Elon Musk minaccia il divieto ai dispositivi Apple con OpenAI nei suoi stabilimenti

da | 11 Giu 2024 | Tech

E così, per la seconda volta oggi, ci troviamo a scrivere di Elon Musk, il santo protettore di qualsiasi giornalista si occupi di tecnologia.

Ciò accade sia perché il magnate sudafricano è impegnato in così tante iniziative da averne probabilmente perso lui stesso il conto, sia perché è particolarmente loquace su X. D’altronde, quei 44 miliardi di dollari spesi per garantirsi uno scranno da cui apostrofare il mondo, vanno in qualche modo ammortizzati.

Eppure, al di là dei suoi modi spesso ruvidi, i commenti seguiti all’annuncio ieri di Apple Intelligence non vanno catalogati come uno dei classici “rant” da social network. Perché noi stessi ieri, nello spiegare la pervasività dell’IA di Cupertino, ci siamo domandati se non fosse il caso di tornare ai vecchi telefonini, come il caro Nokia 3310.

Qualora vi foste persi l’articolo su tutti gli annunci legati ad Apple Intelligence, vi rimandiamo a questo link per gli approfondimenti del caso. L’unica notizia che vogliamo estrapolare da ieri riguarda l’integrazione di GPT-4o di OpenAI nel prossimo iOS 18.

Come scrivevamo, qualora Siri, l’assistente vocale di Apple, non sarà in grado di rispondere autonomamente alle richiesti degli utenti, un domani potrà rivolgersi a GPT-4o. Ciò significa che tutte le volte che un melafonino interpellerà OpenAI, i nostri dati “usciranno” dal dispositivo e transiteranno nel cloud. Andando ovviamente ad “arricchire” l’IA di Sam Altman.

Mettendo le mani avanti, Apple ieri sera ha rassicurato che i dati saranno gestiti attraverso un Private Cloud e non saranno mai memorizzati sui server, così che l’azienda non possa accedervi. Spiegazioni queste che non hanno convinto Elon Musk. “È ridicolo che Apple non sia in grado di creare la propria AI ma riesca a garantire che OpenAI proteggerà la vostra sicurezza e privacy!”, ha scritto su X.

E ha poi aggiunto: “È una violazione della sicurezza inaccettabile. I nostri visitatori dovranno depositare i loro dispositivi Apple all’ingresso, dove verranno conservati in una gabbia di Faraday”. Che, per chi se lo fosse dimenticato dai tempi del Liceo, è un involucro utilizzato per bloccare campi elettrici e campi elettromagnetici, che prende il nome dal fisico inglese Michael Faraday, che l’inventò nel 1836.

Nell’analizzare le rimostranze di Elon Musk, non si può dimenticare che potrebbe esserci un minimo di tornaconto. A inizio marzo Musk ha citato in giudizio OpenAI, co-fondata da lui nel 2015, e il suo CEO Sam Altman, accusandoli di aver deviato dalla missione originale della startup di sviluppare intelligenza artificiale per il bene dell’umanità e non a scopo di lucro.

Elon Musk ha anche fondato una sua startup di intelligenza artificiale, xAI, proprio per sfidare OpenAI e creare un’alternativa al popolare ChatGPT. xAI è stata valutata 24 miliardi di dollari nell’ultimo round di finanziamento, dove ha raccolto 6 miliardi di dollari in finanziamenti di serie B. E in parte sta venendo gestita da hardware di Nvidia originariamente destinato a Tesla.

Da ultimo, Elon Musk sta sviluppando un proprio smartphone, capace di chiamate satellitari attraverso la rete Starlink e del quale abbiamo parlato in questa news. Questo telefono avrà al suo interno Grok e ovviamente andrà a scontrarsi con l’iPhone quando verrà commercializzato.

A far sbottare Elon Musk potrebbero dunque esser state le perplessità che molti hanno avvertito all’annuncio di Apple Intelligence. O invece è stato il proprio personale tornaconto. Oppure, come spesso accade nella vita, un po’ di entrambi.

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