Nvidia vuole comprarsi Hugging Face. Secondo The Information, il produttore di chip avrebbe raggiunto un accordo da 12,9 miliardi di dollari, circa 11,1 miliardi di euro al cambio attuale. L’obiettivo è acquisire una delle piattaforme più utilizzate al mondo per pubblicare, scaricare e far girare modelli IA aperti.
Stando a Business Insider, però, la situazione è meno avanzata: l’accordo non sarebbe ancora firmato e le trattative potrebbero ancora saltare. Né Nvidia né Hugging Face hanno commentato pubblicamente.
Il GitHub dell’IA
Hugging Face è diventata una sorta di GitHub dell’intelligenza artificiale. Sulla piattaforma sviluppatori, università e aziende condividono infatti modelli, dataset e strumenti, mentre i clienti possono anche pagare per utilizzare la capacità di calcolo necessaria a eseguirli. Nvidia era già tra i suoi investitori.
Il nome, come ricorderete, è comparso di recente anche nelle cronache dell’intelligenza artificiale: durante un test, alcuni agenti di OpenAI sono riusciti a uscire dall’ambiente controllato e a raggiungere i sistemi proprio di Hugging Face.
Ne abbiamo già scritto e qui il precedente serve soprattutto a capire quanto la piattaforma sia diventata centrale nel settore.
Nvidia bifronte
La logica dell’operazione parte da un problema per Jensen Huang. OpenAI e gli altri grandi laboratori che hanno fatto la fortuna delle GPU di Nvidia, stanno cercando di ridurne la dipendenza, sviluppando chip propri o cercando alternative.
Nvidia ha quindi interesse a sostenere anche un secondo mercato, quello dei modelli aperti, dove migliaia di aziende e sviluppatori continueranno comunque ad avere bisogno di potenza di calcolo.
È la stessa strategia che abbiamo visto pochi giorni fa con Poolside. Nvidia pagherà 6 miliardi di dollari per la sua tecnologia e porterà oltre cento dipendenti a lavorare su Nemotron, la famiglia di modelli aperti con cui vuole recuperare terreno rispetto ai sistemi cinesi di DeepSeek e Moonshot.
Hugging Face aggiungerebbe allora un altro pezzo. Col risultato che Nvidia svilupperebbe i propri modelli aperti, finanzierebbe chi ne costruisce altri e controllerebbe anche una delle principali piattaforme attraverso cui questi modelli vengono distribuiti e utilizzati.
Clément Delangue, CEO di Hugging Face, ha inoltre avvertito che la Cina sta “chiaramente dominando” questo settore e nei giorni scorsi (coincidenza?) ha firmato proprio insieme a Jensen Huang una lettera che chiedeva a Washington di sostenere i modelli aperti invece di limitarli.
Dall’energia ai modelli
“È chiaro che Nvidia voglia essere integrata verticalmente lungo l’intera catena, dall’energia ai modelli fondazionali fino alle applicazioni”, ha osservato Siddy Jobe, gestore di Eonopolis Exponential Technologies.
La frase fotografa bene la direzione presa dall’azienda. Nvidia vende le GPU, finanzia chi costruisce i data center che le ospitano e investe nelle società che le utilizzano.
In Ohio ha messo 1,5 miliardi di dollari in SB Energy e garantito fino a 105 miliardi sul campus destinato a OpenAI. All’altro capo della catena ha investito nei giganti OpenAI e Anthropic, ma anche in laboratori più giovani come Thinking Machines di Mira Murati e Safe Superintelligence di Ilya Sutskever.
Come abbiamo raccontato a maggio, Nvidia ha già superato i 40 miliardi di dollari di impegni azionari dall’inizio del 2026, distribuendoli tra fornitori di componenti, data center e sviluppatori di modelli.
Hugging Face porta questa strategia ancora più a valle, verso il punto in cui modelli e sviluppatori si incontrano.
Hugging Face vale molto più dei ricavi
Il prezzo rende evidente quanto Nvidia attribuisca valore strategico a Hugging Face, che nel 2023 era stata valutata 4,5 miliardi di dollari. Alla fine dello scorso anno aveva persino rifiutato un investimento Nvidia da 500 milioni di dollari, che avrebbe portato la valutazione a 7 miliardi. La motivazione, all’epoca, era evitare che un singolo investitore potesse influenzarne le decisioni.
Oggi la società genererebbe circa 150 milioni di dollari l’anno, contro i 100 milioni di soltanto due mesi fa, ed è vicina alla redditività. Anche con questa crescita, 12,9 miliardi rappresentano un prezzo enorme rispetto alle dimensioni del suo business.
C’è però anche il cloud. Nvidia aveva ridimensionato DGX Cloud, il tentativo di vendere direttamente capacità di calcolo, mentre Hugging Face consente già ai propri clienti di affittarla. The Information sostiene che l’acquisizione permetterebbe a Nvidia di rientrare in quel mercato e di trovare acquirenti anche per quella capacità cloud rimasta inutilizzata negli accordi che ha garantito finanziariamente.
Huang continua a sostenere di voler “supportare tutti” senza scegliere i vincitori. Hugging Face rende questa strategia ancora più evidente: Nvidia può guadagnare se prevalgono OpenAI e Anthropic, se crescono i laboratori più giovani oppure se i modelli aperti conquistano una quota maggiore del mercato.
In tutti questi scenari, serve capacità di calcolo. Ed è precisamente il mercato che Nvidia vuole continuare ad alimentare.
Fonti: The Information, Business Insider, CNBC, TechCrunch


