Viviamo in un mondo sempre più dominato da abbonamenti mensili, dai servizi di streaming come Spotify e Netflix, ai cloud storage di Apple e Google. Le somme, prese singolarmente, sono (quasi sempre) accettabili. Sommate, in molti casi possono avvicinarsi all’importo di una rata di un prestito.
Ora, un nuovo attore si aggiunge a questo scenario già affollato: l’intelligenza artificiale. Ma ci sarà ancora spazio per un’altra spesa mensile, o questa sarà la goccia che farà traboccare il vaso in un periodo di crisi globale?
Amazon sta per scoprirlo. Il colosso dell’e-commerce ha in programma di lanciare a ottobre una versione potenziata di Alexa, il suo assistente vocale, arricchita con funzioni di intelligenza artificiale. Ma questa volta, secondo il The Washington Post, ci sarà un prezzo da pagare: fino a 10 dollari al mese.
Tra le novità previste ci sono suggerimenti di ricette basati sulle restrizioni dietetiche della famiglia e riepiloghi di notizie generate dall’intelligenza artificiale. Tuttavia, sarà ancora possibile utilizzare la versione attuale di Alexa senza alcun costo aggiuntivo.
L’idea di un abbonamento per un assistente digitale rappresenta una svolta significativa. Da quando è stato lanciato 10 anni fa, Alexa è sempre stato gratuito, diventando parte integrante delle abitudini di milioni di persone, che lo utilizzano principalmente per compiti semplici come ascoltare musica o controllare il meteo. Tuttavia, il vero potenziale di questi assistenti, come il controllo degli apparecchi domestici o lo shopping vocale, è rimasto in gran parte inesplorato.
Nonostante le ambizioni iniziali di trasformare Alexa, Siri e Google Assistant in strumenti rivoluzionari, capaci di cambiare radicalmente il nostro modo di interagire con la tecnologia, questi assistenti non hanno mantenuto le promesse. Spesso, l’esperienza di utilizzo si è rivelata frustrante, con assistenti digitali meno intelligenti di quanto si sperasse.
Ma il panorama sta cambiando rapidamente. L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo centrale, con aziende come OpenAI che offrono ChatGPT, un chatbot AI gratuito ma con un’opzione di abbonamento a 20 dollari al mese per funzionalità avanzate. Nonostante la crisi economica globale, milioni di persone stanno già pagando per questi servizi, dimostrando che la domanda per l’intelligenza artificiale è in crescita.
Amazon non è l’unica azienda a esplorare questa strada. Google, ad esempio, include funzioni avanzate di intelligenza artificiale nel suo abbonamento da 19,99 dollari al mese, e ci sono speculazioni che Apple e Samsung potrebbero seguire lo stesso percorso.
Quanto alla casa della mela morsicata, la situazione andrà al più presto chiarita, perché al momento, in assenza di ulteriori informazioni, pare paradossale. Apple Intelligence, stando a quanto abbiamo riportato in questa news, potrebbe costare fino a 20 dollari al mese. Ma nella sua fase iniziale sarà potenziata da ChatGPT, per il quale molti già pagano un abbonamento. Cosa accadrà dunque agli utenti già paganti di OpenAI? Si troveranno forse a pagare due volte per lo stesso servizio?
Tuttavia, la domanda che rimane è: fino a che punto saremo disposti a pagare? Anzi, visto il periodo di incertezza economica mondiale, dove ogni spesa viene valutata con attenzione, forse la domanda più corretta da porsi è fino a che punto potremo a pagare. L’intelligenza artificiale rappresenta senza dubbio il futuro ma questo futuro è realmente sostenibile per tutti?
La risposta, come sempre, sarà nelle mani dei consumatori.


