È notizia di queste ore. Dopo il vertice con Xi Jinping, il presidente americano ha accusato Taiwan di aver “rubato” l’industria dei chip. Ma una Taiwan meno sicura sarebbe un problema enorme proprio per l’intelligenza artificiale americana.
Ne parliamo nel nuovo editoriale pubblicato su Substack, in cui analizziamo il cambio di tono di Donald Trump su Taiwan: non più soltanto un alleato strategico da sostenere contro la pressione cinese, ma un Paese accusato di essersi approfittato degli Stati Uniti e di aver sottratto all’America l’industria dei semiconduttori.
È una narrazione politicamente pesante, soprattutto perché arriva dopo l’incontro con Xi Jinping e mentre resta in sospeso un pacchetto di armi da circa 14 miliardi di dollari per Taipei.
Il paradosso è che Taiwan, con TSMC, resta uno dei pilastri della filiera dei chip più avanzati: indebolirne la sicurezza significherebbe aumentare il rischio proprio per Nvidia, per i grandi cloud e per l’intero business dell’intelligenza artificiale americana.


