Tesla: primi test per il robotaxi ad Austin e San Francisco

da | 24 Apr 2025 | Automotive

La nuova Model Y di Tesla

Tesla ha iniziato i test dei suoi robotaxi a guida autonoma con un gruppo ristretto di dipendenti ad Austin e nella Bay Area di San Francisco.

Lo ha annunciato ufficialmente ieri su X, spiegando che i veicoli utilizzano la modalità “FSD Supervised”, attualmente disponibile solo per un numero selezionato di lavoratori dell’azienda.

Si tratta del primo passo concreto verso il lancio commerciale previsto per l’estate, che dovrebbe inaugurare l’era dei robotaxi firmati Tesla.

FSD Supervised: automatizzata ma non autonoma

Il cuore tecnologico di questo nuovo servizio è il sistema “Full Self-Driving” (FSD), la suite avanzata di guida assistita che Tesla offre in abbonamento ai suoi clienti.

Sebbene il nome possa trarre in inganno, FSD non consente una guida autonoma vera e propria: il conducente deve restare sempre vigile e mantenere le mani sul volante.

L’attuale versione “Supervised” permette all’auto di gestire in autonomia alcune manovre ma richiede una supervisione umana costante.

“FSD (Supervised) non rende il veicolo autonomo”, specifica chiaramente un disclaimer inserito nel video promozionale diffuso da Tesla.

Il filmato mostra una Model Y equipaggiata con uno schermo per i passeggeri sul sedile posteriore, in grado di fornire informazioni su orario stimato di arrivo, controllo della temperatura, selezione musicale e un pulsante per lo stop d’emergenza.

Un’app dedicata per i robotaxi, anche senza possedere una Tesla

La vera novità di questa fase di test è l’introduzione di un’applicazione specifica per il servizio robotaxi.

Mentre fino a oggi FSD è stato utilizzato solo dai proprietari delle auto Tesla, l’obiettivo dell’azienda è ora quello di aprire il servizio anche a chi non possiede una vettura del marchio.

L’app consentirà di prenotare una corsa a bordo di un veicolo della flotta, gestito in modalità FSD Supervised. Secondo Tesla, il servizio potrebbe diventare operativo ad Austin già da giugno.

Un approccio rodato

L’utilizzo di dipendenti per la prima fase di test è una prassi consolidata nell’industria della guida autonoma.

Anche Waymo, ad esempio, adotta un approccio simile ogni volta che entra in un nuovo mercato: dopo settimane di prove senza conducente, apre il servizio a un gruppo interno prima di coinvolgere il pubblico selezionato.

Tesla ha confermato l’intenzione di lanciare il servizio di robotaxi ad Austin nel corso del secondo trimestre dell’anno.

Durante la recente conference call sui risultati del primo trimestre, l’azienda non ha fornito dettagli su quando inizierà a monetizzare il servizio, ma Elon Musk ha anticipato che il giorno dell’inaugurazione potrebbero essere operativi tra 10 e 20 veicoli.

Nonostante l’entusiasmo suscitato lo scorso anno dal concept Cybercab, un veicolo dal design futuristico, privo di volante e pedali, il debutto commerciale avverrà con l’attuale gamma di veicoli.

Il Cybercab resta per ora una promessa ma testimonia comunque l’ambizione di Tesla nel voler rivoluzionare il settore della mobilità urbana.

Autonomia totale? No, serve ancora un supervisore

A gennaio, Elon Musk aveva dichiarato che per il lancio ad Austin le vetture non avrebbero avuto bisogno di un conducente a bordo, grazie alla futura versione “unsupervised” di FSD. Questo software non supervisionato, però, non è ancora stato rilasciato.

Musk ha affermato che sarà disponibile entro l’anno e che verrà distribuito anche ai proprietari Tesla in California e in altri mercati.

Resta quindi aperta la questione: Tesla riuscirà davvero a lanciare un servizio totalmente autonomo fin dal primo giorno, o adotterà un approccio più cauto mantenendo a bordo un safety driver?

La variabile normativa potrebbe essere determinante. In California, le aziende che intendono operare con veicoli autonomi devono ottenere una serie di permessi specifici.

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Al momento, Tesla dispone solo di una licenza che consente di testare i veicoli autonomi con un conducente di sicurezza a bordo.

Anche per questo, non è chiaro se il debutto del servizio ad Austin potrà avvenire subito in modalità completamente autonoma o se sarà necessaria una fase di transizione supervisionata.

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