Big Tech a cena da Trump: Zuckerberg, Gates e Altman lo riempiono di elogi

by | 5 Set 2025 | Politica

Foto: Reuters
Tempo di lettura: 3 minuti

Ieri sera la Casa Bianca si è trasformata in un palcoscenico alleanze strategiche tra il presidente Donald Trump e l’élite della Big Tech.

Un incontro che ha riunito a tavola figure come Mark Zuckerberg, Bill Gates e Sam Altman, tutti pronti a ringraziare e lodare il presidente per il suo approccio favorevole al business e per aver creato un clima favorevole agli investimenti. L’unico grande assente è stato Elon Musk, che pure aveva ricevuto l’invito.

A ben guardare, la cena non è una sorpresa. Molti dei CEO presenti avevano già sostenuto Trump all’inizio del suo nuovo mandato, donando al fondo per l’inaugurazione e confermando così una vicinanza che oggi si traduce in promesse di investimenti senza precedenti.

Per il presidente, che ha più volte sottolineato la necessità di mantenere la leadership tecnologica degli Stati Uniti, la serata è stata l’occasione perfetta per cementare un rapporto con le aziende che più di altre influenzeranno il futuro dell’intelligenza artificiale e della manifattura avanzata americana.

Zuckerberg tra impegni miliardari e momenti di imbarazzo

Seduto accanto a Trump, Mark Zuckerberg ha colto l’occasione per annunciare un impegno imponente: almeno 600 miliardi di dollari entro il 2028, destinati a data center e infrastrutture capaci di alimentare la prossima ondata di innovazione.

“Tutti noi stiamo facendo enormi investimenti negli Stati Uniti”, ha dichiarato il fondatore di Meta, “per costruire data center e infrastrutture per alimentare la prossima ondata di innovazione”.

Ma non è mancato un momento di imbarazzo. Un giornalista ha chiesto a Zuckerberg un commento sulla libertà di espressione online nel Regno Unito, e il CEO di Meta è apparso visibilmente a disagio. Trump ha colto la palla al balzo con una battuta: “Questo è l’inizio della tua carriera politica”, ha scherzato tra le risate dei presenti.

“Non pensava di ricevere quella domanda! Mi sta guardando e dicendo ‘come diavolo… come ho fatto a ricevere quella domanda?’”. Un siparietto che ha stemperato la tensione ma ha anche rivelato quanto il tema della moderazione online resti sensibile per Zuckerberg.

Il fondatore di Meta è stato poi colto in un fuori onda, mentre i giornalisti lasciavano la sala, mormorando a Trump: “Scusa, non ero pronto…”. Una frase che, nel suo candore, mostra quanto il leader di una delle più grandi aziende al mondo possa essere spiazzato dalle questioni politiche.

 

Gates e Altman ringraziano Trump

Non solo Zuckerberg. Accanto alla first lady Melania Trump sedeva Bill Gates, che ha voluto ringraziare il presidente “per aver creato le condizioni affinché potessimo realizzare un grande investimento negli Stati Uniti e avere qui alcune produzioni manifatturiere avanzate di rilievo”.

Per il cofondatore di Microsoft, la politica di Trump ha creato un contesto favorevole per riportare parte della produzione tecnologica sul suolo americano, una mossa che si inserisce nella strategia di rafforzare la filiera interna.

Sam Altman, CEO di OpenAI, non è stato da meno. “Grazie per essere un presidente così favorevole agli affari e all’innovazione”, ha dichiarato, aggiungendo: “È un cambiamento molto rinfrescante… Penso che ci preparerà a un lungo periodo di leadership mondiale, e questo non accadrebbe senza la sua guida”.

Parole che segnano un sostegno esplicito e convinto al presidente, e che confermano l’allineamento di OpenAI con la visione economica della nuova amministrazione.

Se tutti i grandi nomi erano presenti, l’assenza più rumorosa è stata quella di Elon Musk. L’imprenditore ha spiegato su X di essere stato invitato ma di non aver potuto partecipare. La Casa Bianca ha confermato che la sua azienda aveva ricevuto l’invito e che un rappresentante sarebbe stato presente all’evento.

Una precisazione che serve a evitare di leggere l’assenza come una rottura definitiva, dopo i rapporti complessi tra Musk e Trump, passati dall’intesa al conflitto per poi tornare a intrecciarsi su interessi comuni.

Un segnale alla politica e al mercato

La cena alla Casa Bianca non è stata soltanto un evento mondano. È stata un segnale chiaro: i giganti della Silicon Valley sono pronti a collaborare con l’amministrazione Trump, garantendo investimenti miliardari e supporto politico in cambio di un approccio meno invasivo nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale.

Per un presidente che ha fatto della crescita economica e della leadership tecnologica un cavallo di battaglia, l’alleanza con Meta, Microsoft e OpenAI rappresenta un tassello strategico.

In un momento in cui l’FTC, sotto la guida di Andrew Ferguson, non ha nascosto il proprio atteggiamento critico verso la Big Tech, il sostegno diretto al presidente offre agli executive della Silicon Valley un contrappeso politico di peso.

E la Casa Bianca, dal canto suo, incassa un endorsement che va oltre le dichiarazioni di circostanza: Zuckerberg, Gates e Altman hanno messo sul tavolo promesse di spesa e produzione che ridisegneranno il panorama tecnologico statunitense per i prossimi anni.

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