Finalmente ci siamo, da oggi sarà possibile acquistare la Switch 2, la nuova console di Nintendo. E purtroppo, ci tocca iniziare partendo dalla prima nota dolente, il prezzo.
La console costerà infatti 469 euro, mentre chi vorrà acquistarla insieme a Mario Kart World, il nuovo capitolo della celebre saga automobilistica, dovrà sborsare 509 euro. Si tratta della piattaforma più costosa mai lanciata dall’azienda di Kyoto, superata solo — in termini reali, considerando l’inflazione — dall’iconico NES nel 1983.
Il prezzo alto è però solo la punta dell’iceberg. Perché stavolta Nintendo si gioca molto più di un semplice refresh di sistema. La nuova Switch arriva in un momento cruciale per l’azienda: al netto di un’impennata in Borsa (+28% da inizio anno), restano interrogativi su quanto il nuovo modello saprà intercettare il pubblico al di là della community più fedele. E, soprattutto, su quanto durerà lo slancio iniziale una volta esaurita la domanda dei cosiddetti “hardcore”.
Switch 2, miglioramenti ovunque ma senza strappi
Switch 2 è, in tutto e per tutto, un aggiornamento della precedente generazione. Lo è nel design, più moderno, nello schermo da 7,9 pollici a 1080p con refresh a 120Hz, nel dock capace di upscalare i giochi a 4K, e nei 256GB di memoria interna.
Lo è anche nei nuovi controller Joy-Con 2, utilizzabili come una sorta di mouse grazie a sensori di movimento avanzati. Una funzione interessante, certo, ma che non pare destinata a cambiare particolarmente la fruizione della console. Eccezion fatta per quei titoli pensati ad hoc per sfruttare questa feature.
Nel complesso, tutto ciò che si poteva fare su Switch ora si potrà fare meglio. Ma non diversamente. È proprio questa mancanza di discontinuità, di un vero salto generazionale, a far storcere il naso ad alcuni analisti. Il volume di giochi first-party disponibili al day one, ad esempio, non è considerato sufficiente per attrarre un’utenza più casual, che potrebbe decidere di aspettare uno o due anni prima di fare il salto.
Switch 2… o Pro?
Uno degli aspetti più controversi emersi nelle ultime settimane riguarda il cuore tecnologico della nuova console. All’interno della Switch 2 batte infatti il chip Nvidia T239, una soluzione progettata nel 2021 che inizialmente doveva essere destinata alla “Switch Pro”, una versione intermedia della console mai arrivata sul mercato.
Il fatto che Nintendo abbia scelto di riutilizzare oggi un chip ‘vecchio’ di quattro anni per la sua console di nuova generazione, alimenta l’annosa critica secondo cui l’azienda di Kyoto continua a proporre hardware datato, impacchettato in un nuovo design e rivenduto a caro prezzo.
È vero che il T239 introduceva miglioramenti sostanziali rispetto al passato, come il supporto al DLSS e al ray tracing, ma resta il dubbio che Switch 2 si trovi a metà strada tra l’essere un upgrade e una nuova console.
Un conto salato (soprattutto per le edizioni fisiche)
C’è poi il discoro del costo dei giochi. Mario Kart World, acquistato singolarmente in edizione fisica, costerà ben 89 euro. Donkey Kong Bananza, altro titolo annunciato per il lancio, toccherà quota 79 euro. Due prezzi che sembrano voler fissare nuove soglie: quella alta (già sperimentata con Tears of the Kingdom su Switch) per i blockbuster, e quella “media”, che potrebbe diventare lo standard per i titoli meno ambiziosi.
E purtroppo non finisce qui. Nintendo ha deciso di colpire duramente il mercato fisico, di cui era ormai rimasta l’ultima vera sostenitrice anche per via del suo pubblico di riferimento. Su Switch 2, le edizioni fisiche dei giochi costeranno infatti 10 euro in più rispetto a quelle digitali. Un colpo non solo al portafogli ma anche a quella “filiera fisica” che, per tanti appassionati, rappresenta ancora l’essenza dell’esperienza videoludica.
Il grande giorno di Nintendo… e i dubbi sul domani
Il debutto è di quelli cui siamo ormai abituati da anni: lunghe file a Tokyo e in altri centri del Giappone, eventi di mezzanotte nei Best Buy e GameStop americani, preordini esauriti in meno di due ore da Target e 2,2 milioni di richieste solo sulla lotteria giapponese del My Nintendo Store.
“Mi sento come se stessi per piangere”, ha dichiarato a Reuters una giovane fan giapponese, che ha vinto una lotteria per poter acquistare la console al lancio, dopo vari tentativi falliti.
Nintendo prevede di vendere 15 milioni di unità Switch 2 entro il prossimo anno fiscale, e ha assicurato di voler potenziare la capacità produttiva per far fronte alla domanda. Parallelamente, continuerà la commercializzazione del modello precedente, con una stima di altre 4,5 milioni di unità in vendita.
L’esordio della nuova console di Nintendo rappresenta quindi una sfida duplice: non solo un banco di prova tecnologico e commerciale, ma anche un test di tenuta della sua filiera in un contesto economico sempre più instabile. Per ora, la febbre da Switch 2 è reale. Ma sarà in grado di ripetere i risultati di chi l’ha preceduta?


