Ultimamente si sta facendo un gran parlare di Grok, la risposta a ChatGPT targata Elon Musk. E in effetti, essendo il risultato dell’intuizione di un uomo notoriamente al di fuori degli schemi, anche il suo chatbot pare volersi affermare come una delle proposte meno convenzionali nel panorama sempre più affollato delle intelligenze artificiali conversazionali
Creato da X, la piattaforma di Elon Musk che una volta conoscevamo tutti come Twitter, Grok (che non va confuso con Groq), non vuole limitarsi a essere solo un chatbot, offrendo una serie di caratteristiche uniche. Rispondendo a domande su eventi attuali, cultura pop e molto altro, Grok si distingue per la sua disposizione a esplorare temi solitamente considerati off-limits da altri chatbot, affrontando questioni polarizzanti e teorie del complotto con un linguaggio audacemente disinvolto.
L’esempio riportato da TechCrunch (alla domanda “quando è appropriato ascoltare la musica natalizia?”, risponderebbe con “quando ca**o vuoi”), vale più di mille parole. Ma al di là queste bravate, Grok ha l’innegabile vantaggio di poter attingere in tempo reale ai dati generati da X. Ciò gli conferisce un vantaggio incontestabile, permettendogli di fornire risposte aggiornate alle ultimissime notizie, laddove la concorrenza offre risposte meno puntuali.
Elon Musk ha poi anticipato che Grok sarà open source ma la vera notizia è che ieri è stata annunciata la versione 1.5, che promette di elevarne ulteriormente le capacità. Questo modello è progettato per comprendere contesti molto lunghi e esibirsi in ragionamenti avanzati. Caratteristiche, queste, sulla cui bontà ci asteniamo in attesa che siano messe alla prova dei tester e degli utenti di 𝕏 Premium, che potranno provarlo a circa un terzo del costo di ChatGPT.
Il passaggio a Grok-1.5 porterà significativi miglioramenti nelle prestazioni del chatbot, specialmente nei compiti legati alla programmazione e alla matematica, dove ha già brillato in benchmark di settore. Una delle sue novità più significative è la capacità di elaborare contesti fino a 128mila token, ampliando enormemente la memoria e permettendo a Grok di gestire documenti di lunghezza considerevole.

Ecco come si colloca Grok rispetto agli altri chatbot sul mercato. Le prestazioni sono leggermente inferiori a ChatGPT-4 ma l’abbonamento dovrebbe costare un terzo.
L’infrastruttura su cui si basa Grok-1.5 è altrettanto impressionante, costruita su un framework di addestramento distribuito che sfrutta le potenzialità di JAX, Rust e Kubernetes. Questo approccio garantisce che il team di sviluppo possa prototipare e addestrare nuove architetture in modo efficiente, affrontando con successo le sfide poste dall’addestramento di LLM di grandi dimensioni.
Come se ciò non fosse sufficiente a destare la nostra attenzione, segnaliamo la partnership con Midjourney ventilata dallo stesso Elon Musk. Un’informazione che ha scatenato un’ondata di speculazioni sull’integrazione del generatore di immagini più famoso (e potente) al mondo all’interno del chatbot di X.
Questa mossa, insieme all’intenzione annunciata di etichettare le immagini generate dall’intelligenza artificiale direttamente nei feed di X (il che aiuterebbe a scongiurare il rischio di falsi), non solo amplierebbe le capacità espressive di Grok ma segnerebbe anche un importante passo avanti nella fusione tra intelligenza artificiale conversazionale e generazione di immagini, promettendo di portare l’interazione coi chatbot verso creative senza precedenti.


