Quando si parla di Elon Musk, non è facile distinguere la realtà dalla finzione, le sparate dalle affermazioni ponderate, e quello che effettivamente ha detto da quanto viene riportato da media non sempre a lui favorevoli.
L’articolo del New York Times, da cui trae spunto questo pezzo, ne è un esempio. Nel senso che leggendolo non è chiaro se il magnate sudafricano creda veramente in quel che dice, lo dica solo per aumentare l’aura di guru visionario di cui s’ammanta o se tutto il pezzo sia un elegantissimo tentativo del noto quotidiano democratico di screditare un dichiarato avversario politico, facendolo passare per folle.
Il Times dichiara di avere intervistato più di 20 persone vicine a Musk e SpaceX e di avere esaminato documenti interni, email, post sui social media e documenti legali. Come sempre accade in questo casi, però, molte delle persone hanno parlato a condizione di mantenere l’anonimato. Non resta che fidarsi e riportare quanto dichiarato, lasciando che ognuno tragga le proprie conclusioni.
Elon Musk ha un obiettivo ambizioso: stabilire una colonia da un milione di persone su Marte entro i prossimi 20 anni. Questo piano, che una volta sembrava un lontano sogno fantascientifico, starebbe prendendo una forma concreta all’interno della sua azienda spaziale, SpaceX.
Secondo fonti interne e documenti esaminati dal New York Times, i dipendenti di SpaceX starebbero infatti lavorando alacremente su progetti per una città marziana. Questi includono la progettazione di habitat a cupola, lo sviluppo di tute spaziali adatte all’ambiente ostile del pianeta rosso, e persino ricerche sulla possibilità di procreare su Marte.
Un aspetto che è interessante dell’articolo è che tutte le varie attività di Elon Musk, apparentemente slegate tra loro, sarebbero in realtà pensate con un unico obiettivo: colonizzare Marte prima che sia troppo tardi. “C’è un’alta urgenza di rendere la vita multi-planetaria”, avrebbe dichiarato in un video postato pubblicamente. “Dobbiamo farlo mentre la civiltà è ancora forte.”
Musk sarebbe rimasto affascinato da Marte sin da quando ha letto il romanzo di fantascienza di Isaac Asimov, “Fondazione”, quando aveva 10 anni. Nel libro, infatti, il protagonista costruisce una colonia attraverso una galassia per salvare l’umanità.
La moderna arca di Noè
Il razzo Starship, attualmente in fase di sviluppo, sarebbe il fulcro di questa visione. Progettato per trasportare fino a 100 passeggeri alla volta, potrebbe fungere da spazio abitativo temporaneo, con piani che includono comodità come una pista da corsa e un cinema. Un disegno dell’interno di Starship, mostrata da Musk su X (e che potete vedere qui sotto), mostra addirittura una violinista che fluttua in gravità zero mentre suona per una folla.
Starship potrebbe trasportare 100 passeggeri alla volta su Marte, dicevamo, con un viaggio che avverrebbe circa ogni due anni. Ma NASA afferma che arrivare al pianeta rosso, situato a circa 140 milioni di miglia dalla Terra, richiederebbe fino a nove mesi. Il che pone qualche problema logistico…
Secondo infatti Robert Zubrin, un ingegnere aerospaziale che conosce Musk da 20 anni e che ha scritto il libro “The Case for Mars”, “non puoi semplicemente far atterrare un milione di persone su Marte”. Qualsiasi colonizzazione del pianeta si svolgerebbe dunque nell’arco di decenni.
Nell’ambito di questa missione, Musk intende trasformare Starship in una versione moderna dell’Arca di Noè, caricandola di diverse specie vegetali e animali durante la spedizione inaugurale, secondo quanto rivelato da tre fonti interne al progetto. Una volta giunti su Marte, i coloni avrebbero il compito di costruire strutture simili a serre per avviare la produzione alimentare.
Starship Concerto in Zero G pic.twitter.com/gkn05I1bvZ
— Elon Musk (@elonmusk) February 5, 2020
In preparazione a questa sfida, SpaceX ha avviato una collaborazione con Impossible Foods, azienda produttrice di alimenti vegetali alternativi alla carne. Questa partnership non solo fornisce pasti per le mense di SpaceX ma serve anche come banco di prova per valutare questi prodotti come potenziale risorsa proteica su Marte, come riferito da due informatori.
Un aspetto cruciale del progetto riguarda la perpetuazione della specie umana sul nuovo pianeta. Al momento, la comunità scientifica non ha ancora stabilito se la riproduzione umana sia possibile nello spazio. Musk ha dichiarato che, per motivi di sicurezza, i minori non potranno partecipare alle prime missioni su Marte, sebbene preveda che in futuro il pianeta ospiterà anche bambini.
Tuttavia, Musk ha una visione ancora più ambiziosa. In un’intervista del 2013 per un documentario scientifico, ha espresso il desiderio di dare vita a una nuova specie su Marte, un’idea che ha continuato a condividere nel corso degli anni con i dipendenti di SpaceX e altri collaboratori vicini all’azienda.
“Penso che sia abbastanza probabile che vorremmo bioingegnerizzare nuovi organismi che siano meglio adatti a vivere su Marte,” dichiara nell’intervista. “L’umanità l’ha fatto nel corso del tempo, con una sorta di allevamento selettivo”. Il New York Times afferma anche, secondo due fonti, Musk avrebbe anche offerto il proprio sperma per aiutare a seminare una colonia.
Musk: scienza o fantascienza?
Musk avrebbe poi elaborato anche un piano audace per affrontare il clima ostile di Marte. Durante una conversazione registrata nel 2022, avrebbe proposto di contrastare le temperature estremamente basse del pianeta attraverso una serie di detonazioni nucleari controllate, che creerebbero fonti di calore artificiali simili a piccoli soli. Inoltre, secondo tre fonti vicine al progetto, prevede l’installazione di numerosi pannelli solari, si suppone prodotti da Tesla, per fornire riscaldamento alle abitazioni e generare elettricità.
Il magnate della tecnologia considera questa impresa fondamentale per il destino dell’umanità, sottolineando la “pressante necessità di espandere la vita oltre un singolo pianeta”. La sua visione, scrivevamo, non si limita però a SpaceX ma coinvolge anche le altre sue aziende.
The Boring Company potrebbe sviluppare tecnologie per la creazione di tunnel sotterranei su Marte, mentre Musk avrebbe detto ad alcune persone di aver acquistato X, la piattaforma di social media, in parte per sperimentare come potrebbe funzionare su Marte un governo guidato dai cittadini basato sul consenso. Musk, infine, immaginerebbe che i residenti del pianeta guidino versioni riadattate dei Cybertruck prodotti da Tesla.

Sul sito di The Boring Company si può acquistare a 30 dollari una maglietta con la scritta Tunnel Mars. Il link è riportato qui sopra.
Ovviamente, la comunità scientifica mantiene forti dubbi sulla realizzabilità di questo ambizioso progetto nei tempi indicati da Musk. NASA, ad esempio, non prevede di inviare astronauti su Marte prima degli anni ’40, e le difficoltà tecniche e biologiche da superare rimangono considerevoli.
Malgrado le numerose voci critiche e lo scetticismo diffuso, Musk pare comunque determinato e avrebbe più volte affermato che il suo accumulo di ricchezza è principalmente finalizzato a finanziare questa missione su Marte, che lui considera essenziale per “garantire la sopravvivenza della specie umana”.
Per dovere di cronaca riportiamo che in un post su X, apparso dopo la pubblicazione dell’articolo del New York Times, Musk ha dichiarato di non aver offerto il suo sperma e che nessuno a SpaceX è stato incaricato di lavorare su una città marziana: “Quando le persone hanno chiesto di farlo, ho detto che dobbiamo concentrarci prima sull’arrivarci”, ha affermato.
Una cosa pare comunque certa: Elon Musk e SpaceX stanno spingendo i confini di ciò che è considerato possibile nell’esplorazione spaziale. Se tutto ciò ci condurrà o meno alla realizzazione di una civiltà marziana, lo scopriremo col tempo.


