Il lancio di Vulcan segna una nuova era nella competizione contro SpaceX

da | 28 Gen 2024 | Aerospace

L’introduzione avvenuta questa settimana del razzo Vulcan, frutto di una joint-venture tra Boeing e Lockheed Martin, segna l’arrivo di un potente concorrente per SpaceX di Elon Musk. Si tratta di un obiettivo strategicamente importante per il governo degli Stati Uniti, che mira a diversificare i propri fornitori di servizi peri il lancio dei propri satelliti.

L’United Launch Alliance, questo il nome della partnership tra Boeing e Lockheed Martin, ha lanciato con successo il Vulcan nello spazio, recuperando così una fetta di mercato finora dominata dal Falcon 9 di SpaceX, da tempo la scelta primaria per il lancio di satelliti a livello internazionale. Nonostante il lander lunare privato non abbia completato la missione a causa di problemi tecnici, il lancio del vettore in Florida è stato coronato dal successo.

La richiesta di questo tipo di servizi è in costante crescita, stimolata soprattutto dai progetti di paesi e aziende che intendono inviare migliaia di satelliti nello spazio. Tuttavia, l’offerta per l’Occidente è diminuita a causa dei ritardi nello sviluppo dei razzi in Europa e dell’isolamento della Russia a seguito del conflitto in Ucraina. Gli Stati Uniti dispongono di vettori più grandi, come lo Starship di SpaceX e il New Glenn di Blue Origin, ma il loro ingresso in orbita è previsto solo tra alcuni mesi, se non anni.

Tory Bruno, CEO di ULA, prevede che questa situazione durerà per circa un decennio. E afferma che col debutto di Vulcan, ULA è pronta ad affrontare un considerevole carico di lavoro arretrato, stimato in circa 70 missioni per un valore di svariati miliardi di dollari, ripartito tra incarichi governativi e commerciali. Ha poi aggiunti che l’azienda prevede di incrementare la produzione fino a 25 razzi all’anno entro la fine del 2025, con circa 100 ingegneri al lavoro su futuri aggiornamenti per ridurre i costi di produzione.

Gli aggiornamenti includono anche un piano per recuperare e riutilizzare i motori BE-4 del Vulcan, che rappresentano circa il 65% del costo totale del razzo, tramite uno scudo termico, un paracadute e un elicottero per catturarli durante la discesa. Rocket Lab, un altro operatore nel settore dei lanci spaziali, sta seguendo una strategia simile. Bruno ha poi aggiunto che i miglioramenti a Vulcan inizieranno nel 2025 e si svolgeranno ogni due o tre anni.

Il costo iniziale di un lancio col razzo Vulcan si aggira intorno ai 110 milioni di dollari, significativamente inferiore rispetto ai 220 milioni del suo predecessore Atlas V. Quest’ultimo ha sostenuto la forte posizione di ULA nei lanci di satelliti per la sicurezza nazionale americana fin dalla sua nascita, nel 2006. Il prezzo per un lancio col Falcon 9, un razzo riutilizzabile di SpaceX, si aggira invece intorno ai 62 milioni di dollari, sebbene possa variare per missioni specifiche del Pentagono.

Per quanto riguarda le missioni di sicurezza nazionale, ULA e SpaceX sono in una costante rivalità. Nel 2020 il Pentagono ha assegnato a ULA (fino al 2027) l’esecuzione del 60% delle sue missioni di sicurezza nazionale, lasciando il rimanente 40% a SpaceX. Le future gare d’appalto del Pentagono mireranno a selezionare tre fornitori principali di lanci, intensificando la competizione tra SpaceX e ULA.

Il razzo Vulcan di ULA è progettato per incorporare fino a sei motori che gli permettono di trasportare fino a 60.000 libbre (27.000 kg) di satelliti in orbita bassa, o 32.000 libbre (14.500 kg) in orbite più alte. Il Falcon 9 di SpaceX è meno potente ma il Falcon Heavy, costituito da tre booster Falcon combinati, è capace di trasportare fino a 140.000 libbre (63.500 kg) in orbita bassa o 58.860 libbre (26.700 kg) in orbite più lontane.

Dal 2014 l’uso per l’Atlas V di ULA dei motori RD-180 di fabbricazione russa ha sollevato non poche preoccupazioni in materia di sicurezza, a seguito dell’annessione della Crimea. Questo, unito al costante successo del più economico Falcon 9 di SpaceX, ha stimolato lo sviluppo del Vulcan. ULA aveva fatto scorta di motori RD-180 prima che i rapporti tra Stati Uniti e Russia peggiorassero a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022. Ma sebbene abbia 17 missioni ancora in programma, per l’Atlas V s’avvicina il momento del ritiro.

Con Blue Origin che sta sviluppando il New Glenn, un razzo più potente rispetto al Vulcan e dotato di sette motori BE-4, è chiaro come quello dei vettori sia un settore in rapida espansione e di grande importanza strategica.

 

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