Nell’ambito della comunicazione politica digitale, dai social media alla TV via cavo, i Democratici stanno dominando la spesa pubblicitaria elettorale.
C’è solo una piattaforma che rappresenta un’eccezione significativa: X, la piattaforma di Elon Musk. Qui, i Repubblicani, con in testa l’ex presidente Donald Trump, superano di gran lunga i Democratici negli investimenti elettorali.
Secondo un’analisi dei dati aziendali condotta da AdImpact e riportata dal Washington Post, dal 6 marzo al 1° ottobre, i profili che supportano i candidati Repubblicani hanno speso tre volte tanto rispetto ai profili Democratici su X: 3 milioni contro 1 milione di dollari.
L’account ufficiale di Trump è il principale inserzionista politico sulla piattaforma, consolidando ulteriormente l’alleanza stretta tra l’ex presidente e Musk. Al contrario, la campagna del vicepresidente Kamala Harris non ha acquistato nemmeno una pubblicità su X.
La situazione sulle altre piattaforme, come Google (che include YouTube) e Meta (che possiede Facebook e Instagram), appare però molto diversa.
Qui, i Democratici continuano a investire somme molto superiori rispetto ai Repubblicani. Complessivamente, Harris ha speso significativamente di più rispetto a Trump in pubblicità digitali e televisive da quando il presidente Joe Biden ha annunciato il ritiro dalla corsa elettorale a fine luglio.
X: la nuova roccaforte conservatrice
L’emergere di X come piattaforma preferita dai Repubblicani riflette il cambiamento profondo avvenuto dal 2022, quando Musk ha acquistato il social network.
Musk ha dichiarato di aver trasformato uno spazio percepito come sbilanciato a favore della sinistra in una “piazza pubblica per la libertà di espressione”. Tra le sua prime mosse troviamo la rimozione delle restrizioni sui contenuti e il ripristino degli account precedentemente sospesi, tra cui quello di Trump.
La “partigianeria” crescente su X ha reso la piattaforma più attraente per i conservatori, soprattutto in termini di raccolta fondi, come conferma un anonimo stratega digitale repubblicano.
Nonostante le critiche mosse da molti Democratici, il CEO di X, Linda Yaccarino, ha affermato che la base utenti negli Stati Uniti è politicamente bilanciata. X ha però una base utenti significativamente più piccola rispetto ad altre piattaforme come YouTube e Facebook, utilizzate rispettivamente dall’83% e dal 68% degli americani, secondo un sondaggio del Pew Research Center del 2023.
La strategia di raccolta fondi dei Repubblicani su X
Per le campagne politiche, gli annunci sui social media stanno diventando sempre più importanti, soprattutto per raggiungere elettori giovani e politicamente coinvolti.
“Si tratta di un pubblico attivista, più incline a mettere mano al portafoglio,” ha dichiarato Shanto Iyengar, direttore dello Stanford’s Political Communication Lab. Molti degli annunci acquistati su X da account repubblicani sono appelli per la raccolta fondi ma altri, come quelli dell’America PAC (super PAC co-fondato da Musk per sostenere Trump), riprendono la retorica dell’ex presidente.
Secondo i dati di AdImpact, l’America PAC ha quadruplicato la sua spesa pubblicitaria su X da agosto, raggiungendo 160.711 dollari al 1° ottobre. Nel complesso, tra marzo e ottobre 2024, su X sono stati spesi 7,13 milioni di dollari per annunci politici, ma la maggior parte della spesa elettorale avviene su altre piattaforme.
La corsa dei Democratici è la più costosa della storia
Secondo AdImpact, le elezioni del 2024 saranno le più costose di sempre, con una spesa stimata di 10,2 miliardi di dollari per le pubblicità su tutti i media, inclusi TV e digital. Questo rappresenterebbe un aumento del 13% rispetto al record precedente delle elezioni presidenziali del 2020.
Su Meta, le somme investite fanno impallidire quelle di X. I Democratici infatti dominano con 325,1 milioni di dollari spesi nello stesso periodo, con il Harris Victory Fund come principale inserzionista politico, con 33,6 milioni di dollari.
Anche su Google, il Harris Victory Fund è il principale inserzionista, con 53,1 milioni di dollari spesi in pubblicità su piattaforme come YouTube.
Molto più succinti in numeri dei Repubblicani: il principale inserzionista rimane il comitato di raccolta fondi congiunto di Trump, che ha speso 23,1 milioni di dollari su Google e 8 milioni su Meta.
È da notare che Twitter, prima dell’acquisizione di Musk, era un territorio dominato dai Democratici. Tra il 2018 e il 2019, i tre principali inserzionisti politici su Twitter erano tutti Democratici. All’epoca, il maggior acquirente di pubblicità politica era Kamala Harris, allora senatrice della California, che aveva speso circa 186.600 dollari in annunci.
Nonostante la crescente polarizzazione di X, Tyler Brown, ex direttore della strategia digitale per il Comitato Nazionale Repubblicano, sottolinea che entrambi i partiti stanno ancora cercando di capire come sfruttare al meglio la piattaforma, visto che non era disponibile per le pubblicità politiche nelle ultime due elezioni presidenziali.
Sebbene Musk sia stato criticato da sinistra per aver usato la piattaforma per amplificare le sue posizioni politiche, Brown trova interessante che i Democratici, nonostante queste critiche, continuino comunque a pubblicizzare le loro campagne su X.


