L’ex capo di NASA Mette in dubbio Artemis: “troppo complicato e costoso”

by | 19 Gen 2024 | Aerospace

Tempo di lettura: 2 minuti

In una recente dichiarazione sorprendentemente critica, Michael Griffin, ex amministratore di NASA durante l’amministrazione Bush, ha espresso serie riserve riguardo l’attuale progetto della NASA di riportare gli astronauti sulla Luna. Presentando il suo punto di vista ai membri del Congresso americano, Griffin ha evidenziato la sua preoccupazione sul fatto che il programma lunare, noto come Artemis, sia troppo intricato, dispendioso e poco realistico.

Queste osservazioni di Griffin emergono in un momento significativo, poiché segnano un netto contrasto con l’entusiasmo generale che circonda il previsto ritorno degli Stati Uniti sulla Luna, a più di cinquant’anni dall’ultima missione Apollo. Questo sentimento critico trova radici anche nei recenti problemi di sovraccosti (il lancio del SLS potrebbe costare fino a 4,1 miliardi di dollari, più del doppio dei già stratosferici 2 miliardi di dollari pianificati) e ritardi che hanno caratterizzato il budget della NASA.

In un’audizione davanti alla Sottocommissione per lo Spazio e l’Aeronautica della Camera, Griffin ha dettagliato la sua opinione: “In sintesi, ritengo che il Programma Artemis sia eccessivamente complesso, con una stima di costi non realistica, metta a rischio la sicurezza degli astronauti, presenti un elevato rischio di fallimento della missione e abbia scarse probabilità di essere completato nei tempi previsti, anche nel migliore dei casi” Griffin ha anche lanciato un avvertimento: la Cina potrebbe sorpassare gli Stati Uniti nella corsa verso la Luna.

Secondo Griffin, la soluzione sarebbe un completo rilancio del programma lunare della NASA, questa volta senza l’apporto dei partner commerciali. All’epoca della missione Apollo, infatti, NASA era proprietaria di tutti i veicoli spaziali coinvolti, mentre ora si appoggia interamente ai privati. Tuttavia, la sua proposta manca di dettagli concreti e potrebbe non essere sufficiente a convincere i legislatori.

Nel suo piano alternativo, Griffin suggerisce che il Sistema di Lancio Spaziale (SLS) della NASA trasporti un equipaggio di quattro persone all’interno di una capsula Orion sulla Luna, dove dovrebbero rimanere per sette giorni terrestri. A suo dire, questo potrebbe avvenire entro il 2029. Il piano attuale di NASA per Artemis III prevede invece una missione molto più complessa, con una navicella Starship di SpaceX che si dovrebbe incontrare con Orion in orbita lunare, per portare l’equipaggio a destinazione.

Nonostante il piano di Griffin sembri più semplice, Ars Technica fa notare che dal suo discorso è stata omessa la sfida rappresentata dallo sviluppo di un lander lunare, che attualmente non è stato né progettato né costruito. Anche la realizzazione della versione potenziata del SLS, necessaria per il lancio dell’equipaggio, sembra essere ancora lontana, dati i ritmi attuali della NASA.

È anche Importante considerare che Griffin si è opposto in passato ai programmi commerciali della NASA, che hanno portato allo sviluppo di iniziative di successo come il Crew Dragon di SpaceX. Le sue proposte di interrompere le collaborazioni con aziende come SpaceX e Blue Origin potrebbero quindi non trovare vasto sostegno. Ciononostante le sue critiche, benché controverse, potrebbero non passare inosservate ai legislatori, specialmente di fronte ai crescenti costi del programma Artemis della NASA.

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