Si conclude dopo un anno un esperimento mirato a simulare la vita su Marte

by | 9 Lug 2024 | Aerospace

Tempo di lettura: 2 minuti

Si è concluso pochissimi giorni fa, dopo un anno, l’esperimento che ha visto per protagonisti quattro scienziati negli Stati Uniti, volto a simulare le condizioni di vita su Marte.

Al termine del test, il quartetto di volontari ha lasciato il Mars Dune Alpha, costruito dalla NASA, dove ha trascorso gli ultimi 378 giorni completamente isolato dal mondo esterno.

La struttura di 160 metri quadrati del Johnson Space Center di Houston è stata progettata per imitare le condizioni del Pianeta Rosso. L’habitat in questione è stato realizzato per mezzo di un processo di stampa 3D, ed è completo di camere da letto, palestra, aree comuni e una fattoria verticale per la coltivazione del cibo. Dispone anche di un’area esterna, separata da una camera di equilibrio.

Anca Selariu, Ross Brockwell, Nathan Jones e il team leader Kelly Haston hanno trascorso l’ultimo anno coltivando ortaggi, simulando passeggiate all’esterno (la zona era riempita di sabbia rossa, così da similare la superficie del pianeta) e operando in quelle che la NASA ha definito ulteriori situazioni di stress, come ritardi nella comunicazione con la “Terra”, comprese le loro famiglie, isolamento e confinamento.

Marte NASA

Secondo Indianexpress la missione è stata la prima di una serie chiamata Crew Health and Performance Exploration Analog (CHAPEA), il cui obiettivo è aiutare la NASA a prepararsi a rimandare gli esseri umani sulla Luna e, un giorno, su Marte.

Ulteriori test sono previsti attualmente per il 2025 e il 2027.

Nel 2015-2016 si è svolta una missione durata un anno per simulare la vita su Marte in un habitat alle Hawaii, che ha visto anche in questo caso la partecipazione della NASA, ma non la guida.

Nell’ambito del programma Artemis, gli Stati Uniti prevedono di rimandare gli esseri umani sulla Luna per imparare a viverci a lungo termine. Ciò aiuterà a prepararsi per un viaggio su Marte verso la fine degli anni ’30.

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