Trump prepara l’offensiva contro le leggi statali sull’IA

by | 20 Nov 2025 | Politica, IA

Donald Trump. | Foto: Shealah Craighead/OFFICIAL WHITE HOUSE PHOTO
Tempo di lettura: 3 minuti

Nel pieno del suo secondo mandato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si prepara a riaprire un fronte che promette di incendiare i rapporti tra Washington e gli Stati federali americani.

Secondo una bozza ottenuta dal Washington Post, la Casa Bianca sta lavorando a un ordine esecutivo che obbligherebbe il Dipartimento di Giustizia a denunciare qualsiasi Stato che approvi leggi per regolamentare l’intelligenza artificiale.

È un atto che punta a riaffermare la supremazia federale in un ambito che, fino a oggi, ha visto ampi spazi di autonomia dei singoli governatori, e che arriva in un momento di massima attenzione attorno alla tecnologia.

La tensione politica si intreccia anche con rivalità personali ormai note, come quella tra Trump e Gavin Newsom, governatore della California, lo Stato che più di tutti ha spinto su norme pensate per mitigare i rischi dell’IA.

La mossa della Casa Bianca sembra infatti diretta anche a Sacramento, inaugurando un nuovo capitolo di un confronto diventato quasi identitario per entrambi.

L’ordine esecutivo e la sconfitta parlamentare

La spinta verso l’ordine esecutivo arriva dopo una battuta d’arresto subita al Congresso. A luglio, infatti, una parte dei senatori ha affossato una proposta voluta dalla Casa Bianca per impedire agli Stati di regolamentare l’IA.

La misura era stata inserita all’interno di una vasta legge fiscale e sull’immigrazione, un classico decreto omnibus che ricorda da vicino quelli italiani; ossia provvedimenti in cui finiscono norme di natura molto diversa tra loro.

A pesare non è stata l’opposizione democratica ma la crescente preoccupazione, condivisa trasversalmente, per l’impatto dell’intelligenza artificiale. Tra timori per i posti di lavoro, rischi per i minori e un aumento dei prezzi dell’elettricità dovuto all’espansione dei data center, anche alcuni repubblicani hanno ritenuto opportuno evitare un divieto totale alle regolamentazioni statali.

Secondo un sondaggio del Pew Research Center, inoltre, una larga parte degli americani si dice più preoccupata che entusiasta dell’IA che entra nella vita quotidiana.

Trump e il nodo della supremazia federale

La bozza dell’ordine esecutivo è chiara: il Dipartimento di Giustizia dovrà contestare le leggi statali, sostenendo che interferiscono con il commercio interstatale, uno dei cardini della supremazia federale negli Stati Uniti. Ma il confine tra competenze statali e federali è da sempre un terreno delicato e politicamente infuocato.

Per questo molti esperti ritengono che il tentativo di Washington rischi di andare oltre i poteri del presidente. “La supremazia federale è una questione che spetta al Congresso, che l’ha valutata e respinta, e che dovrebbe continuare a respingere”, ha affermato Travis Hall del Center for Democracy and Technology.

Che poi ha aggiunto: “Questa proposta è scioccante nel suo disprezzo per i processi democratici dei governi statali nel loro lavoro per affrontare i danni reali e documentati derivanti dagli strumenti di IA”.

Il quadro legale si complica ulteriormente se si considera il comportamento recente dell’amministrazione Trump, che negli ultimi mesi ha denunciato diversi Stati su fronti molto diversi, dalla California a New York, fino al Vermont.

La prima è stata citata in giudizio per una legge che vieta agli agenti dell’ICE di coprirsi il volto durante le operazioni, mentre New York e Vermont sono finiti nel mirino della Casa Bianca per normative che obbligano le compagnie petrolifere a contribuire ai costi dei disastri legati al cambiamento climatico.

L’IA sempre più al centro della politica

Mentre il dibattito sull’IA continua ad accelerare, la questione non è ormai più solo tecnologica ma profondamente politica. La combinazione di ansie sociali, ricerca di un quadro normativo chiaro e rivalità istituzionali, rende la discussione una delle più incandescenti della Washington contemporanea.

L’ordine esecutivo che Trump si prepara a firmare potrebbe diventare uno dei molti passaggi divisivi del suo secondo mandato, ponendo le basi per un nuovo conflitto tra la Casa Bianca e gli Stati. Con la democratica California, ancora una volta, al centro dello scontro.

Fonte: The Washington Post

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