Vi ricordate di quando lo scorso 5 giugno lo Starliner di Boeing, in un’attesa missione di prova, riuscì finalmente a portare due astronauti della NASA verso la Stazione Spaziale Internazionale?
Ricordate anche che in quell’occasione emersero perdite di elio dal modulo di servizio dello Starliner? E che alla luce di quanto accaduto, NASA annunciò un rinvio del ritorno sulla Terra della navicella Starliner a data da destinarsi?
Inizialmente previsto per il 26 giugno, il rientro venne dunque posticipato a una data non specificata di luglio. Poi il tutto è caduto nel dimenticatoio e abbiamo smesso di interrogarci sulla permanenza di Suni Williams e Butch Wilmore nello spazio.
A riportare la questione alla nostra attenzione pensa però il New York Times, secondo cui NASA sta valutando l’ipotesi di riportare a Terra gli astronauti utilizzando invece la navicella Crew Dragon di SpaceX. “Potremmo seguire entrambe le strade”, ha affermato Ken Bowersox, amministratore associato della NASA per la missione delle operazioni spaziali, durante una conferenza stampa di mercoledì scorso. “E persone ragionevoli potrebbero scegliere l’una o l’altra”.
Secondo il piano di emergenza, la prossima missione Crew Dragon di SpaceX decollerà con soli due astronauti invece di quattro. Williams e Wilmore attenderanno che gli astronauti di Elon Musk concludano la loro missione semestrale, per poi fare rientro a Terra circa a febbraio 2025 a bordo della Crew Dragon.
“Nelle ultime settimane, abbiamo deciso di assicurarci di avere questa capacità a disposizione, dato che la nostra comunità, direi, era sempre più a disagio”, ha spiegato Steve Stich, il responsabile del programma equipaggio commerciale della NASA.
Al di là dello schiaffo morale subito da Boeing, che di SpaceX vorrebbe essere un concorrente e che potrebbe vedere il rivale Elon Musk intervenire in suo soccorso, per i due astronauti si sta concretizzando uno scenario da incubo. La missione originaria doveva infatti durare otto giorni.
@cspanofficial Sen. Josh Hawley on Tuesday tore into Boeing CEO Dave Calhoun over the company’s safety record and called on him to resign. “You’re not focuses on safety, you’re not focused on quality, you’re not focused on transparency,” the Missouri senator said. “I think, actually, you’re focused on exactly what you were hired to do, which is that you’re cutting corners. You are eliminating safety procedures. You are sticking it to your employees. You are cutting back jobs because you’re trying to squeeze every piece of profit you can out of this company.” Sen. Hawley accused Mr. Calhoun of “strip-mining” the company and noted he was set to receive nearly $33 million in compensation this year. “You got a huge raise, a huge increase, so it’s working out great for you,” he said. “For the American people, they’re in danger. For your workers, they’re in peril. For your whistleblowers, they literally fear for their lives. But you’re getting compensated like never before. Don’t you think maybe your priorities are misplaced here?” Asked why he had not yet resigned, Mr. Calhoun replied he was “sticking this through.” “I’m proud of having taken the job. I’m proud of our safety record. And I am very proud of our Boeing people,” he said. Mr. Calhoun, who previously served as the company’s chairman, was named CEO in January 2020 after his predecessor, Dennis Muilenburg, was fired after the two fatal crashes involving the company’s 737 Max planes. #senate #joshhawley #boeing #boeing737 #cspan ♬ original sound – C-SPAN
Questo scenario aggiunge ulteriore imbarazzo per Boeing, colosso aerospaziale con miliardi di dollari di contratti con il governo federale e costruttore di aerei commerciali che volano in tutto il mondo. Oltre ai problemi del suo settore dedicato all’aviazione civile, Boeing ha annunciato il primo di agosto di aver accantonato 125 milioni di dollari di costi imprevisti per il programma Starliner, a cui si aggiungono 1,5 miliardi di dollari di precedenti accantonamenti.
Sebbene Boeing rimanga fiduciosa nelle capacità della Starliner, NASA dovrà prendere una decisione definitiva entro la metà di questo mese. Nel frattempo, ci si augura che Boeing venga a capo dei problemi ai propulsori dello Starliner, le cui cause a oggi rimangono ancora in fase di studio.


