Roblox, il colosso dei videogiochi online frequentato da milioni di bambini e adolescenti, è al centro di una bufera giudiziaria negli Stati Uniti.
Nel giro di poco più di due settimane, infatti, sono arrivate ben sette cause legali in diversi Stati, dalla California al Texas fino alla Pennsylvania, tutte con un’accusa precisa: la società non avrebbe fatto abbastanza per proteggere i minori dai predatori sessuali che sfruttano la piattaforma per adescare le loro vittime.
A dare peso all’ondata di denunce è stata soprattutto la procuratrice generale della Louisiana, Liz Murrill, che in un ricorso depositato nei giorni scorsi ha usato parole durissime: Roblox, a suo dire, è il luogo che i predatori sessuali utilizzano per “prosperare, unirsi, cacciare e vittimizzare i bambini”.
Un secondo caso, depositato presso la Corte distrettuale della California settentrionale, racconta invece la vicenda di un bambino di dieci anni che sarebbe stato adescato da un adulto spacciatosi per coetaneo.
Roblox, un ecosistema difficile da controllare
Le accuse non riguardano un videogioco qualsiasi. Roblox è oggi una delle piattaforme digitali più popolari al mondo, con una media di 111,8 milioni di utenti attivi al giorno.
Ogni 24 ore, i suoi server devono gestire 6,1 miliardi di messaggi in chat, oltre a milioni di contenuti caricati dagli stessi utenti, spesso bambini o adolescenti. Non sorprende, quindi, che il controllo su un flusso così imponente di interazioni digitali ponga sfide senza precedenti.
Ancora più significativo è il profilo demografico del servizio: il 36% degli utenti ha meno di 13 anni. Un dato che da un lato spiega la fortuna di Roblox tra i giovanissimi, dall’altro sottolinea la delicatezza della questione sicurezza.
Quando oltre un terzo della community è composto da bambini, le falle nei sistemi di protezione non sono un dettaglio tecnico ma diventano un problema di ordine pubblico.
La difesa dell’azienda e le nuove misure
Di fronte alle accuse, Roblox ha difeso con forza il proprio operato: “L’affermazione secondo cui Roblox metterebbe intenzionalmente a rischio i propri utenti è categoricamente falsa”, ha dichiarato un portavoce in un comunicato.
“Ogni giorno decine di milioni di persone in tutto il mondo usano Roblox per imparare competenze STEM, giocare, immaginare e vivere un’esperienza sicura sulla nostra piattaforma. Contestiamo queste accuse e restiamo impegnati a collaborare con la procuratrice generale Murrill per garantire la sicurezza dei bambini”.
La società rivendica anche di aver introdotto decine di cambiamenti alle policy di sicurezza nell’ultimo anno. Tra queste, una delle novità più rilevanti è l’introduzione di un sistema di verifica dell’età tramite selfie video: uno strumento che, secondo l’azienda, dovrebbe rafforzare i controlli impedendo agli utenti più giovani di accedere a funzioni non adatte, come determinate chat o giochi.
Un passo in avanti che, però, ha sollevato un’altra domanda, rilanciata dagli avvocati che rappresentano i querelanti: “Perché hanno scelto solo ora di introdurre queste misure di sicurezza?”, ha commentato Matt Dolman, legale del Dolman Law Group.
Le ripercussioni su Wall Street
Se i tribunali dovranno chiarire le responsabilità di Roblox, il mercato ha già emesso il suo verdetto: le azioni della società sono scese di oltre il 6% a New York, segno che la questione viene percepita come una minaccia seria non solo per l’immagine dell’azienda, ma anche per la sua stabilità economica.
Il nodo resta la stessa natura della piattaforma: un gigantesco laboratorio digitale in cui i ragazzi non si limitano a giocare ma costruiscono videogame, interagiscono, scambiano idee e creazioni. È proprio questa dimensione creativa, che ha reso Roblox un fenomeno culturale, a esporre i minori a rischi di manipolazione e adescamento.
La vicenda ricorda che quando si parla di mondi virtuali popolati in larga parte da bambini, servono strumenti efficaci, continui aggiornamenti e soprattutto un approccio che metta la sicurezza al centro. Prima che siano i tribunali (o i mercati) a imporlo.
Allo stesso tempo, non si può ignorare che la piaga dei predatori sessuali attraversa l’intera società e colpisce ovunque, inclusi i social network più affermati. Dipingere Roblox come la causa del problema, come fa la procuratrice generale della Louisiana, è a nostro avviso fuorviante.
La piattaforma nasce con l’ambizione di offrire ai più giovani un luogo creativo, dove immaginare, costruire e imparare divertendosi. Ma il mondo, purtroppo, alle volte sa anche essere un luogo davvero orribile.


