agli stessi limiti dei piloti umani, come la fatica o gli effetti della forza G durante le manovre estreme. Ciò permetterebbe ai caccia controllati dall’IA di eseguire manovre che altrimenti sarebbero troppo pericolose o impossibili per gli esseri umani.

Strettamente correlata, c’è una migliore efficienza operativa: le IA possono operare continuamente senza la necessità di riposo o recupero, aumentando l’efficienza delle operazioni militari. Inoltre, potrebbero coordinarsi con gli altri sistemi di difesa in modo più efficace, ottimizzando le strategie di combattimento.

Il test di DARPA

Dopo questa lunga introduzione appare più facile capire per quale ragione l’US Air Force stia integrando l’intelligenza artificiale in cabina di pilotaggio. E come riporta The Verge, la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) ha comunicato in queste ore che lo scorso settembre un jet guidato dall’IA ha sfidato con esito positivo un pilota umano in un test di combattimento aereo.

La sperimentazione di DARPA con le IA è iniziata nel dicembre del 2022, nell’ambito del suo programma Air Combat Evolution (ACE). L’agenzia ha dapprima sviluppato un’intelligenza artificiale capace di condurre in modo autonomo un aereo da combattimento, mantenendo al contempo il rispetto dei protocolli di sicurezza militare.

Utilizzando il pilota automatico governato dall’IA in simulazioni di combattimenti aerei, DARPA ha successivamente testato questa tecnologia installandola sul jet sperimentale X-62A. Ciò ha permesso di far volare il dispositivo presso la Edwards Air Force Base in California, dove si è tenuto con successo il primo test di combattimento diretto contro un pilota umano.

Pur essendo presenti piloti umani a bordo del X-62A con la possibilità di disattivare l’IA, pare non sia stato necessario utilizzare tale funzione di sicurezza. Durante il test, l’X-62A ha affrontato un F-16 pilotato esclusivamente da un umano, mostrando capacità di ingaggio diretto e avvicinandosi fino a 2.000 piedi alla velocità di 1.200 miglia orarie. Non è stato rivelato il vincitore del duello.

“Affrontare i duelli aerei era essenziale per cominciare a valutare i sistemi di IA autonomi in volo”, ha affermato Bill Gray, capo pilota collaudatore della Scuola di Piloti Collaudatori dell’Air Force, in una dichiarazione. “Ogni insegnamento ricavato è applicabile a qualsiasi funzione che potrebbe essere assegnata a un sistema autonomo.”

Fino ad oggi l’agenzia ha effettuato un totale di 21 voli di prova e prevede di continuare i test fino al 2024. I rapidi progressi nell’IA hanno però sollevato preoccupazioni riguardo l’uso militare di tali tecnologie. E così come abbiamo aperto l’articolo citando i vantaggi dell’impiego dell’IA nei caccia militari, dobbiamo per correttezza indicare anche le problematiche connesse.

Gli svantaggi dell’IA

La prima problematica riguarda l’affidabilità: l’IA è comunque un software che, come tale, può essere soggetto a bug, malfunzionamenti o errori di programmazione. Ed è inutile dire che se già abbiamo commentato qualche mese l’incidente mortale di un robotaxi a San Francisco, è facile immaginare quali conseguenze catastrofiche potrebbe avere un malfunzionamento con un aereo da combattimento.

Ovviamente c’è anche un problema di sicurezza informatica: caccia militari gestiti dall’IA aumentano il rischio di attacchi informatici. E se un avversario riuscisse ad hackerare questi sistemi, potrebbe teoricamente comprometterne le missioni, se non prendere il controllo del velivolo.

Ci sono poi preoccupazioni etiche, in quanto la delega alle IA su quando e come usare la forza in situazioni di combattimento, implicherebbe considerazioni morali che le intelligenze artificiali non sono in grado di gestire in modo adeguato. Ciò inoltre deumanizzerebbe i conflitti, rendendo le decisioni d’ingaggio non solo più distaccate ma potenzialmente facilitando l’escalation dei conflitti.

Ma sappiamo tutti che queste considerazioni non scoraggeranno certo gli eserciti di tutto il mondo a introdurre le IA dei loro ranghi. Non a caso, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il Pentagono è interessato a sviluppare sistemi di IA per scopi difensivi (dalla Cina) e per potenziare il suo arsenale di droni.

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