Droni, IA e Starlink: Fedorov cerca capitali USA per le armi ucraine

by | 1 Set 2026 | Tecnologia

Mykhailo Fedorov.
Riassunto IA
  • Mykhailo Fedorov cerca capitali USA per un fondo che investirà nelle startup militari ucraine ma potrà anche creare direttamente nuove aziende.
  • Robot, droni intercettori e missili con IA sono le prime priorità, mentre l’esperienza e i dati accumulati sul fronte diventano un patrimonio da offrire agli investitori occidentali.
  • L’ex ministro è diventato advisor di Guido Crosetto e resta in contatto con Elon Musk, mentre Kiev cerca Patriot e maggiore libertà nell’uso di Starlink contro obiettivi in Russia.
Tempo di lettura: 4 minuti

Mykhailo Fedorov mette sul tavolo uno scambio molto concreto: aiutare gli Stati Uniti a “costruire un esercito di droni” in cambio degli intercettori Patriot di cui l’Ucraina ha urgente bisogno.

L’ex ministro della Difesa, licenziato il mese scorso dal Presidente Volodymyr Zelenskyy, è a Washington per raccogliere capitali destinati a un nuovo fondo tecnologico militare e il suo progetto vuole andare oltre un normale fondo di venture capital.

Know-how in cambio di missili

Oltre a investire nelle startup ucraine già esistenti, il fondo potrebbe creare direttamente nuove aziende, finanziandole con capitali di venture capitalist, investitori privati e società tecnologiche statunitensi. Fedorov sostiene di essere già in contatto con “un gran numero” di potenziali investitori.

“Questo non è esattamente un classico fondo di venture capital”, ha spiegato al Financial Times. “Stiamo scrivendo una nuova storia della guerra”.

Le prime tre priorità sono già definite: robot da utilizzare sul campo di battaglia per ridurre il numero di soldati al fronte, droni intercettori economici e ad alta velocità contro i nuovi velivoli russi a reazione e missili a basso costo dotati di IA.

Dietro c’è anche un problema immediato. La Russia ha intensificato gli attacchi contro infrastrutture, fabbriche e magazzini ucraini, mentre le scorte globali degli intercettori Patriot statunitensi si sono ridotte.

Fedorov propone quindi agli americani uno scambio di competenze: “Sarei molto felice di aiutare l’America a costruire un esercito di droni, soprattutto in cambio di Patriot, così da permetterci di sopravvivere a questo inverno. Sono pronto a fare questo scambio”.

Il vero capitale è nel campo di battaglia

Il fondo venderebbe agli investitori occidentali qualcosa che va oltre le singole armi. Fedorov parla esplicitamente dell’accesso alle lezioni imparate dall’Ucraina durante la guerra.

Per le aziende che sviluppano droni, robot e sistemi militari basati sull’IA, significa poter lavorare sull’esperienza accumulata in anni di combattimenti reali contro un esercito tecnologicamente avanzato.

Kiev ha raccolto enormi quantità di informazioni su come i droni vengono individuati, disturbati, abbattuti e modificati per sopravvivere alla guerra elettronica. Lo stesso vale per il riconoscimento dei bersagli e l’uso dell’IA sul campo. Sono dati e conoscenze difficili da riprodurre in un poligono, che possono accorciare lo sviluppo di nuove tecnologie militari.

Fedorov parte inoltre dall’ipotesi che Mosca possa trascinare la guerra ancora per due o tre anni. In questo scenario il fondo continuerebbe a sviluppare nuove soluzioni mentre il conflitto è ancora in corso, trasformando rapidamente quanto viene imparato al fronte in prodotti, aziende e capacità produttiva.

Fedorov arriva anche in Italia

Il progetto prende forma mentre Fedorov, 35 anni e più giovane ministro della Difesa nella storia dell’Ucraina, sta costruendo una nuova rete di rapporti fuori dal Paese.

Dopo una visita a Roma ha accettato di diventare, senza compenso, Advisor per l’Innovazione della Difesa del ministro Guido Crosetto. Il ministero italiano ha confermato che l’incontro ha riguardato in particolare droni, sistemi senza equipaggio e difesa aerea.

La scelta ha provocato critiche in Ucraina. Oleksiy Goncharenko, deputato dell’opposizione e presidente di una commissione parlamentare d’inchiesta, ha sostenuto che l’incarico potrebbe comportare “una minaccia di fuga di conoscenze sulle nostre tecnologie militari più avanzate”.

Fedorov sostiene il contrario. Aiutare l’Italia a innovare potrebbe aprire a Kiev nuove possibilità di collaborazione con un Paese che dispone di capacità di difesa aerea di cui l’Ucraina ha bisogno. L’ex ministro vuole cercare incarichi analoghi anche presso altri alleati, compresi Francia e Stati Uniti.

Starlink porta Musk nella catena di comando

E poi c’è Elon Musk. Fedorov afferma di essere rimasto in stretto contatto col fondatore di SpaceX, mentre Zelenskyy cerca di ottenere il via libera all’utilizzo di Starlink sui droni ucraini che dovrebbero colpire i lanciatori di missili balistici fino a 200 chilometri all’interno della Russia.

Secondo persone informate citate dal Financial Times, Musk avrebbe già detto a Fedorov di essere disponibile a permettere l’utilizzo dei droni collegati a Starlink oltre il confine ucraino. Avrebbe però indicato nella Casa Bianca il luogo in cui deve essere presa una decisione di questo tipo. Fedorov non ha commentato le conversazioni e né Musk né SpaceX hanno risposto al FT.

Il caso mostra quanto il privato sia ormai entrato nella sfera militare. Un servizio satellitare sviluppato da un’azienda americana può infatti incidere direttamente sulla distanza alla quale un esercito alleato degli Stati Uniti può impiegare alcune delle proprie armi.

La rottura con Zelenskyy

Fedorov arriva a questa nuova fase dopo appena sei mesi alla guida della Difesa. In precedenza era stato vice primo ministro responsabile della trasformazione digitale ed era diventato una delle figure centrali nello sviluppo della capacità ucraina sui droni. Il suo approccio ispirato alle startup lo aveva però portato allo scontro con parti dell’apparato militare.

Zelenskyy lo ha licenziato citando i problemi della mobilitazione e divergenze ormai inconciliabili con il comandante in capo Oleksandr Syrsky, che è stato a sua volta rimosso pochi giorni dopo.

Il licenziamento di Fedorov ha infatti provocato settimane di proteste e l’ex ministro ha successivamente chiesto elezioni nazionali durante la guerra.

Fedorov: “Ci distruggeranno”

Questa settimana Fedorov ha alzato ulteriormente il livello dello scontro sostenendo che l’Ucraina stia “gradualmente, lentamente perdendo”. Un’affermazione che fa specie dopo che in primavera aveva sostenuto che Kiev era riuscita a ribaltare la situazione contro Mosca.

La situazione può “cambiare di mese in mese”, ha replicato al Financial Times, spiegando che il problema ora è l’impiego sempre più intenso, da parte dei russi, di missili e droni avanzati rappresentano problemi decisivi. “In questo momento, se non rispondiamo a questi problemi, ci distruggeranno.”

Per Fedorov la risposta passa soprattutto dalla capacità di colpire più lontano e produrre armi meno costose: “Abbiamo bisogno di più droni a reazione, abbiamo bisogno di missili economici, abbiamo bisogno di missili con intelligenza artificiale”.

La sua conclusione su Putin è altrettanto netta: “Capisce soltanto la forza”.

Fonte: Financial Times

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