Zuckerberg fa sponda su Trump per fermare la stretta UE su Facebook

by | 1 Apr 2025 | Politica

Mark Zuckerberg, CEO di Meta | Foto: Daily Telegraph
Tempo di lettura: 2 minuti

Dopo aver sostenuto apertamente il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, Mark Zuckerberg si prepara a riscuotere il credito politico accumulato.

Il CEO di Meta infatti ha chiesto aiuto all’amministrazione statunitense per contrastare una decisione imminente della Commissione Europea che potrebbe minare alle fondamenta il suo modello di business pubblicitario.

Meta è al centro di un procedimento europeo nell’ambito del Digital Markets Act, la nuova normativa comunitaria volta a contenere il potere delle big tech.

Secondo le accuse preliminari, l’azienda violerebbe la legge imponendo agli utenti una scelta binaria: accettare la condivisione dei propri dati personali per ricevere pubblicità personalizzata oppure sottoscrivere un abbonamento.

Una pratica che, secondo Bruxelles, ostacola la concorrenza e non tutela adeguatamente la libertà di scelta degli utenti.

Le pressioni di Zuckerberg su Washington

Nel tentativo di contrastare le misure europee, Zuckerberg ha incontrato a febbraio alcuni funzionari statunitensi a Washington.

Durante questi colloqui, ha sollecitato un intervento diretto dell’amministrazione per respingere quelle che ha definito regolamentazioni “restrittive” che ostacolano la competitività delle aziende americane all’estero.

Queste pressioni hanno trovato un seguito concreto. La scorsa settimana, in un incontro tra funzionari statunitensi ed europei sempre a Washington, gli USA hanno sollevato ufficialmente preoccupazioni nei confronti del Digital Markets Act e di altre iniziative regolatorie europee, considerate dannose per le imprese americane.

I dazi come arma diplomatica

L’operazione politica di Meta si inserisce in un contesto più ampio: la Casa Bianca con tutta probabilità confermerà domani dazi commerciali che colpirebbero direttamente l’Unione Europea.

Zuckerberg spera che questa leva possa essere usata per spingere Bruxelles ad allentare le richieste di conformità nei confronti di Meta, considerate dall’azienda “discriminatorie”.

“Non si tratta solo di multe: la Commissione sta cercando di ostacolare aziende americane di successo solo perché sono americane, mentre lascia indisturbati i concorrenti europei e cinesi”, ha dichiarato un portavoce di Meta.

Secondo fonti vicine alla Commissione, tuttavia, alcuni funzionari europei starebbero valutando se rinviare le sanzioni nei confronti delle aziende statunitensi proprio per evitare che coincidano con l’annuncio delle contromisure tariffarie da parte degli Stati Uniti.

Una scelta tattica, che conferma quanto la questione sia diventata terreno di scontro geopolitico.

Le soluzioni di Meta non bastano

Nel tentativo di evitare sanzioni, Zuckerberg ha introdotto lo scorso autunno una terza opzione per gli utenti: una versione dei servizi supportata da pubblicità “meno personalizzate”.

L’azienda ha però dichiarato in un recente report di conformità che la Commissione starebbe andando oltre quanto previsto dal testo di legge, chiedendo modifiche che potrebbero compromettere ulteriormente il suo modello di business.

Secondo fonti interne a Meta, Bruxelles potrebbe infatti costringerla a proporre annunci ancora meno profilati o rendere l’opzione “meno personalizzata” più visibile e facilmente accessibile.

Un cambiamento che metterebbe a rischio una fetta importante del fatturato di Zuckerberg: quasi un quarto dei ricavi complessivi di Meta proviene infatti dal mercato europeo.

Anche Apple nella stessa situazione

Oltre a Meta, anche Apple è coinvolta in un procedimento parallelo.

Venerdì scorso, un comitato di rappresentanti degli Stati membri ha approvato il piano della Commissione per ordinare a entrambe le aziende di adeguarsi alle nuove regole del Digital Markets Act.

L’UE vuole garantire ai consumatori europei maggiore controllo sui propri dati e offrire alle aziende più piccole una reale possibilità di competere.

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