Boeing Starliner finalmente in orbita, ma emergono perdite di elio

by | 6 Giu 2024 | Aerospace

Tempo di lettura: 3 minuti

Dopo anni di ritardi, la navicella spaziale Starliner di Boeing è finalmente partita in orbita dalla Florida ieri, portando due astronauti veterani della NASA in una tanto attesa missione di prova verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

La capsula dello Starliner è decollata su un razzo Atlas V della United Launch Alliance. Quindici minuti dopo, lo stadio superiore Centaur dell’Atlas V ha rilasciato la capsula, pronta per raggiungere la stazione spaziale dopo un viaggio di quasi 26 ore. L’attracco è previsto per oggi, dopodiché gli astronauti Butch Wilmore e Suni Williams trascorreranno almeno una settimana in orbita prima di tornare sulla Terra.

Subito dopo il lancio, l’amministratore di NASA, Bill Nelson, ha sottolineato l’importanza della missione, affermando che Wilmore e Williams “testeranno ogni singolo aspetto” per garantire che lo Starliner sia pronto per le missioni operative di rotazione dell’equipaggio di sei mesi verso la ISS.

Questo lancio segna un momento storico per NASA, che ora dispone di due navicelle commerciali indipendenti per il trasporto di astronauti in orbita terrestre bassa. Ma lo è anche per Boeing, che per la prima volta lancia astronauti a bordo dello Starliner.

Ma un po’ come sta accadendo coi mille problemi legati al suo aereo di linea, il 737, lo Starliner ha una storia travagliata. E questo lancio non è stato privo di sbavature. Nel 2014 NASA ha assegnato a Boeing un contratto da 4,2 miliardi di dollari per completare lo sviluppo della navicella Starliner, con l’obiettivo di far volare astronauti a partire dal 2017.

Tuttavia, vari problemi tecnici, tra cui una grave perdita di carburante durante i test a terra e un volo di prova senza equipaggio abortito nel 2019, hanno causato ritardi significativi. Un altro volo di prova nel 2022 ha finalmente raggiunto tutti i principali obiettivi della Boeing, preparando il terreno per il volo di prova con equipaggio. L’anno scorso, però sono emersi ulteriori problemi quando si è scoperto che Boeing aveva utilizzato erroneamente del nastro infiammabile intorno ai fasci di cavi all’interno della navicella, portando a un ulteriore rinvio.

Gli ingegneri hanno anche dovuto riprogettare un componente del sistema di paracadute della capsula, facendo slittare il volo di prova con equipaggio al 2024. Questi ritardi sono costati a Boeing quasi 1,5 miliardi di dollari e lo smacco di vedere la navicella Crew Dragon di SpaceX volare con astronauti già nel 2020. Oggi l’alternativa di Elon Musk ha all’attivo 13 missioni con equipaggio per NASA e clienti privati.

A posto così? Niente affatto. Due precedenti tentativi di lanciare il volo di prova con equipaggio dello Starliner sono stati annullati nelle ultime settimane a causa di una valvola difettosa sul razzo Atlas V e di un problema di alimentazione a un computer di terra. Tra questi tentativi, è stata scoperta una piccola ma persistente perdita di elio dal modulo di servizio dello Starliner. L’elio, utilizzato per spingere i propellenti ai propulsori di manovra, è un gas inerte e non tossico, e i responsabili hanno determinato che la perdita non rappresentava un rischio inaccettabile per la missione.

Ieri il lancio è stato finalmente un successo. Solo all’inizio, però poiché mentre l’equipaggio si preparava per il turno di sonno prima dell’attracco, sono state rilevate sulla capsula due nuove perdite di elio. Lo Starliner ha quattro moduli di propulsione con linee per il carburante idrazina, l’ossidante tetrossido di azoto e appunto l’elio pressurizzato. Due collettori di elio alimentano ciascun modulo e sebbene le nuove perdite siano state descritte come “piccole”, non erano emerse durante i test a terra.

Gli ingegneri hanno determinato che la navicella potrebbe gestire fino a quattro altre perdite di elio, anche se la perdita esistente peggiorasse. Grazie a queste “rassicurazioni” il team di Boeing è ottimista riguardo al completamento della missione.

E se così sarà, avrà finalmente centrato l’obiettivo di stabilire lo Starliner come un sistema funzionante e operativo.

 

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