“Alibaba vola con l’accordo per Apple Intelligence in Cina”. Così titolavamo lo scorso 12 febbraio, nell’annunciare il patto tra il colosso guidato da Tim Cook e quello cinese, per portare Apple Intelligence oltre la Grande Muraglia.
Arriviamo così ai giorni nostri e la notizia è di quelle dirompenti, soprattutto per il futuro di una Apple già vessata dai diktat di Trump, che vuole obbligarla a riportare la produzione degli iPhone negli USA (ma con quali tempistiche? E a quali costi?). La politica americana vuole proibire l’alleanza con Alibaba.
Un matrimonio che non s’ha da fare
Apple, come be sappiamo, ha deciso di puntare fortemente sull’intelligenza artificiale come chiave per il futuro dell’iPhone. Finora, però, non è riuscita a proporre una soluzione autonoma e oggi Apple Intelligence subappalta alcune delle sue funzionalità a ChatGPT. Un domani, anche ad altre soluzioni occidentali, come Gemini di Google.
Utopistico però sperare che la Cina accetti di mettere in mano una IA americana ai suoi concittadini dotati di iPhone, da cui l’idea di Cupertino di appoggiarsi, per quel mercato, a una soluzione locale.
Washington però ha espresso preoccupazioni riguardo ai rischi legati all’introduzione dell’IA cinese negli Phone.
Un accordo che solleva dubbi per la sicurezza nazionale
Negli ultimi mesi, la Casa Bianca e i membri del Congresso hanno infatti iniziato a studiare con attenzione il piano di Apple di siglare un accordo con Alibaba.
Secondo fonti vicine alla vicenda, i funzionari statunitensi temono che tale accordo possa favorire il rafforzamento delle capacità di Alibaba nell’intelligenza artificiale, ampliando la portata dei suoi chatbot, che operano sotto i vincoli della censura cinese.
Inoltre, si teme che Apple possa essere esposta a leggi cinesi in materia di censura e condivisione dei dati, aumentando il rischio per la privacy degli utenti.
Già in passato l’amministrazione statunitense ha messo sotto pressione Apple per evitare alleanze con fornitori cinesi. Ad esempio, nel 2020, il governo USA ha costretto Cupertino a fare marcia indietro sull’acquisto di chip da Yangtze Memory Technologies Corporation, un fornitore cinese.
Inoltre, le tariffe sulle importazioni cinesi, come quelle che riguardano l’iPhone, stanno minacciando i profitti dell’azienda, rendendo ancora più complesso il suo operato in un mercato tanto importante.
Il timore di un precedente pericoloso
Le preoccupazioni sollevate a Washington riguardano la creazione di un precedente che potrebbe consentire ad altre aziende statunitensi di collaborare con fornitori cinesi di IA.
Se Apple dovesse proseguire con l’accordo con Alibaba, altri potrebbero infatti imitare questa scelta, contribuendo a migliorare l’intelligenza artificiale delle imprese cinesi.
La politica americana teme che queste partnership possano essere sfruttate da compagnie come Baidu, ByteDance e Alibaba per sviluppare tecnologie che potrebbero poi essere utilizzate dal governo cinese per scopi militari.
Da qui a paventare il rischio che le tecnologie di IA sviluppate da Alibaba possano finire nelle mani dell’esercito cinese, il passo è breve. E ha suscitato preoccupazioni tra i funzionari del Dipartimento della Difesa e dei servizi di intelligence.
Il rapido sviluppo dell’IA è infatti visto come una delle chiavi per il futuro delle operazioni militari, inclusa la capacità di coordinare attacchi e controllare droni autonomi. In questo contesto, le autorità americane stanno cercando di limitare l’accesso della Cina alle tecnologie più avanzate, impedendo a Pechino di produrre o acquistare chip IA da aziende americane.
Oltre alle preoccupazioni legate all’IA, Apple sta affrontando anche critiche dal presidente Donald Trump. Durante il suo recente viaggio in Medio Oriente, il presidente ha dichiarato di avere un “piccolo problema” con Tim Cook, accusando Apple di aver deciso di trasferire parte della produzione in India invece che negli Stati Uniti.
Trump ha ribadito la sua posizione, dichiarando che l’India può “prendersi cura di sé stessa” e che l’azienda dovrebbe concentrarsi sulla produzione negli Stati Uniti.
Un futuro incerto
L’accordo con Alibaba è quindi cruciale per Apple, ma anche rischioso.
Se la collaborazione dovesse fallire, la compagnia di Tim Cook perderebbe un importante alleato per portare l’IA sugli iPhone in Cina, uno dei mercati più competitivi del mondo. E anche uno dei più remunerativi, capace di rappresentare da solo il 20% del fatturato di Tim Cook.
Senza Alibaba, gli utenti cinesi potrebbero trovarsi di fronte a un’esperienza meno avanzata rispetto a quella dei rivali locali, come Huawei e Xiaomi. La posizione di Apple in Cina continua dunque a essere delicata, con implicazioni sempre più rilevanti per il futuro economico dell’azienda.


