La risposta alla retorica aggressiva di Donald Trump sulla Groenlandia è arrivata sotto forma di codici a barre scansionati nei supermercati danesi.
Nel giro di pochi giorni, due app progettate per identificare e boicottare i prodotti americani sono infatti schizzate ai vertici dell’App Store danese: NonUSA è passata dalla posizione #441 del 9 gennaio al primo posto assoluto, mentre Made O’Meter si è piazzata al quinto.
Secondo i dati di Appfigures, i download combinati delle due applicazioni sono aumentati dell’867% in una settimana, quasi decuplicando.
Il meccanismo è semplice quanto efficace: si scansiona il codice a barre di un prodotto, l’app rivela se è di fabbricazione americana e suggerisce alternative locali danesi.
Il discorso di Davos e l’accordo con Rutte
Il boicottaggio dal basso arriva nel pieno della crisi diplomatica innescata dalle dichiarazioni di Trump sulla Groenlandia, il territorio autonomo danese che il presidente americano vorrebbe acquisire.
Ieri, durante un discorso fiume di 72 minuti al World Economic Forum di Davos, Trump ha escluso per la prima volta l’uso della forza militare (“I won’t use force”), ma ha chiesto “negoziati immediati” per l’acquisto dell’isola.
Poche ore dopo, Trump ha annunciato su Truth Social un accordo quadro con il segretario generale della Nato Mark Rutte che coinvolgerà gli alleati europei nel sistema di difesa missilistico Golden Dome e nello sfruttamento dei minerali groenlandesi.
In cambio, ha cancellato i dazi del 10% minacciati contro otto paesi europei che avevano inviato truppe in Groenlandia per esercitazioni militari. Danimarca e Groenlandia, però, hanno sempre rifiutato categoricamente qualsiasi ipotesi di cessione di sovranità, e non hanno cambiato posizione nemmeno dopo l’annuncio dell’accordo.
L’alleanza dei consumatori nordici contro Washington
Il fenomeno delle app di boicottaggio non si sta limitando alla Danimarca. I primi cinque mercati di NonUSA sono tutti paesi nordici: oltre alla Danimarca, l’applicazione è esplosa in Norvegia, Svezia e Islanda, rivelando una solidarietà regionale compatta contro le pressioni americane.
Questa diffusione trasforma quello che potrebbe sembrare un movimento locale in un segnale politico più ampio, che coinvolge l’intera area scandinava. Il boicottaggio, del resto, non si esaurisce nei supermercati: i consumatori danesi stanno riprogrammando le vacanze per evitare gli Stati Uniti e abbandonando i servizi di streaming americani come Netflix.
Made O’Meter, disponibile sia su iOS che su Android, ha una presenza più contenuta rispetto a NonUSA ma sta seguendo la stessa traiettoria di crescita, confermando che la domanda di strumenti per identificare i prodotti americani è trasversale. L’App Store danese serve utenti sia in Danimarca che in Groenlandia, amplificando ulteriormente il significato simbolico di questo movimento.
Il paradosso dell’ecosistema americano
Dietro queste statistiche altisonanti si nascondono contraddizioni evidenti. Il mercato danese è relativamente piccolo e bastano poche migliaia di download al giorno per raggiungere la vetta dell’App Store, che registra complessivamente circa 200.000 download totali giornalieri.
Soprattutto, il boicottaggio dei prodotti americani avviene attraverso gli ecosistemi di Apple e Google, due colossi della Silicon Valley. Nella stessa top 10 dell’App Store danese figurano ancora app statunitensi come ChatGPT e Shop, a dimostrazione che il rifiuto selettivo dei prodotti USA è più complesso di quanto possa sembrare.
I consumatori nordici stanno dunque usando iPhone e dispositivi Android per evitare di comprare prodotti americani, ma continuano a dipendere dalle piattaforme digitali americane per farlo.
Questa ambiguità non sminuisce il significato politico del movimento ma lo colloca in una prospettiva più realistica: in un’economia globale dominata dalle Big Tech americane, l’autonomia consumer è un traguardo molto difficile.
Fonte: TechCrunch


