Anthropic contro OpenAI: milioni di dollari per influenzare le prossime elezioni americane

by | 13 Feb 2026 | Politica

Illustrazione: Digital Information World
Riassunto IA
  • Anthropic investe 20 milioni di dollari in Public First, un’organizzazione “dark money” che finanzia super PAC per eleggere candidati favorevoli alla regolamentazione dell’IA.
  • La battaglia elettorale si concentra su due temi: controlli domestici sullo sviluppo dell’IA e restrizioni sull’export di chip avanzati verso Cina.
  • Il Pentagono sta considerando di cancellare un contratto con Anthropic per le restrizioni imposte dall’azienda sui propri modelli.
Tempo di lettura: 5 minuti

Nel sistema politico americano, i Political Action Committee (PAC) sono comitati che raccolgono fondi per sostenere candidati alle elezioni, con un limite massimo di 5.000 dollari per candidato per elezione. I super PAC possono invece raccogliere e spendere somme illimitate da individui, aziende e organizzazioni. Non possono però donare direttamente ai candidati, bensì investire milioni in pubblicità televisive, campagne online e spot radiofonici a loro favore o contro i loro avversari.

Il meccanismo di influenza è sottile ma efficace: non si tratta di mazzette dirette, ma di investimenti massicci per far eleggere chi già condivide le proprie posizioni. Una volta eletto, il candidato sa benissimo chi ha speso milioni per la sua vittoria. Quando arriverà il momento di votare su una legge, il debito politico è già contratto.

In Italia questo sistema sarebbe illegale su più fronti. Le donazioni a partiti e candidati hanno un limite di 100.000 euro all’anno, le società non possono donare (solo persone fisiche), la pubblicità politica a pagamento in TV e radio è vietata, e ogni donazione sopra i 500 euro deve essere pubblica e nominativa. Il sistema americano si basa invece sul principio opposto: la libertà di spesa è considerata libertà di espressione, quindi limitare i soldi in politica significa limitare la democrazia.

Anthropic: 20 milioni per auto regolamentarsi

I super PAC più potenti d’America spendono decine di milioni per ciclo elettorale. United Democracy Project, legato alla lobby pro-Israele AIPAC, ha investito oltre 100 milioni nelle ultime elezioni primarie democratiche. Fairshake, il super PAC dell’industria crypto, ha speso 130 milioni nelle midterm del 2024.

Leading the Future, il super PAC sostenuto da OpenAI e dal fondo di venture capital Andreessen Horowitz, ha raccolto finora 125 milioni di dollari. Ed è in questa categoria che si posiziona ora anche Anthropic.

Anthropic, e siamo così arrivati alla news, è entrata nell’arena politica con 20 milioni per contrastare OpenAI. A beneficiarne sarà Public First, un’organizzazione non profit classificata come 501(c)(4) nel codice fiscale americano.

Questa classificazione permette di non rivelare i propri donatori pur potendo fare pubblicità politica: nel gergo viene chiamata “dark money” proprio per via di questa opacità.

Public First finanzia a sua volta due super PAC alleati che si occupano direttamente delle campagne elettorali. L’obiettivo dichiarato è contrastare l’influenza politica di OpenAI e dei suoi investitori, che attraverso Leading the Future stanno costruendo una macchina da guerra elettorale per bloccare qualsiasi tentativo di regolamentare l’intelligenza artificiale. Le elezioni di metà mandato del prossimo novembre saranno il campo di battaglia scelto da entrambe le parti.

Con i 20 milioni di Anthropic, Public First punta ora a raccogliere 75 milioni totali, ha dichiarato Brad Carson, ex congressista democratico che co-guida l’organizzazione. “Le persone che vogliono regole ragionevoli non sono contrarie all’intelligenza artificiale. Molte di loro, in realtà, stanno creando intelligenza artificiale”, ha commentato.

Anthropic e OpenAI: due visioni opposte

La divisione è ideologica e netta. Anthropic, fondata da ex dirigenti di OpenAI dopo una rottura proprio sul tema della sicurezza, sostiene candidati favorevoli a una regolamentazione più stringente dell’intelligenza artificiale.

E la battaglia si combatte su due fronti: controlli domestici sullo sviluppo e l’uso dei sistemi di IA, e restrizioni sull’esportazione di chip avanzati verso Cina e altre nazioni considerate a rischio.

“L’IA viene adottata più velocemente di qualsiasi tecnologia nella storia, e la finestra per definire le giuste politiche si sta chiudendo. Eppure non esistono protezioni ufficiali e non c’è alcun quadro normativo federale all’orizzonte”, ha scritto Anthropic in un post sul blog pubblicato giovedì.

Secondo Dario Amodei, amministratore delegato dell’azienda, i chip Nvidia che alimentano i data center per l’addestramento dei modelli rappresentano un potenziale rischio per la sicurezza nazionale se finiscono nelle mani sbagliate.

OpenAI e i suoi alleati, al contrario, vedono la regolamentazione come un freno all’innovazione e un vantaggio per i concorrenti. Andreessen Horowitz, il fondo che ha investito sia in OpenAI che in altre startup di IA, si è costruito una reputazione come difensore della libertà tecnologica senza vincoli.

Leading the Future ha già raccolto 125 milioni di dollari: circa metà proviene da Andreessen Horowitz, l’altra metà dalla famiglia di Greg Brockman, presidente e co-fondatore di OpenAI.

I candidati: guardrail contro la deregolamentazione

Public First ha annunciato ieri la sua prima campagna pubblicitaria televisiva per “ringraziare” la senatrice Marsha Blackburn, repubblicana del Tennessee, per il suo lavoro sulla tech policy. Blackburn, che si candida a governatore nel suo stato, è nota per la sua posizione a favore di protezioni per i minori online e di guardrail sullo sviluppo dell’IA.

Un super PAC alleato, Defending Our Values PAC, ha invece lanciato una campagna a sostegno del senatore Pete Ricketts, repubblicano del Nebraska, che affronta la rielezione nel 2026 e si è espresso a favore di restrizioni dure sull’esportazione di chip Nvidia verso la Cina.

Leading the Future si muove ovviamente nella direzione opposta. Il super PAC sta investendo 5 milioni di dollari in spot pubblicitari a favore del deputato Byron Donalds, repubblicano della Florida, nella sua corsa a governatore. Donalds ha abbracciato un approccio di deregolamentazione totale sull’intelligenza artificiale.

Contemporaneamente, Leading the Future sta facendo pubblicità contro un candidato congressuale a New York che ha sponsorizzato la legge statale sull’IA: un messaggio chiaro a tutti i politici che pensano di proporre normative locali.

Il meccanismo è sempre lo stesso: spesa pubblicitaria “indipendente” che tecnicamente non si coordina con i candidati ma che crea un debito politico evidente. Chi vince grazie a milioni di dollari di pubblicità pagata da un settore industriale sa esattamente a chi deve la propria elezione.

Le accuse del Pentagono ad Anthropic

La scelta di Anthropic di donare a proprio nome, anziché operare attraverso dirigenti e investitori come fa OpenAI, rappresenta un approccio più trasparente ma anche più rischioso.

OpenAI, che fino a poco tempo fa era un’organizzazione non profit tradizionale, non può fare contributi politici diretti: per questo usa la rete di super PAC costruita dai suoi leader e finanziatori.

Le posizioni di principio di Anthropic stanno già producendo conseguenze concrete. Il Dipartimento della Difesa sta considerando di cancellare un contratto con l’azienda a causa delle restrizioni che Anthropic impone sui propri modelli: divieto di uso per sorveglianza domestica e limiti in determinate situazioni belliche.

Funzionari dell’amministrazione hanno inoltre criticato i collegamenti tra diversi dirigenti di Anthropic e organizzazioni che finanziano sforzi per aumentare la regolamentazione dell’IA.

Nel settore c’è chi accusa Anthropic di usare il tema della sicurezza come arma competitiva per danneggiare i concorrenti. L’azienda ha respinto queste accuse definendole infondate e ha negato di essere in conflitto con l’amministrazione Trump, pur ammettendo divergenze su temi specifici.

Trump contro i suoi, gli stati contro Washington

Il contesto politico rende tutto ancora più complesso. Il presidente Trump ha recentemente firmato un ordine esecutivo che prende di mira gli stati che tentano di regolamentare l’intelligenza artificiale, sostenendo che solo il governo federale dovrebbe avere questa autorità.

All’interno del partito repubblicano si è però creata una spaccatura significativa. Ron DeSantis, governatore della Florida, si è pubblicamente opposto all’ordine esecutivo di Trump e ha espresso sostegno per il tipo di regolamentazioni che Anthropic sta promuovendo. Una posizione questa che mette in imbarazzo l’amministrazione e dimostra quanto il tema dell’IA sia trasversale agli schieramenti tradizionali.

David Sacks, responsabile per l’intelligenza artificiale della Casa Bianca, ha a sua volta criticato ripetutamente e apertamente Anthropic. “L’azienda sta promuovendo una frenesia regolatoria statale che sta danneggiando l’ecosistema delle startup”, ha dichiarato Sacks. OpenAI, al contrario, è stata accolta favorevolmente dall’amministrazione Trump e mantiene rapporti cordiali con la Casa Bianca.

Nel frattempo, molti stati stanno proponendo leggi proprie sull’intelligenza artificiale, creando la prospettiva di un caleidoscopio normativo che preoccupa le aziende tech.

Chi vincerà le mid-term del prossimo novembre avrà la facoltà di decidere se l’America regolerà l’IA con un quadro federale uniforme, lascerà fare agli stati, o non regolerà affatto.

Fonti: The New York Times, The Wall Street Journal

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