Le compagnie aeree di mezzo pianeta stanno trascorrendo un weekend molto difficile dopo il richiamo urgente della famiglia Airbus A320, colpita da un’anomalia software che ha costretto centinaia di velivoli a rimanere a terra.
È quindi in atto una corsa contro il tempo per applicare un aggiornamento critico che riguarda più di 6.500 aerei, secondo quanto dichiarato dal costruttore europeo, e che dev’essere installato prima del prossimo volo su ogni jet interessato.
Il caso è nato dopo un episodio avvenuto il 30 ottobre su un volo JetBlue da Cancún a Newark: un A320 ha improvvisamente iniziato una picchiata senza alcun input dei piloti. Nessun è rimasto ferito ma l’aereo è stato costretto ad atterrare nell’aeroporto più vicino.
L’indagine ha poi individuato il malfunzionamento di uno dei due elevator-aileron computers, l’ELAC 2, colpito da un errore legato all’“intensa radiazione solare” che può corrompere i dati importanti del sistema di controllo del volo. È un problema serio, perché l’ELAC contribuisce a mantenere l’aereo stabile impedendo movimenti incontrollati.
L’EASA ha quindi imposto un aggiornamento obbligatorio immediato. Airbus ha ammesso che “le raccomandazioni comporteranno interruzioni operative per passeggeri e clienti”, mentre le compagnie hanno iniziato a riorganizzare le flotte nel tentativo di ridurre i disagi.
Un raro richiamo per Airbus
Richiami su larga scala sono rari nell’aviazione commerciale, e questa volta il problema colpisce proprio il cavallo di battaglia di Airbus. Ossia la famiglia A320, con oltre 11.000 aerei operativi nel mondo.
La prima a dichiarare un impatto massiccio sulle sue operazioni è stata Avianca, secondo cui oltre il 70% della sua flotta è coinvolto. Il risultato è che ha dovuto sospendere la vendita dei biglietti fino all’8 dicembre.
In Giappone, invece, ANA ha cancellato fino a 95 voli in un solo giorno, mentre in Australia e Nuova Zelanda Jetstar e Air New Zealand hanno fermato alcuni A320 per l’aggiornamento.
Negli Stati Uniti, nel pieno del rientro dal Giorno del Ringraziamento, American Airlines ha confermato che risultano colpiti 209 aerei, anche se la maggior parte può ricevere l’aggiornamento direttamente dal cockpit con poche decine di minuti di fermo.
Questo però non vale per tutti gli aerei: circa 1.000 dei A320 più datati richiederanno un intervento hardware sul modulo ELAC, che comporterà la messa a terra per tutta la durata della manutenzione.
Il precedente: i motori Pratt & Whitney
Questo richiamo software arriva in un momento già teso per Airbus, che recentemente ha dovuto affrontare un’altra crisi, quella dei motori Pratt & Whitney PW1100G-GTF installati sugli A320neo.
Il problema, emerso nel 2023, riguardava la possibile contaminazione del “powdered metal” usato per produrre alcuni componenti critici, come i dischi della turbina ad alta pressione. La contaminazione poteva provocare microfessure e portare a un’usura accelerata dei motori.
Il risultato è stato devastante per le compagnie: migliaia di motori sono stati richiamati per ispezioni straordinarie o sostituzioni, con centinaia di A320neo immobilizzati a terra in tutto il mondo.
Alcuni aerei, pur essendo relativamente giovani, sono stati addirittura smantellati per recuperare motori da usare come ricambi. I tempi di revisione si stanno dilatando fino al 2026, aggravati dalla scarsità di motori sostitutivi.
Per Airbus, quest’ultimo richiamo software aggiunge quindi un altro livello di complessità operativa e reputazionale.
Il ‘problema’ del fly-by-wire
L’A320 è stato il primo aereo commerciale al mondo completamente basato sul fly-by-wire, un sistema che sostituisce i collegamenti meccanici e idraulici con comandi elettronici. Oggi questa tecnologia è lo standard dell’aviazione ma comporta che in caso di errore dei computer di bordo, i piloti non possono intervenire direttamente sulle superfici di controllo, perché non esiste più un collegamento fisico con alettoni ed equilibratori.
La sicurezza dipende quindi unicamente dalla qualità dei dati e da come si comporta il software che governa il velivolo.
Il modulo ELAC è uno dei componenti più importanti di questo sistema, perché controlla gli alettoni e gli equilibratori e impedisce che il velivolo superi i propri limiti strutturali. L’incidente JetBlue non è stato grave ma ha mostrato come un glitch informatico possa avere conseguenze immediate sul comportamento del velivolo.
Anche per questo Airbus ha imposto un aggiornamento immediato, così da saldare una falla che, nel peggiore dei casi, potrebbe portare a movimenti tali da compromettere l’integrità strutturale del velivolo.
Dopo i crash del Boeing 737 Max dovuti al sistema MCAS, l’industria dell’aviazione tratta ogni problema software con estrema attenzione, consapevole del fatto che la complessità digitale dei velivoli moderni è ormai una delle principali sfide per la sicurezza.
Fonte: Bloomberg


