Nvidia si allinea a Trump e annuncia stabilimenti per $500 miliardi negli USA

by | 15 Apr 2025 | Politica, Business

Tempo di lettura: 2 minuti

Nvidia ha reso pubblico ieri che inizierà a produrre supercomputer per l’intelligenza artificiale interamente negli Stati Uniti, in collaborazione con i giganti della manifattura elettronica Foxconn, TSMC e Wistron.

L’annuncio, arrivato a un solo giorno di distanza dalla dichiarazione della Casa Bianca sull’introduzione di nuovi dazi su chip e semiconduttori importati, rappresenta un passo importante nel piano dell’amministrazione Trump per riportare la produzione tecnologica sul suolo americano.

Il colosso californiano ha affermato di voler costruire un’infrastruttura IA dal valore massimo stimato di 500 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni.

Si tratta di una cifra imponente, che segue l’esempio di Apple, la quale a febbraio ha promesso investimenti della stessa entità per lo sviluppo di strutture produttive negli Stati Uniti, compresa una fabbrica in Texas destinata ai server IA.

Chip Blackwell e supercomputer: la mappa della nuova industria

Nvidia ha già iniziato la produzione dei suoi nuovi chip Blackwell presso la fabbrica di TSMC a Phoenix, in Arizona.

In parallelo, ha attivato due progetti di impianti per la produzione e il test di supercomputer destinati esclusivamente all’intelligenza artificiale: uno a Houston, in collaborazione con Foxconn, e uno a Dallas, insieme a Wistron. Le due strutture dovrebbero entrare a pieno regime tra 12 e 15 mesi.

Nel complesso, Nvidia ha commissionato oltre 90mila metri quadri di spazio produttivo negli Stati Uniti. È la prima volta che supercomputer progettati esclusivamente per l’elaborazione IA verranno prodotti integralmente in America.

La decisione di Nvidia arriva mentre l’amministrazione Trump prepara nuovi dazi sui semiconduttori, parte di un’ondata di misure commerciali che ha già escluso temporaneamente smartphone e altri dispositivi elettronici.

«Il motivo per cui l’hanno fatto è per via delle elezioni del 5 novembre, e per via di quella cosa chiamata dazi», ha dichiarato Trump stesso, commentando l’annuncio dell’azienda durante un briefing alla Casa Bianca.

Il CEO Jensen Huang ha invece spiegato che produrre chip e supercomputer per l’IA negli Stati Uniti aiuterà Nvidia a soddisfare la crescente domanda, rafforzare la supply chain e aumentare la resilienza dell’intero ecosistema industriale.

L’azienda prevede che questa strategia porterà alla creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro nei prossimi decenni.

Nvidia e la nuova geopolitica del silicio

Nvidia, che attualmente produce la maggior parte dei suoi processori a Taiwan, si unisce così al fronte delle big tech americane pronte a riallocare parte della produzione sul territorio nazionale.

Si tratta di un riallineamento industriale che risponde a logiche economiche ma soprattutto geopolitiche, in un momento in cui la catena del valore dei semiconduttori si intreccia sempre più con le dinamiche della sicurezza nazionale e della competizione con la Cina.

«Aggiungere la produzione americana ci aiuta a soddisfare meglio l’incredibile e crescente domanda per i chip IA e i supercomputer, rafforza la nostra catena di approvvigionamento e aumenta la nostra resilienza», ha dichiarato Huang, sottolineando che si tratta di un cambiamento strutturale, destinato a durare ben oltre le congiunture tariffarie.

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