Negli ultimi anni Boeing ha affrontato diversi problemi con la sua linea di aeromobili 737 MAX. I più eclatanti sono stati i due disastri aerei che hanno coinvolto la variante 737 MAX 8, che hanno portato alla messa a terra globale di tutti i 737 MAX nel marzo 2019.
Il primo incidente è avvenuto nell’ottobre 2018 in Indonesia, e ha coinvolto il volo Lion Air 610; il secondo, invece, è stato il volo dell’Ethiopian Airlines 302 in Etiopia nel marzo 2019. Questi incidenti all’epoca sollevarono questioni critiche sul sistema di controllo di volo MCAS (Maneuvering Characteristics Augmentation System), lo stesso che pochi giorni fa potrebbe aver causato l’improvvisa picchiata di un volo della LATAM Airlines sulla tratta da Sydney da Auckland, in Nuova Zelanda, e che ha causato una cinquantina di feriti.
La notizia di cui parliamo oggi origina però da quanto avvenuto lo scorso 6 gennaio, quando un aereo dell’Alaska Airlines ha perso in quota un portello di emergenza. Dopo quell’incidente tutti i Boeing 737 MAX 9 vennero temporaneamente messi a terra negli Stati Uniti e le indagini preliminari suggerirono che alcuni bulloni mancanti potrebbero aver contribuito all’incidente. Ulteriori ispezioni rivelarono problemi di controllo qualità, inclusi bulloni allentati, su altri jet MAX 9.
Tutto ciò ha portato a un’indagine approfondita condotta dalla Federal Aviation Administration (FAA) sulla catena di montaggio del jet Boeing 737 Max, che ha messo in luce una serie di gravi problematiche nel processo di produzione dell’aereo. Michael Whitaker, amministratore della FAA, ha evidenziato ieri in un comunicato la serietà della situazione con parole di chiara preoccupazione: “Le cose devono cambiare per Boeing. Devono impegnarsi in reali e profondi miglioramenti”.
In risposta all’incidente, l’FAA ha promesso un rafforzamento della sorveglianza sui processi di produzione e manifattura di Boeing, che include audit specifici sulla linea di produzione del 737-9 MAX. Gli audit, in questo contesto, sono controlli approfonditi sui processi formali attraverso i quali la Federal Aviation Administration ha valutato se le operazioni, i processi produttivi, i sistemi di qualità e i protocolli di sicurezza di Boeing, rispettino gli standard e i regolamenti.
Ebbene, l’esito dell’audit ha rivelato “problemi di non conformità nel controllo del processo manifatturiero di Boeing, nella gestione e stoccaggio delle parti, e nel controllo del prodotto”. Nonostante l’audit sia stato completato, la FAA ha precisato che dettagli ulteriori non possono essere divulgati a causa dell’indagine ancora in corso. Whitaker ha poi sottolineato che le questioni individuate non si limitano a mere formalità burocratiche ma si estendono a problematiche concrete come la gestione degli strumenti e la sequenza delle operazioni lavorative.
Nel corso dell’indagine, la FAA ha realizzato 89 audit sul prodotto, esaminando vari aspetti del processo produttivo di Boeing. E, come riportato dal New York Times, 33 di essi non sono stati superati. Inoltre, sono stati condotti 13 audit sul fornitore di fusoliere di Boeing, Spirit AeroSystems, che non ne ha superati 7.
La FAA ha pertanto richiesto a Boeing di elaborare un piano d’azione per risolvere queste criticità di controllo qualità sistemico. In attesa di ulteriori sviluppi, il National Transportation Safety Board ha annunciato per il 6 e 7 agosto un’udienza pubblica investigativa sull’incidente del portellone del Boeing 737-9 MAX.


