I gemelli Winklevoss scommettono su Trump e sulle criptovalute

da | 7 Set 2025 | Politica

I gemelli Winklevoss in una foto di Evan Agostini / AP

Per molti, Cameron e Tyler Winklevoss resteranno per sempre i due studenti di Harvard che nel 2004 accusarono Mark Zuckerberg di aver rubato la loro idea, trasformandola in Facebook.

La vicenda fu talmente clamorosa da diventare parte della cultura popolare, fino ad approdare al cinema con il film The Social Network nel 2010. Alla fine la disputa si chiuse con un accordo extragiudiziale da 65 milioni di dollari: una cifra che all’epoca fece scalpore ma che oggi, confrontata con il valore di Meta, appare come briciole.

Eppure i gemelli Winklevoss non si sono fermati a quel primo controverso successo. Dopo aver investito nel venture capital, hanno fondato Gemini, una delle piattaforme di criptovalute più note al mondo, che ha già presentato richiesta di quotazione al NASDAQ.

Da lì il passo verso la politica è stato breve e oggi i fratelli sono diventati tra i megadonatori più influenti del Partito Repubblicano, pronti a spostare milioni di dollari per sostenere Donald Trump e il suo progetto di fare degli Stati Uniti la capitale mondiale delle criptovalute.

L’ingresso nel club dei megadonatori repubblicani

I Winklevoss hanno cominciato a sostenere i Repubblicani nel 2017 ma è quest’anno che le loro donazioni hanno assunto proporzioni gigantesche.

Secondo fonti interne al partito, i due hanno già versato oltre 32 milioni di dollari. La parte più consistente, 21 milioni, è confluita nel Digital Freedom Fund, un super PAC appena lanciato per sostenere candidati pro-Trump e pro-cripto alle prossime elezioni di midterm.

Non è l’unico canale: i gemelli hanno distribuito fondi a pioggia, assegnando 2,6 milioni al Congressional Leadership Fund e al National Republican Congressional Committee, 1 milione al super PAC MAGA Inc., più di 1,6 milioni al National Republican Senatorial Committee e al Senate Leadership Fund, e oltre 800.000 al Republican National Committee.

Non manca un elemento curioso: più di 330.000 dollari sono finiti a Robert F. Kennedy Jr., oggi uno dei politici più discussi negli Stati Uniti, noto per le sue posizioni contro i vaccini e causa dell’abolizione in Florida delle vaccinazioni obbligatorie.

Trump, le criptovalute e la nuova élite politica

“Penso che sia davvero importante per il Partito Repubblicano mantenere il controllo del Congresso, se vogliamo introdurre e realizzare la visione del presidente Trump di fare dell’America la capitale mondiale delle criptovalute”, ha dichiarato Tyler Winklevoss.

Un’affermazione che mette nero su bianco il nuovo legame tra la politica di Washington e i miliardi provenienti dall’universo cripto. Il fronte avverso è incarnato dai Democratici più critici nei confronti delle criptovalute, come la senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren, che spinge per regolamentazioni severe.

Ma secondo Winklevoss, proprio queste mosse hanno “spinto milioni di detentori di criptovalute a votare contro i Democratici e per il presidente Trump”. “Vedo lo scorso novembre come una sorta di linea di partenza”, ha aggiunto. “Ci sono affari rimasti in sospeso”.

Il rapporto con Trump, del resto, è diventato sempre più stretto. A luglio i fratelli hanno partecipato alla cerimonia alla Casa Bianca per la firma della legge che regola le stablecoin, una categoria di criptovalute.

In quell’occasione il presidente li ha presentati al pubblico col suo consueto stile diretto: “Sono due ragazzi intelligenti e belli. Hanno tutto il pacchetto. Hanno il look, il genio e un sacco di soldi”.

Una nota di colore che dice molto del modo in cui Trump ama circondarsi di figure mediaticamente riconoscibili, trasformando la politica in uno show.

Il futuro dei Winklevoss

Il peso crescente dei Winklevoss a Washington non si misura solo in denaro. I senatori repubblicani li consultano per comprendere le dinamiche del mercato cripto, mentre all’interno della Casa Bianca i gemelli hanno spinto per bloccare la nomina di Brian Quintenz alla guida della Commodity Futures Trading Commission, accusandolo di conflitto di interessi per i legami con la società di mercati predittivi Kalshi. Una mossa che conferma come il loro ruolo vada ben oltre la raccolta fondi.

Il quadro che emerge è quello di un’alleanza sempre più strutturata tra il movimento MAGA e l’élite tecnologica americana. Oltre ai Winklevoss, altri nomi come Elon Musk, Peter Thiel e David Sacks stanno diventando protagonisti di un asse che fonde politica conservatrice e big tech.

“Questa alleanza tra MAGA e tech… questo è il futuro e i Winklevoss ne fanno pienamente parte”, ha commentato Omeed Malik, investitore vicino a Donald Trump Jr.

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Per il Partito Repubblicano si apre quindi una nuova stagione: quella in cui il denaro che alimenta le campagne elettorali non arriva più solo dai tradizionali donatori dell’industria petrolifera o della finanza, ma da miliardari nati all’ombra delle start-up digitali e cresciuti nel boom delle criptovalute.

Una trasformazione che promette di cambiare l’identità del partito Repubblicano e, di riflesso, la politica americana.

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