Elon Musk avrebbe annunciato ai suoi fedelissimi un ridimensionamento del suo coinvolgimento politico, affermando di voler essere “super concentrato” sulle sue aziende, Tesla e SpaceX.
Questa decisione, riportata dal Washington Post e basata sulle dichiarazioni di due persone che hanno parlato a condizione di restare nell’anonimato, arriva dopo un periodo di intensa attività politica e di reazioni negative che hanno avuto ripercussioni anche sulle sue imprese.
Il ritiro dalla scena politica segna dunque un ritorno alle sue radici di innovatore tecnologico, con obiettivi ambiziosi per il futuro di auto autonome e viaggi spaziali.
Il costo dell’impegno politico e il richiamo della tecnologia
Per gran parte dell’ultimo anno, la politica ha occupato un posto centrale nell’identità di Musk. Questa ossessione, però, sembra essersi trasformata in disincanto a causa degli elevati costi personali e delle difficoltà nel produrre risultati tangibili.
Le succitate fonti vicine a Musk hanno infatti rivelato che il miliardario è diventato profondamente preoccupato per la sicurezza personale sua e della sua famiglia, oltre a non aver previsto il livello di opposizione nei suoi confronti e delle sue aziende.
Gli sforzi per guidare il “Department of Government Efficiency” (DOGE), con i conseguenti licenziamenti su vasta scala nel governo federale, hanno generato proteste globali presso le stazioni di ricarica e i concessionari Tesla, sfociate in alcuni casi negli atti di vandalismo e violenza che abbiamo riportato su queste pagine.
Queste difficoltà si sono riflesse anche nei risultati finanziari di Tesla, che il mese scorso ha registrato un calo del 71% dei profitti e una diminuzione delle vendite nel primo trimestre dell’anno.
La popolarità di Musk stesso ha poi subito un duro colpo, con un sondaggio che ha rilevato una forte disapprovazione da parte degli americani per il suo operato. Anche il suo significativo impegno finanziario nelle elezioni del 2024, con centinaia di milioni di dollari investiti, non ha sempre prodotto i risultati sperati, come dimostrato dalla recente sconfitta di un candidato conservatore sostenuto da Musk in Wisconsin.
Di fronte a queste sfide, Musk ha dichiarato che spenderà “molto meno” in campagne politiche, a meno che non ci sia una ragione impellente in futuro. In privato, sembra essersi detto disilluso sull’effettiva influenza che il suo denaro può avere nel sistema politico, preferendo investire tempo e risorse altrove. Questo “ritiro” dalla politica è visto come un modo per “ricaricarsi” e riorientare le sue energie.
Back to spending 24/7 at work and sleeping in conference/server/factory rooms.
I must be super focused on 𝕏/xAI and Tesla (plus Starship launch next week), as we have critical technologies rolling out.
As evidenced by the 𝕏 uptime issues this week, major operational…
— Elon Musk (@elonmusk) May 24, 2025
Musk: il futuro per Tesla è l’autonomia
Una parte fondamentale del nuovo focus di Musk è il ritorno a Tesla, il cui futuro, a suo dire, è “in modo schiacciante, l’autonomia”.
Questo è un anno cruciale per l’azienda, che si prepara a lanciare un veicolo completamente autonomo a giugno ad Austin. Musk, che promette un’auto a guida autonoma da almeno un decennio, ha confermato che i veicoli saranno basati sui modelli Tesla Model Y di medie dimensioni.
L’attenzione è anche sul Cybercab, un veicolo svelato lo scorso anno senza volante né pedali, descritto da Musk come una “lounge su ruote” da 30.000 dollari e previsto per il lancio nei prossimi anni.
Nonostante il disimpegno politico di Musk, il controllo su Tesla non accenna a diminuire. La National Highway Traffic Safety Administration ha recentemente inviato una lettera di richiesta a Tesla per “capire come Tesla intende valutare i suoi veicoli e le tecnologie di automazione della guida per l’uso su strade pubbliche”. Il che suggerisce che le autorità continueranno a monitorare attentamente lo sviluppo delle sue tecnologie autonome.
SpaceX: l’ambizione di Marte e i traguardi lunari
Parallelamente agli sforzi su Tesla, Musk è ansioso di riportare la sua attenzione su SpaceX. Ha annunciato una visita a Starbase, il sito di lancio di SpaceX in Texas, per una presentazione sul “piano di gioco per Marte”.
L’azienda si appresta a lanciare il suo razzo Starship di prossima generazione, il più grande e potente del mondo, in un nuovo volo di prova, dopo che i due precedenti si sono conclusi con fallimenti.
Mentre Musk era impegnato a Washington, SpaceX ha continuato a progredire sotto la guida di Gwynne Shotwell, presidente e chief operating officer. Il razzo Falcon 9 ha mantenuto un ritmo di lancio impressionante, mettendo in orbita migliaia di satelliti per la costellazione internet Starlink, la cui prospettiva di fornire internet in aree rurali e all’estero è migliorata.
SpaceX ha inoltre continuato a trasportare astronauti da e verso la Stazione Spaziale Internazionale per la NASA, gestendo anche il ritorno sicuro dei due rimasti bloccati sulla stazione a causa di problemi con un veicolo Boeing.
Ora SpaceX è sotto pressione dalla NASA, che mira a riportare gli astronauti sulla Luna prima che lo faccia la Cina. L’agenzia spaziale sta investendo circa 4 miliardi di dollari in Starship, che sarà fondamentale per i viaggi lunari. SpaceX deve però ancora superare alcune tappe complesse, tra cui il volo sicuro della navicella in orbita terrestre con equipaggio e il rifornimento in orbita, un’operazione mai realizzata prima.
Nonostante la NASA punti al 2027 per il ritorno sulla Luna, la complessità dello sviluppo di Starship rende la data incerta, con la Cina che punta al 2030.
L’obiettivo a lungo termine di Musk rimane però Marte. Il suo desiderio è inviare una flotta di Starship sul Pianeta Rosso già nel 2026, sfruttando la prossima congiunzione favorevole tra la Terra e Marte.
Questo ambizioso traguardo sarebbe una delle ragioni principali del suo ritorno a SpaceX, per supervisionare lo sviluppo di Starship e mantenere il ritmo di innovazione che ha sempre contraddistinto le sue aziende.


