Prima di iniziare, è doveroso un piccolo preambolo spiegando chi sia la protagonista di questa news, e perché con molta probabilità ne parleremo ancora su queste pagine.
Teresa Ribera ricopre l’altisonante ruolo di ‘Executive Vice-President of the European Commission for a Clean, Just and Competitive Transition’.
Già Vicepresidente del Governo spagnolo e Ministra per la Transizione Ecologica, stando al sito della Commissione Europea è stata scelta per “mantenere l’Europa sulla giusta rotta per raggiungere gli obiettivi delineati nel Green Deal europeo, promuovendo la decarbonizzazione e l’industrializzazione dell’economia. Le sue responsabilità includono la coordinazione del Patto per l’Industria Pulita, facilitando investimenti e potenziando le tecnologie pulite per creare condizioni favorevoli alla crescita e competitività delle aziende“.
Inoltre,”guida l’implementazione delle leggi dell’UE per conseguire gli obiettivi climatici del 2030 e preparare una nuova struttura oltre tale data. Si occupa anche di ridurre i prezzi energetici, eliminare la dipendenza dai combustibili fossili, investire in infrastrutture energetiche pulite e affrontare la povertà energetica. Infine, orienta gli investimenti e i finanziamenti per una transizione equa e sociale attraverso fondi dedicati e misure fiscali“.
Il suo incarico però non si limita a provare a risolvere l’ossimoro che vuole nella stessa frase ‘industrializzazione’ e ‘decarbonizzazione’. La Ribera è anche responsabile della revisione delle linee guida sul controllo delle fusioni, per rispondere alle esigenze dei settori strategici e al mutato contesto di difesa e sicurezza. Si occupa anche di affrontare i rischi legati alle “acquisizioni predatorie” da parte di aziende straniere e le sfide che le piccole e medie imprese devono affrontare.
Ribera mira inoltre a rafforzare e accelerare l’applicazione delle norme sulla concorrenza, contrastando le pratiche anticoncorrenziali, e a garantire che la Commissione adotti azioni rapide ed efficaci nell’ambito del Digital Markets Act.
Tradotto, la Ribera è la nuova Commissaria europea per la Concorrenza, un incarico che la pone al centro delle dinamiche economiche e commerciali tra l’Unione Europea e il resto del mondo.
E il suo mandato arriva in un momento di forti tensioni tra Bruxelles e Washington, con il neopresidente statunitense che ha più volte criticato le regole europee in materia di concorrenza e libertà di espressione.
Ribera a Trump: “Non c’è prevedibilità nelle sue decisioni”
In una recente intervista a Reuters, Ribera ha lanciato un duro attacco all’amministrazione Trump, accusandola di aver stravolto il rapporto di fiducia tra Stati Uniti e Unione Europea.
“Abbiamo bisogno di rimanere fedeli ai nostri punti di forza e ai nostri principi”, ha dichiarato, criticando l’approccio del presidente americano. Ha poi aggiunto che Bruxelles non cederà su questioni fondamentali come i diritti umani, l’unità dell’Europa e la democrazia.
“Se c’è un problema, una questione da affrontare, spiegatelo chiaramente. Non si deve fare il bullo: non si può arrivare al tavolo delle trattative con questo atteggiamento. Non ha senso”, ha detto Ribera.
Le critiche della commissaria europea si sono rivolte anche alle recenti misure economiche imposte da Washington. Trump ha infatti deciso di applicare dal 12 marzo tariffe del 25% su acciaio e alluminio, seguite da dazi reciproci e da nuove imposte su automobili, farmaci e semiconduttori.
“Le aziende vogliono un quadro normativo che offra certezza, stabilità e prevedibilità. Non vedo nessuna di queste caratteristiche nelle decisioni di Trump”, ha commentato Ribera.
Le ripetute minacce provenienti dalla Casa Bianca hanno creato incertezza tra dirigenti, investitori e consumatori, lasciandoli all’oscuro su quali provvedimenti saranno effettivamente applicati e se verranno concesse deroghe alle aziende che eserciteranno pressioni su Trump.
Non a caso la scorsa settimana il CEO di Ford, Jim Farley, ha affermato che le politiche commerciali dell’amministrazione Trump hanno finora “aumentato significativamente i costi e generato grande caos” per le imprese americane.
“Quello che stiamo vedendo sono un sacco di costi, un sacco di caos”, ha dichiarato Farley a una conferenza di Wolfe Research. “Se si guardano le tariffe, siamo onesti, a lungo termine, una tariffa del 25% attraverso il confine tra Messico e Canada creerà un buco nell’industria statunitense che non abbiamo mai visto”.
Apple, Meta e le tensioni tra UE e Big Tech
Oltre al fronte commerciale con gli Stati Uniti, Ribera si trova a gestire il delicato equilibrio tra Bruxelles e i colossi tecnologici americani.
La commissaria ha confermato che il prossimo mese l’UE prenderà decisioni cruciali su Apple e Meta in merito al rispetto delle normative europee sulla concorrenza.
Entrambe le aziende sono sotto indagine dal marzo scorso e potrebbero affrontare multe fino al 10% del loro fatturato globale se riconosciute colpevoli di violazioni del Digital Markets Act.
Nonostante le pressioni da parte di Washington e del CEO di Meta, Mark Zuckerberg, Ribera ha ribadito che le decisioni saranno prese “sulla base di prove e nel rispetto delle regole europee”.
Anche X di Elon Musk è sotto la lente d’ingrandimento della Commissione per possibili violazioni legate alla diffusione di contenuti illegali.
Ribera ha precisato che il ruolo di Musk nell’amministrazione americana non influenzerà il giudizio dell’UE. “Non è una questione di chi sia il proprietario dell’azienda”, ha dichiarato, confermando l’intenzione di Bruxelles di applicare le normative in modo imparziale.
Dopo le parole di JD Vance, le tensioni tra Stati Uniti e Unione Europea sembrano dunque destinate a intensificarsi, con la Ribera pronta a difendere l’autonomia di Bruxelles dalle interferenze di Washington e dai tentativi delle Big Tech di eludere le regole europee.


