La Federal Communications Commission (FCC) è un’agenzia indipendente del governo statunitense, nata nel 1934 per regolare le comunicazioni via radio, televisione, satellite e internet. Sebbene il suo ruolo sia tecnico e regolatorio, negli anni è divenuta un’istituzione strategica per il controllo dell’informazione e della tecnologia.
Nel contesto attuale, dove l’accesso al digitale influenza politica, economia e società, la guida della FCC rappresenta un punto nevralgico per orientare le politiche legate ai media e alla tecnologia.
Non sorprende, dunque, che il presidente eletto Donald Trump abbia scelto Brendan Carr, un convinto sostenitore della sua visione politica, come prossimo presidente della FCC.
Una scelta in linea con l’agenda Trump
Brendan Carr, avvocato e veterano della FCC, è il principale esponente repubblicano dell’agenzia e una figura chiave per il movimento conservatore.
Coautore del documento politico Project 2025, Carr ha delineato piani per smantellare regolamenti considerati eccessivi, promuovendo un approccio più orientato al mercato.
Trump, che nel suo primo mandato ha spesso criticato i limiti di un’agenzia “troppo indipendente”, vede in Carr l’opportunità di utilizzare la FCC come strumento per realizzare la sua agenda, dal contrasto alla presunta “censura” dei Big Tech fino alla revisione delle regole sui media locali.
La sfida di Carr a Big Tech.. e a TikTok
Carr ha dichiarato guerra a quello che definisce il “cartello della censura”, riferendosi alle grandi piattaforme come Google, Facebook e TikTok, accusate di limitare la libertà di espressione con politiche di moderazione dei contenuti.
Ha proposto di ridurre le protezioni legali che queste aziende godono e di farle contribuire finanziariamente ai programmi di connettività federale, attualmente sostenuti dalle compagnie di telecomunicazione.
Inoltre, sostiene il divieto di TikTok negli Stati Uniti per motivi di sicurezza nazionale, in linea con le preoccupazioni repubblicane sul controllo cinese dei dati personali.
Elon Musk è la banda larga satellitare
La comunicazione satellitare rappresenta una delle sfide tecnologiche più importanti per la FCC.
Carr ha lodato SpaceX per il suo contributo allo sviluppo economico e tecnologico, criticando la decisione della FCC di annullare i finanziamenti federali precedentemente destinati a Starlink.
Inoltre, ha attaccato il piano da 42,5 miliardi di dollari dell’amministrazione Biden per l’espansione della banda larga, accusandolo di privilegiare la fibra ottica rispetto alle soluzioni satellitari.
Tuttavia, le sue decisioni potrebbero influenzare anche i rivali di SpaceX, come Amazon con il progetto Kuiper, aprendo una competizione tra giganti tecnologici per il dominio nello spazio.
Deregolamentazione per i media locali
Carr considera superate le regole che limitano la proprietà dei media locali, favorendo un mercato più competitivo in un’era dominata dalle piattaforme digitali.
Questa visione potrebbe aprire la strada a una maggiore concentrazione nel settore radiotelevisivo, permettendo a gruppi come Nexstar Media di acquisire più stazioni e rafforzare la propria presenza per contrastare lo strapotere delle Big Tech.
Tuttavia, questa strategia non è priva di rischi, poiché potrebbe ridurre il pluralismo dell’informazione a livello locale.
La nomina di Carr arriva in un momento in cui la FCC si trova in bilico politico. Con l’uscita dell’attuale presidente, Jessica Rosenworcel, la commissione passerà a un equilibrio 2-2 tra democratici e repubblicani, rendendo ancora più cruciale il suo ruolo.
La sua posizione gli garantisce un mandato che si estende oltre l’amministrazione Trump, offrendo una certa indipendenza per attuare la sua agenda.
Tuttavia, il suo approccio diretto e spesso polemico potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, soprattutto in un clima politico e legale altamente polarizzato.


