Apple sotto accusa: ha violato la sentenza antitrust sull’App Store

by | 1 Mag 2025 | Legal

Tim Cook, CEO di Apple | Illustrazione: XAI
Tempo di lettura: 2 minuti

Apple è tornata al centro di una bufera giudiziaria. Il giudice federale Yvonne Gonzalez Rogers ha stabilito che l’azienda ha violato intenzionalmente una precedente sentenza antitrust legata alle politiche restrittive dell’App Store.

Secondo la nuova ordinanza, la casa di Tim Cook avrebbe continuato a ostacolare gli sviluppatori che cercano di offrire agli utenti metodi alternativi per pagare servizi e abbonamenti, imponendo nuove barriere considerate anticoncorrenziali.

Il giudice non ha usato mezzi termini. “Apple ha scelto deliberatamente di non rispettare l’ingiunzione di questo tribunale”, ha scritto nella sua decisione, sottolineando che l’azienda lo ha fatto “con l’esplicita intenzione di creare nuove barriere anticoncorrenziali”.

Per questo motivo, la magistrata ha compiuto un passo raro e clamoroso: ha trasmesso il caso ai procuratori federali, affinché valutino l’apertura di un’indagine per oltraggio penale.

La battaglia con Epic Games

La nuova ordinanza rappresenta l’ultimo sviluppo di un contenzioso cominciato nel 2021, quando Epic Games, la società dietro il popolarissimo videogioco Fortnite, ha accusato Apple di comportamento monopolistico.

All’epoca, lo stesso giudice Rogers aveva imposto ad Apple di consentire agli sviluppatori di reindirizzare gli utenti verso i propri siti web, così da eludere le commissioni fino al 30% imposte sugli acquisti effettuati in-app.

Apple, però, aveva risposto introducendo una nuova tassa del 27% per coloro che sceglievano di utilizzare metodi di pagamento alternativi, accompagnandola con ulteriori ostacoli che hanno di fatto neutralizzato l’effetto della sentenza.

“Queste misure hanno frustrato gli obiettivi dell’ingiunzione”, ha scritto la giudice, accusando Apple di voler mantenere a tutti i costi il proprio flusso di ricavi, miliardario e ad altissimo margine.

Un caso che può cambiare gli equilibri globali

Fiona M. Scott Morton, ex funzionaria antitrust dell’amministrazione Obama, ha dichiarato al Wall Street Journal che questa decisione potrebbe avere un impatto ben oltre i confini statunitensi.

“Il tono deciso della sentenza e l’ampiezza delle prove presentate potrebbero sbloccare l’impasse che ha finora permesso ad Apple di ritardare l’adeguamento a richieste simili in altre giurisdizioni”, ha spiegato.

Un segnale, insomma, che potrebbe rafforzare le autorità antitrust anche altrove.

Non è un caso che proprio la settimana scorsa la Commissione Europea abbia inflitto ad Apple una pesante multa per comportamenti simili.

Le autorità europee, da tempo, contestano a Cupertino il controllo oppressivo che esercita sulla distribuzione delle app e dei servizi digitali su iPhone.

La reazione di Apple

Apple, dal canto suo, ha fatto sapere che si adeguerà alla nuova ordinanza, pur non condividendone il contenuto.

Una portavoce ha annunciato che la società presenterà ricorso contro la decisione della giudice Rogers.

Ma intanto, il verdetto di ieri rappresenta un colpo durissimo alla sua strategia commerciale, che da anni punta sull’App Store come una delle principali fonti di profitto.

L’esito finale della battaglia legale con Epic potrebbe ridefinire non solo il modo in cui gli sviluppatori guadagnano su iOS, ma anche il potere stesso di Apple nel plasmare l’economia delle app.

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