Un presidente in carica che vende, a pagamento, un vantaggio su ciò che lui stesso scrive. È questo, in sostanza, il nuovo prodotto lanciato ieri da Truth Social: un accesso più rapido ai post degli account di primo piano della piattaforma, a partire da quello di Donald Trump.
Il social network, di proprietà di Trump Media & Technology Group (TMTG), apre così un canale di profitto senza precedenti per un capo di Stato in carica.
Un prodotto pensato per chi specula sui suoi post
Il nuovo servizio si chiama Truth API ed è rivolto a società di trading ad alta frequenza e algoritmico. Nel trading di questo tipo, i millisecondi di anticipo si traducono direttamente in profitto: chi riceve prima un post capace di muovere un titolo o una materia prima, può posizionarsi prima degli altri sul mercato.
Trump ha usato Truth Social come tribuna praticamente quotidiana durante il suo secondo mandato, arrivando a pubblicare oltre cento volte al giorno su temi che vanno dalla guerra in Iran ai dazi commerciali fino alle decisioni della Federal Reserve.
I suoi post muovono regolarmente le borse e il mercato del petrolio. Ora, chi vuole muoversi prima degli altri su quei post può pagare per farlo.
“I mercati si muovono già sui post di Truth Social”, ha dichiarato Kevin McGurn, amministratore delegato ad interim di TMTG, aggiungendo che l’azienda si aspetta che Truth API diventi una fonte di ricavi continuativa capace di creare valore per gli azionisti.
Un precedente che rompe con la prassi presidenziale
Tradizionalmente, i presidenti americani hanno disinvestito dalle aziende che potevano generare un conflitto di interessi durante il loro mandato, spesso affidando i propri beni a un trust gestito da terzi.
Non esiste però negli Stati Uniti un obbligo legale in tal senso per la carica presidenziale, a differenza di quanto previsto per altri funzionari federali: è una prassi, non una norma. E Trump l’ha rotta apertamente.
Ha mantenuto la propria quota in Trump Media, di cui la sua famiglia resta il principale azionista, oltre ad ampie partecipazioni in criptovalute e iniziative immobiliari.
Come abbiamo raccontato a proposito dell’acquisto di azioni Palantir seguito da un post promozionale sullo stesso titolo, non è la prima volta che gli interessi finanziari del presidente si intrecciano con la sua attività sui social.
Il risultato, nel 2025, è un reddito personale salito a oltre 2,2 miliardi di dollari, alimentato principalmente da iniziative legate alle criptovalute.
Un lancio che arriva mentre il titolo crolla
Il tempismo dell’annuncio merita un approfondimento. TMTG lancia Truth API mentre il prezzo delle proprie azioni è crollato negli ultimi mesi: il titolo ha chiuso poco sotto i 9,50 dollari per azione mercoledì, alla vigilia dell’annuncio, in calo di quasi l’85% rispetto a marzo 2024.
Non è possibile affermare con certezza che il nuovo prodotto nasca per compensare quel crollo ma la coincidenza temporale è difficile da ignorare per un’azienda che cerca nuove fonti di ricavo dopo mesi difficili in borsa.
Trump, un caso senza equivalenti
Altri social network offrono già servizi API che permettono alle aziende di estrarre dati dalle rispettive piattaforme. Quella di Truth non è quindi una novità tecnica di per sé.
Quello che rende Truth Social un caso a parte è che il suo utente più influente, con quasi 13 milioni di follower e principale strumento di comunicazione pubblica del presidente, è anche il suo proprietario.
Nessun’altra piattaforma ha, allo stesso tempo, il capo di Stato come maggiore azionista e come autore dei contenuti che ora verranno venduti in anticipo a chi specula sui mercati.
Fonte: Washington Post


