La settimana scorsa la US Space Force ha annunciato che Blue Origin concorrerà con United Launch Alliance (ULA) e SpaceX per almeno 30 contratti di lancio militare nei prossimi cinque anni, per un valore complessivo fino a 5,6 miliardi di dollari. Ciò segna un importante passo avanti nel tentativo del settore militare di aumentare la competizione tra i suoi fornitori di lanci, riducendo la dipendenza da una o due sole compagnie.
Per oltre un decennio, infatti, cioè dalla sua formazione dalla fusione dei programmi missilistici di Boeing e Lockheed Martin, ULA è stata l’unica compagnia certificata per lanciare i satelliti militari più critici. La situazione è cambiata nel 2018, quando SpaceX ha iniziato a lanciare satelliti per la sicurezza nazionale. Nel 2020, nonostante le proteste di Blue Origin, il Pentagono ha scelto ULA e SpaceX per continuare a condividere i compiti di lancio.
Il programma National Security Space Launch (NSSL) è responsabile della selezione degli appaltatori per il posizionamento in orbita di satelliti di sorveglianza, navigazione e comunicazioni militari. E nei prossimi cinque anni, la Space Force intende sfruttare le nuove capacità di lancio delle emergenti compagnie spaziali.
Questo nuovo round di contratti, noto come NSSL Fase 3, prevede un approccio diverso rispetto al passato, dividendo i lanci in due categorie: Lane 1 e Lane 2.
Il contratto annunciato settimana scorsa era per un Lane 1, che riguarda cioè missioni meno impegnative in orbita bassa terrestre. Queste includono piccoli esperimenti tecnologici, dimostrazioni e lanci per la nuova costellazione militare di satelliti per il tracciamento dei missili e la trasmissione di dati, un’iniziativa che alla fine comprenderà centinaia o migliaia di satelliti gestiti dall’Agenzia di Sviluppo Spaziale del Pentagono.
Questo autunno, invece, la Space Force assegnerà fino a tre contratti per Lane 2, che copriranno i satelliti di sicurezza nazionale più sensibili e che richiederanno complessi requisiti di sicurezza e integrazione.
Il National Security Space Launch distribuirà ordini a prezzo fisso a ULA, SpaceX e Blue Origin per gruppi di missioni Lane 1. Il primo gruppo di missioni include sette lanci per la mega-costellazione di tracciamento missilistico della Space Development Agency, oltre a un ordine per il National Reconnaissance Office, l’agenzia governativa che si occupa di satelliti spia.
Tuttavia, per vincere un ordine di compito Lane 1, un razzo deve aver completato almeno un lancio orbitale di successo, requisito che il New Glenn di Blue Origin non soddisfa ancora. La Space Force pagherà a Blue Origin 5 milioni di dollari per una valutazione iniziale delle capacità per Lane 1, mentre SpaceX e ULA riceveranno ciascuno 1,5 milioni di dollari per valutazioni simili.
ULA, SpaceX e Blue Origin sono anche i principali contendenti per vincere i contratti Lane 2 entro la fine dell’anno. Per competere in Lane 2, un fornitore di lanci deve dimostrare di avere un piano affinché i suoi razzi soddisfino i rigorosi requisiti di certificazione della Space Force entro il 1 ottobre 2026.
I Falcon 9 e Falcon Heavy di SpaceX sono già certificati, mentre il Vulcan di ULA è sulla buona strada per raggiungere questo traguardo entro la fine dell’anno, in attesa di un secondo volo di prova di successo nei prossimi mesi. Un successo del New Glenn entro la fine dell’anno porrebbe la scadenza di ottobre 2026 alla portata di Blue Origin.


