Trump comprò azioni Apple e Nvidia il giorno prima di sospendere i dazi

by | 3 Lug 2026 | Business, Politica

Trumb balla su un palco
Riassunto IA
  • Trump ha effettuato 327 acquisti di azioni tech l’8 aprile 2025, un giorno prima di sospendere i dazi reciproci.
  • Gli acquisti su Apple, Nvidia, Alphabet, Amazon e Microsoft valgono fino a 12,8 milioni di dollari.
  • La dichiarazione patrimoniale 2025 rivela oltre 21.000 operazioni nell’anno, per un reddito totale di 2,24 miliardi di dollari.
Tempo di lettura: 4 minuti

L’8 aprile 2025, mentre Wall Street chiudeva la sua settimana peggiore dai tempi del Covid, i conti d’investimento di Donald Trump hanno effettuato 327 acquisti di azioni in un solo giorno. Poche ore dopo, il presidente ha annunciato la sospensione di gran parte dei dazi reciproci imposti una settimana prima, scatenando uno dei rally più forti nella storia recente dell’indice S&P 500. La sequenza emerge dalla dichiarazione patrimoniale 2025 di Trump, resa pubblica il 30 giugno scorso e analizzata da CNBC, NBC News e Bloomberg.

Il crollo dei mercati e la sospensione dei dazi

Il crollo era iniziato il 2 aprile, quando Trump aveva presentato dal Rose Garden il suo piano di dazi reciproci, battezzato “Liberation Day”. Nei quattro giorni successivi l’S&P 500 aveva perso oltre il 12%, scivolando sotto quota 5.000 punti e sfiorando la soglia tecnica del mercato ribassista, un calo del 20% dai massimi recenti.

Proprio in quelle ore di panico, secondo l’analisi di CNBC, i conti di Trump hanno concentrato gli acquisti sui titoli tecnologici più colpiti dal sell-off. Il giorno dopo, il 9 aprile, il presidente ha scritto su Truth Social che era “un ottimo momento per comprare”, per poi annunciare nel pomeriggio la sospensione per novanta giorni della gran parte dei nuovi dazi. L’S&P 500 è salito quel giorno di circa il 9,5%, una delle sedute migliori della sua storia, e da allora l’indice ha guadagnato complessivamente circa il 50%.

Cinque titoli, un solo giorno

Gli acquisti dell’8 aprile si sono concentrati su cinque delle aziende più grandi al mondo: Apple, Alphabet, Amazon, Microsoft e Nvidia, ciascuna per un valore compreso tra 100.001 e 250.000 dollari, secondo le fasce previste dalle norme sulla trasparenza patrimoniale dei funzionari pubblici. Sono tutti membri dei cosiddetti Magnificent Seven, il gruppo di colossi tecnologici che negli ultimi anni ha trainato i massimi storici di Wall Street, e tutti hanno beneficiato pienamente del rimbalzo successivo alla marcia indietro sui dazi.

Apple aveva perso il 5% l’8 aprile, la quarta seduta consecutiva in rosso. Il giorno dopo ha guadagnato oltre il 15%, la miglior seduta dal 1998. Nvidia, che l’8 aprile aveva ceduto poco più dell’1%, ha recuperato quasi il 19% nella seduta seguente, un balzo che le ha permesso di riguadagnare in un solo giorno quasi un quinto della propria capitalizzazione. Secondo un’analisi dell’organizzazione investigativa Sludge ripresa da The New Republic, il valore complessivo degli acquisti dell’8 aprile arriva fino a 12,8 milioni di dollari.

21mila operazioni in un anno

L’8 aprile è solo un tassello di un quadro molto più ampio. Secondo un’analisi di Bloomberg, nel suo primo anno da presidente Trump ha effettuato oltre 21.000 operazioni in titoli, per un valore compreso tra 600 milioni e 1,86 miliardi di dollari: le norme sulla trasparenza impongono di dichiarare gli importi per fasce, non in cifra esatta. La media è di 85 operazioni per ogni giornata di contrattazioni, ma il ritmo è tutt’altro che regolare: appena dieci giornate concentrano circa un quarto di tutte le operazioni dell’anno, quasi sempre coincidenti con momenti di forte volatilità innescati dalle sue stesse decisioni politiche.

Bloomberg segnala anche oltre 200 casi in cui Trump ha comprato un titolo su uno degli otto conti d’investimento a lui riconducibili lo stesso giorno in cui lo vendeva su un altro conto. La dichiarazione patrimoniale, un documento di 927 pagine secondo il conteggio di CNBC, riporta per il 2025 un reddito complessivo di 2,24 miliardi di dollari, tra cui centinaia di milioni legati a criptovalute e memecoin, oltre 290 milioni da campi da golf e club esclusivi e più di 86 milioni da risarcimenti legali.

Intel, Palantir e Micron: altri episodi simili

L’episodio dell’8 aprile si inserisce in una serie di acquisti dalla tempistica quantomeno curiosa, secondo la ricostruzione di The New Republic basata sulla stessa dichiarazione patrimoniale. Il 18 agosto Trump ha comprato tra 250.000 e 500.000 dollari di azioni Intel, quattro giorni prima di annunciare che il governo federale avrebbe acquisito una partecipazione da quasi 9 miliardi di dollari nella società: il titolo è salito del 6% dopo l’annuncio.

Il presidente ha anche comprato più volte azioni Palantir nel corso dell’anno, pubblicizzandole su Truth Social nei momenti in cui il titolo scendeva, mentre l’amministrazione ampliava i contratti federali con la società, in particolare quelli legati all’immigrazione. È una dinamica che ricorda da vicino quanto emerso nei giorni scorsi su Axon Enterprise, quando Trump aveva investito fino a 5 milioni di dollari nel produttore di Taser due settimane prima che l’ICE pubblicasse un bando da 220 milioni di dollari cucito sulle specifiche dei suoi prodotti.

Anche Micron Technology segue uno schema simile: a marzo Trump ha comprato tra 215.000 e 550.000 dollari di azioni della società, poco prima che l’amministrazione lanciasse i Trump Accounts, i conti di risparmio per i minori. A fine giugno Micron ha promesso una donazione da 250 milioni di dollari a quei conti, il titolo è salito e Trump ha ringraziato pubblicamente l’azienda su Truth Social. Un episodio simile si era già visto a dicembre con Dell, che aveva impegnato 6,2 miliardi di dollari per i Trump Accounts poco prima che il presidente acquistasse almeno un milione di dollari in azioni della società.

La versione della Casa Bianca

Interpellata da CNBC sulla tempistica degli acquisti dell’8 aprile 2025, la Casa Bianca ha risposto in termini generali sul patrimonio del presidente. “Come ha detto il presidente Trump, ha molti asset perché era un uomo d’affari di grande successo prima di diventare presidente, ed è anche per questo che è stato eletto”, ha dichiarato la portavoce Anna Kelly, aggiungendo che “tutti gli asset del presidente sono gestiti in conti pienamente discrezionali da istituzioni finanziarie terze e indipendenti” e che “non esistono conflitti di interesse”.

Lo stesso Trump, interpellato dai giornalisti, ha detto di non occuparsi personalmente delle proprie operazioni finanziarie: “Non mi occupo dei miei affari personali, abbiamo dei fondi che gestiscono i miei soldi”. Eric Trump, figlio del presidente e vicepresidente esecutivo della Trump Organization, ha parlato in passato di un “trust cieco”; la società ha inoltre precisato che le operazioni vengono eseguite tramite portafogli automatizzati basati su modelli algoritmici e strategie di indicizzazione diretta, senza alcun coinvolgimento diretto del presidente, della sua famiglia o della sua azienda.

Una trasparenza arrivata con un anno di ritardo

Per legge, i funzionari dell’esecutivo statunitense devono dichiarare pubblicamente le operazioni su titoli superiori a 1.000 dollari entro 45 giorni. Gli acquisti dell’8 aprile 2025 sono stati resi noti solo a fine giugno 2026, con oltre quattordici mesi di ritardo rispetto alla scadenza di legge, insieme a migliaia di altre operazioni compiute nel corso dell’anno e mai dichiarate prima d’ora.

Il ritardo alimenta un dibattito già acceso sui social media. Su Reddit, nella sezione WallStreetBets, alcuni utenti hanno rivendicato di aver comprato titoli tecnologici seguendo l’indicazione di Trump sul “grande momento per comprare”, mentre altri hanno definito l’episodio una forma di manipolazione del mercato. “Riuscite a immaginare l’insider trading?”, ha scritto un utente. “Se sei dentro alla Casa Bianca e non ne esci miliardario, sei letteralmente la persona più stupida del pianeta”.

Fonte: CNBC

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